
Una stalla che può accogliere fino a 150 mucche da latte. E’ la struttura dell’azienda Di Pietrantonio è stata inaugurata a Belforte. La nuova stalla è stata realizzata grazie ai fondi del Psr 2018, da finanziamenti dell’azienda e da mutui bancari. Oggi l’azienda può contare su circa 700 capi tra mucche da latte, da carne e ovini, gli ovini ancora sono fuori dalle stalle al pascolo, così come le vacche da carne che si trovano nelle montagne vicine a Monte Cavallo, dove è presente una stalla nata da qualche anno. Sono circa 25 i collaboratori aziendali. Nell’azienda agricola, grazie anche all’innovazione garantita dalla nuova stalla, a pieno regime si produrranno 50 quintali di latte al giorno.

L’azienda Di Pietrantonio è una realtà che dura da tre generazioni. I Di Pietrantonio provengono da una famiglia di pastori, di transumanti, già dalla fine dell’800. Il papà di Andrea e Fabio nel 1983 a Roma decide di riprendere l’attività. Nel 1986 si trasferiscono nelle Marche, a Belforte. Nel tempo da pastori i Di Pietrantonio diventano allevatori, produttori caseari, imprenditori agricoli.

Dopo aver festeggiato a dicembre 2023 i 20 anni dall’apertura del nuovo caseificio e del punto vendita di Belforte in via Carlo Urbani e gli oltre 40 anni di attività intrapresa dai genitori, sabato si è svolta l’inaugurazione. «E’ stata una grande soddisfazione per me e per la nostra famiglia – dice Andrea Di Pietrantonio – dare vita a questa nuova stalla. Un’opportunità per l’azienda e anche per il territorio dell’entroterra che ha bisogno di chi come noi ci crede e ci investe per migliorare continuamente».
Bravi ragazzi
E vai !
Complimenti .
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Bravissimi
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Complimenti !!!
Di fronte alla politica … (non metto l’aggettivo per timore della censura) di questa Europa fasulla, che vuole fare a botte con la Russia e che sta lavorando per la “guerra” a causa delle psicosi secolari di paesi scandinavi e dintorni – quindi una visione di “morte” – leggere la notizia di un lavoro qualificante di “vita” con una stalla di 150 mucche da latte e di ovini lasciati in libertà, riempie di speranza nella lotta per la vita e di fiducia “nell’intima bontà dell’uomo”, come scriveva Anna Frank poco prima di essere arrestata dai nazisti e portata in un campo di sterminio.
Stiamo tornando a tempi in cui speravamo di non rivivere. A quattro anni assistevo da Corridonia al bombardamento di Macerata del 1944, che fece 100 morti e 200 feriti. Una cifra al confronto con le perdite di civili in Ucraina.
Stiamo andando verso tempi pericolosi per la democrazia e per la vita. Ciò, mentre laboriosi allevatori ci danno da vivere con “cose” vive e di vita. Il contatto con la Natura e con i nostri Fratelli Minori “animali” li rende liberi mentalmente.
E come afferma Angiulì, il Contadino di “Manicomio TV”, “ma va’ a zappà la terra”, io dico ai politici, che vogliono rimanere nella dimensione umana, “andate a pascolà le vacche”… a Belforte, naturalmente.