
Vittorio Sgarbi e il suo avvocato Giampaolo Cicconi
di Alessandro Luzi
Vittorio Sgarbi prosciolto dall’accusa di aver diffamato i presidenti di tre associazioni ferraresi. Così oggi ha deciso il giudice Federico Simonelli del tribunale di Macerata, durante l’udienza predibattimentale, ha disposto il non luogo a procedere per il critico d’arte dopo che i presidenti hanno ritirato la denuncia. Sgarbi, che risiede a San Severino, ha pagato loro 660 euro a testa e inviato una lettera di scuse.
Il processo è arrivato a Macerata per competenza territoriale. Per l’accusa, oggi sostenuta dal pm Lorenzo Pacini, il 24 maggio 2021 il critico d’arte avrebbe caricato un video sulla sua pagina Facebook di 9 minuti e mezzo, in cui avrebbe diffamato i presidenti delle associazioni Amici della biblioteca ariostea, Amici dei musei e monumenti ferraresi e deputazione provinciale ferrarese di storia patria.
Nel video, dice l’accusa, Sgarbi li avrebbe definiti: «Gruppo di mentecatti» e «uccellacci di sventura». Nel corso del filmato, prosegue l’accusa, il critico d’arte avrebbe detto cose come «Cosa volete da me, morti di sonno che da mesi cercate di far comprare qualcosa senza mettere una lira, vergognatevi, vergognatevi, non ne posso più». Secondo l’accusa avrebbe detto anche: «Non sopporto questi ridicoli, inutili personaggi che non hanno mai fatto nulla di utile». A gennaio scorso il critico d’arte si è scusato con loro tramite una lettera e per ognuno ha versato 660 euro.
Così i tre presidenti, assistiti dall’avvocato Marco Linguerri, hanno ritirato la denuncia e oggi, nel corso dell’udienza predibattimentale, il giudice ha disposto il non luogo a procedere Sgarbi.
Il suo avvocato Giampaolo Cicconi ha detto: «Le incomprensioni sono state superate. Come ha scritto nella sua lettera di scuse, Sgarbi non voleva offenderli. Si trattava soltanto di una critica. Come sta il mio assistito? Migliora».
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