
Maria Luce Centioni, presidente dell’Azienda Teatri di Civitanova
«Fuorviante affermare che il nostro atteggiamento abbia scoraggiato la Piccola Ribalta, ma non possiamo derogare alla sicurezza. La nostra azienda intende comunque conservare e riproporre il teatro amatoriale, e si sta già muovendo in tal senso».
Affida ad una lettera aperta la replica ad Antonio Sterpi, Maria Luce Centioni, presidente dei TdC. Il presidente dell’associazione di teatro amatoriale e curatore di Caro Teatro aveva motivato le ragioni dell’addio della manifestazione alla mancanza di certezze sul contributo comunale e vane promesse di una sede, attribuendo anche ai TdC una rigidità e una serie di prescrizioni burocratiche che avrebbero gravato l’organizzazione.
Ma Centioni assicura che le richieste fatte alla Piccola Ribalta sono le condizioni standard pretese a tutti i soggetti organizzatori: «Ci sono state mosse accuse infondate – dice Centioni – la nostra Azienda ha sempre avuto la ferma intenzione di collaborare anche quest’anno all’organizzazione di Caro Teatro ed è assolutamente fuorviante affermare che il nostro atteggiamento abbia scoraggiato l’associazione Culturale Piccola Ribalta. Al contrario, la prima riunione organizzativa a cui fa riferimento Sterpi è stata convocata proprio da noi, con l’intento propositivo di programmare insieme l’edizione 2025. Fin dal suo insediamento, il nostro Consiglio di Amministrazione ha posto l‘accento sulla trasparenza e sulla sicurezza pubblica, che deve essere garantita a chi lavora sul palco, a chi si occupa dell’organizzazione dietro le quinte e a tutti gli spettatori. Non possiamo assolutamente derogare a questa responsabilità. Per tale ragione, abbiamo intensificato e migliorato le procedure per chiunque utilizzi i nostri spazi. Tali richieste non sono state fatte solo a La Piccola Ribalta, ma a tutti gli organizzatori. Pur comprendendo che una compagnia amatoriale possa essere meno strutturata rispetto a un’agenzia di spettacoli, abbiamo promosso l’incontro proprio per fornire al presidente Sterpi tutte le informazioni necessarie e per confermare il nostro pieno supporto nell’adempimento di tutte le questioni legate alla sicurezza. Da parte del presidente Sterpi abbiamo purtroppo riscontrato una certa riluttanza, persino aspra, di fronte a queste nostre legittime richieste. Non sappiamo se tale suo atteggiamento sia legato alla questione della sede, ma si tratta di una questione che non è di nostra competenza e che non ci riguarda in alcun modo».
La presidente Centioni sottolinea come l’addio della Piccola Ribalta però non sarà la fine della presenza del teatro dialettale a Civitanova. Come per Vita Vita, altra manifestazione che dopo anni ha interrotto la collaborazione, anche per il teatro amatoriale c’è un rimpiazzo in programma: «mi preme sottolineare – conclude Centioni – che, se anche il presidente Sterpi e La Piccola Ribalta hanno deciso di interrompere volontariamente l’esperienza di Caro Teatro la nostra azienda intende comunque conservare e riproporre il teatro amatoriale, e si sta già muovendo in tal senso».
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Io farei una valutazione successiva: 10mila euro circa l'anno, per 26 edizioni sono 260.000, considerando altre compagnie amatoriali potremmo supporre che la cifra spesa dal comune in 25 anni circa, per il teatro amatoriale civitanovese, possa essere di un milione, un milione e 250mila euro (ok, c'era la lira, ma con la svalutazione possiamo considerare una spesa di questo "valore" circa), più la sede, più il supporto logistico. Altrettanto sforzo viene fatto per lanciare un professionismo concreto, di quello che si trasforma in esperienza lavorativa remunerata per eventuali artisti che volessero crederci? Con un investimento del genere quante compagnie amatoriali sono riuscite a fare il salto nel professionismo, con vere amministrazioni, vere figure professionali e la possibilità di lanciare figure formate a Civitanova in realtà più grandi, strutturate ed anche remunerative, così da rilanciare tutte le varie figure artistiche che, attorno al teatro, ruotano? Quanto è giusto che nell'amatorialitá si parli di consigli di amministrazione, e budget, ed accordi con le amministrazioni comunali, quando questo mondo dovrebbe rappresentare solo il primo step di una realtà più grande, ed infatti lo vediamo nelle sue contraddizioni, con necessità da teatro ormai semi professionale, ma senza la capacità e le figure per muoversi nella realtà di cui avrebbero bisogno? Cos'è chi, da 26 anni, organizza teatro amatoriale appoggiandosi ad amministrazioni e realtà locali? Un vero "professionista" dell'amatoriale? La dissonanza diventa implicita Ed evidente dalla situazione A mio avviso, così facendo, si finisce per svilire tutto il riconoscimento artistico a tutte le figure che attorno al teatro ci ruotano, e alla fine tutti restano vittime. Lo dicevo già da tempo: il teatro amatoriale non può sostituire quello professionale, ed il motivo è proprio che realtà che non mirano al budget poi hanno necessità di budget, e ne consumano anche. Forse sarebbe il caso di puntare più in alto?
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Si ha l’impressione che il sindaco con delega alla cultura ed è importante sottolinearlo e i TdC, che hanno la possibilità di scegliere tutti assieme come investire soldi e programmi si siano messi in testa di essere più bravi degli altri e senza nemmeno rispettare tradizioni oramai radicate, fanno di testa loro e dopo il completo fallimento di quella “cosa” organizzata al posto di “vita vita ” e assolutamente incapaci di gestire in proprio progetti più problematici, stiano diventando pari pari all’amministrazione da cui dipendono. E qualcuno pure foraggiato. È bello vedere che Civitanova stia miseramente trasformandosi nella città ideale del Ciarapica giornalmente attaccato dai suoi cittadini per l’oramai completa scoperta che non è perché vuole andare a fare il consigliere regionale che sta abbandonando la postazione ma proprio perché, forse non è più capace di continuare a fare il sindaco, ammesso che lo sia stato qualche volta. C’è una letteratura più voluminosa di “Guerra e pace” a raccontarlo, ahimè….anzi… ahilui
…’Donne e giovinetti accusanti, viva Bacco e viva odore, ciascun suoni balli e amanti, arda di pochezza il core, non fatica non dolore. Quant’è bella sicurezza, che a lor sfugge tuttavia, chi vuol esser convinto sia, di doman ormai è certezza’… m.g.
…mi perdoni, signor Mandozzi, mi potrebbe dire dove ha Lei studiato, per così dire, teatro!!? gv