Cava di Bistocco,
la Efi punta all’ampliamento

CAMERINO/CALDAROLA - L'azienda, che nel 2018 aveva acquistato il vicino sito di Statte, ha presentato una richiesta di autorizzazione per proseguire nelle attività estrattive nell'area nei pressi della superstrada

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La cava di Statte

di Monia Orazi

Sette anni dopo l’acquisto della cava di Statte di Camerino, la Efi ha predisposto un progetto di ampliamento che coinvolge i territori di Camerino e Caldarola. L’azienda di estrazione ha infatti presentato alla Provincia la richiesta di provvedimento autorizzatorio unico per la variante al progetto della cava di Bistocco, a pochi passi dalla superstrada, relativa alla seconda decennalità prevista dal programma provinciale attività estrattive.

L’istanza, protocollata il 18 agosto scorso, riguarda l’ampliamento di un’attività estrattiva in esercizio dal 2005 per l’estrazione di materiale di difficile reperibilità, in particolare calcare massiccio e maiolica. Il progetto interessa aree catastali nei territori comunali di Camerino e Caldarola.

La Efi aveva acquisito nel 2018 la cava di Statte, chiudendo una vicenda che si era trascinata per oltre sei anni tra ricorsi e aste andate deserte. All’epoca il comune di Camerino aveva incassato 393.800 euro dalla vendita dei sette ettari rimasti sul groppone dell’ente dopo lo scioglimento della comunanza agraria di Pozzuolo e Statte. La cava era finita in mani comunali dopo la dissoluzione della comunanza agraria, e il comune aveva provato a lungo a liberarsene.

Dal 2012 al 2015 erano stati effettuati sei tentativi di asta, tutti andati deserti, con il prezzo base sceso da 771mila euro a 388mila euro. Nell’aprile 2018 era arrivata la manifestazione di interesse da parte della Efi, proprietaria della cava vicina, seguita dall’aggiudicazione definitiva di giugno.

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Un mezzo della Efi al lavoro

Ora, a distanza di sette anni da quell’acquisto che aveva fatto entrare risorse preziose nelle casse comunali, necessarie all’epoca per i lavori post-terremoto, l’azienda punta a espandere l’attività estrattiva.

Il progetto prevede modalità di coltivazione e contestuale ricomposizione ambientale e paesaggistica analoghe a quelle dei progetti già autorizzati con la prima e la seconda decennalità del Ppae.

La pratica, che richiede anche la valutazione di impatto ambientale, come si legge nell’avviso pubblico «non ricade all’interno di un sito della Rete Natura 2000, ma potrebbe avere incidenze significative» su due aree protette: il Sic Monte Letegge-Monte d’Aria e la Zps Gole di Sant’Eustachio, Monte d’Aria, Monte Letegge, ai sensi delle linee guida regionali sulla valutazione di incidenza. Il provvedimento autorizzatorio unico dovrà comprendere una serie di autorizzazioni, tra cui il giudizio di compatibilità ambientale, l’autorizzazione paesaggistica, la valutazione di incidenza, la modifica sostanziale dell’aua e il parere di conformità al piano regionale e provinciale delle attività estrattive. Saranno coinvolti diversi enti: oltre alla Provincia come autorità competente, i comuni di Camerino e Caldarola, la Soprintendenza, l’Ast Macerata, l’Arpam, l’Unione montana Marca di Camerino e la Regione Marche.

Dalla pubblicazione dell’avviso sul sito web della Provincia, il pubblico interessato ha 30 giorni per presentare osservazioni in forma scritta.

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