Il Ginesio Fest svela
la sua sesta edizione:
Furore è il tema 2025

MANIFESTAZIONE - L'appuntamento dal 20 al 25 agosto. Tra i protagonisti Antonio Latella, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Licia Lanera, Gruppo Uror, Alba Porto e Giulia Odetto

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Matteo Negrin, Manfredi Mangano, Giuliano Ciabocco, Francesca Merloni, IsabellaParrucci, Leonardo Lidi, Rodolfo di Giammarco

Sesta edizione del Ginesio Fest in programma dal 20 al 25 agosto a San Ginesio, con la direzione, per il quarto anno consecutivo, di Leonardo Lidi.

Tra i protagonisti di questa edizione, Antonio Latella, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Licia Lanera, Gruppo Uror, Alba Porto, Giulia Odetto, Teatro del Carretto, PoliTheater con la regia dell’australiano Neville Tranter e la band Perturbazione. Una settimana intensa di spettacoli e prime nazionali, residenze artistiche, incontri, laboratori e mostre: gran finale il 25 agosto, con la serata di premiazione del Premio San Ginesio “All’arte dell’Attore”.

San Ginesio si trasformerà ancora una volta in palcoscenico a cielo aperto, accogliendo artisti e spettatori da tutta Italia e dall’estero. Il festival si distingue per la sua natura diffusa e originale, che intreccia gli spettacoli con gli spazi della città: dalle storiche mura alle accoglienti piazze. Elemento imprescindibile dell’intero evento è il Premio San Ginesio “All’arte dell’Attore”, giunto anch’esso alla sesta edizione e in programma il 25 agosto alle 21. Il premio, assegnato da una giuria presieduta da Remo Girone e composta dal giornalista Rodolfo di Giammarco, dall’attrice Lucia Mascino, dalla poetessa Francesca Merloni e dal regista Giampiero Solari, celebra ogni anno un attore e un’attrice che si sono distinti per il loro percorso artistico. Tra i premiati delle passate edizioni, Lino Musella, Sara Putignano, Federica Fracassi, Massimo Popolizio, Carolina Rosi, Michele Di Mauro, Paolo Pierobon, Lino Guanciale, Petra Valentini, Giuseppe Battiston, Vanessa Scalera. I vincitori dell’edizione 2025 saranno annunciati a luglio.

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Leonardo Lidi

Tra le novità di quest’anno, si amplia la rete di collaborazioni: oltre al Teatro Stabile di Torino, si aggiunge la Fondazione Piemonte dal Vivo. Le giornate dedicate al Focus Piemonte – il 23, 24 e 25 agosto – ospitano Radici di Asterlizze, Io ucciso i giganti di Fondazione Tgr, Wonder Woman di Tpe, La buona novella di Fabrizio de Andrè di Perturbazione e I’ve loss of attention di Collettivo Effe. Nell’arco delle tre giornate, si terrà anche un momento di incontro con gli operatori e le compagnie protagoniste del focus. 

Il Ginesio Fest ha ogni anno un tema portante, un filo conduttore che lega gli appuntamenti in un perfetto meccanismo: il tema voluto quest’anno dal Direttore Artistico Leonardo Lidi è Furore. Un calendario ricco di appuntamenti che vedrà protagonisti alcuni tra i nomi più interessanti della scena teatrale contemporanea. Si comincia mercoledì 20 agosto con Pinocchio tratto dall’opera di Carlo Collodi. L’adattamento e la regia sono firmati da Maria Grazia Cipriani, per una produzione del Teatro Del Carretto. La giornata di giovedì 21 agosto propone due appuntamenti: il primo è Altri libertini, tratto da Pier Vittorio Tondelli, con adattamento e regia di Licia Lanera, prodotto dalla Compagnia Licia Lanera. A seguire, Katzlemacher, con la regia di Leonardo Lidi e la traduzione di Umberto Gandini, una produzione del Teatro Stabile di Torino. Il programma di venerdì 22 agosto si apre con Stuporosa, per la regia e coreografia di Francesco Marilungo. La produzione è di Körper, Centro Nazionale di Produzione della Danza, in co-produzione con Fabbrica Europa. A seguire, sempre per la regia di Leonardo Lidi, Un anno con tredici lune, adattamento di Francesco Halupka, prodotto dal Teatro Stabile di Torino. Sabato 23 agosto è in programma Radici, testo di Alba Maria Porto e Giulia Ottaviano, con la regia di Alba Maria Porto, prodotto da Asterlizze. Segue Sdisorè, di Giovanni Testori, con Evelina Rosselli; la regia è del Gruppo Uror e la produzione esecutiva è affidata a Pav. Chiude la giornata Io uccido i giganti, tratto da “I Kill Giants” di Joe Kelly e Jm Ken Niimura, con drammaturgia di Diego Pleuteri e Greta Petronillo, regia e scene di Greta Petronillo, una produzione della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus. Lo spettacolo è vincitore del Bando Orizzonti. Domenica 24 agosto vedrà in scena Wonder Woman, di Antonio Latella e Federico Bellini, con la regia di Antonio Latella. La produzione è di Tpe – Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Stabilemobile. A seguire, Bubikope – Tragedia comica per pupazzi, di Fancelli, Tranter e Zigrino, per la regia di Neville Tranter, una produzione Politheater. La giornata conclusiva, lunedì 25 agosto, si apre con la Cerimonia di Premiazione della Sesta Edizione del Premio Ginesio “All’Arte dell’Attore”. A seguire, il concerto La buona novella, interpretato dai Perturbazione, con la formazione composta da Tommaso Cerasuolo alla voce, Cristiano Lo Mele a chitarre e cori, Alex Baracco al basso e cori, e Rossano Antonio Lo Mele alla batteria. Chiude il festival I’ve loss of attention, di Collettivo Effe, con regia e testi di Giulia Odetto.

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Alessio Maria Romano

«Da quando nel 2023, da direttore artistico del Ginesio Fest, mi sono autoimposto un tema per ogni edizione la mia visione del teatro è cambiata radicalmente – dice Leonardo Lidi -. Oltre a complicarmi la vita sono riuscito a scorgere tra le righe delle stagioni e dei cartelloni degli argomenti che tornano e ritornano, soffermandomi così sulle esigenze degli Artisti. Cosa ci stanno dicendo i nostri attori e le nostre compagnie in questi anni? Quali argomenti accompagnano la nostra contemporaneità? Se nelle passate edizioni ho scelto due macrotemi come la solitudine e la maschera, qualcosa che potesse aiutarmi a sviluppare un discorso di massima, quest’anno gli spettacoli che mi sono trovato davanti da spettatore hanno avuto una richiesta più specifica. E così mi sono lasciato trasportare. Il furore, come nel capolavoro di Steinbeck, spesso nasce da una costrizione, un viaggio obbligato che l’individuo o il gruppo deve compiere per salvarsi. Il furore creativo dei giovani che richiedono di avere una voce, il furore di chi vuole ribellarsi ad un sistema troppo stretto, il furore della passione che ti fa perdere il controllo e poi il furore impetuoso generato dal risentimento. Quello salvifico della creatività e quello distruttivo, di chi desidera colpire l’altro».

Il Ginesio Fest deve la sua esistenza alla sua ideatrice e fondatrice, Isabella Parrucci: «Quando nel 2020 è nato il Ginesio Fest, sapevamo di voler costruire qualcosa che andasse oltre il semplice cartellone di spettacoli: volevamo restituire a San Ginesio, questo straordinario borgo marchigiano, la sua vocazione più profonda, quella di luogo di incontro, di pensiero, di comunità viva – dice -. In questi anni, il teatro è stato per noi non solo un linguaggio artistico, ma uno strumento di rinascita, di memoria e di futuro. Il tema che abbiamo scelto per questa edizione, il furore, nasce proprio da qui. È il furore che ci muove quando tutto sembra crollare, quello che ci spinge a ricostruire, a cercare nuove forme, a non accontentarci di ciò che è scontato. È il furore che ha spinto la nostra comunità a non arrendersi, a scegliere la cultura come collante e motore di ripartenza. E il teatro, con la sua capacità di dare voce alle inquietudini e alle speranze, è stato il nostro alleato più potente. Il Ginesio Fest 2025 vuole essere questo: un invito a farsi attraversare dal furore delle idee, delle emozioni, delle parole. A condividere la bellezza del teatro che abita piazze, chiostri, vicoli e palcoscenici, trasformando ogni spazio in un luogo di senso. San Ginesio non è solo il cuore geografico di questo festival: è il simbolo di una possibilità, quella di una comunità che sceglie la cultura per raccontare la propria storia e immaginare il proprio domani. Ringrazio tutte le artiste e gli artisti, le compagnie, i cittadini, i volontari e le istituzioni che anche quest’anno hanno creduto in questo progetto. Insieme, continuiamo a scrivere un racconto fatto di passione, coraggio e furore».

Da sempre, è molto forte il sostegno istituzionale al Ginesio Fest. «Siamo profondamente orgogliosi di accogliere a San Ginesio la sesta edizione del Ginesio Fest – dichiara Giuliano Ciabocco, sindaco di San Ginesio – un appuntamento che negli anni ha saputo consolidare il proprio ruolo centrale nel panorama teatrale nazionale, diventando punto di riferimento per la riflessione contemporanea sull’arte scenica e sulla figura dell’attore. In un borgo che da sempre fa della cultura e della bellezza condivisa i suoi valori fondanti, il Ginesio Fest rappresenta non solo un’occasione di crescita culturale, ma anche un momento di dialogo, di confronto e di valorizzazione del nostro patrimonio artistico e umano. Il Festival, con il suo impegno costante nel promuovere i linguaggi del teatro contemporaneo e nel sostenere la ricerca artistica, è oggi una realtà riconosciuta a livello istituzionale, capace di attrarre nomi di grande prestigio e giovani talenti, e di rinsaldare il legame tra arte e comunità. È un esempio virtuoso di come i piccoli centri possano essere laboratori di cultura e innovazione, partecipi di una rete nazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici».

L’assessore regionale alla cultura Chiara Biondi, afferma: «Il Ginesio Fest rappresenta un esempio straordinario di come la cultura possa essere motore di rinascita, identità e attrattività turistica, soprattutto nei borghi dell’entroterra marchigiano. San Ginesio, conosciuto come Il Borgo degli Attori, diventa ogni anno ad agosto un palcoscenico diffuso dove si intrecciano bellezza paesaggistica, memoria storica e passione teatrale. Questo borgo, accoglie artisti e spettatori in un abbraccio autentico, trasformando la fragilità in forza e l’arte in rinascita. Il Ginesio Fest non è solo un evento culturale: è un simbolo di resilienza e di speranza, capace di attrarre nuovi sguardi su un territorio che ha tanto da raccontare. Tra i momenti più significativi, il Premio San Ginesio all’Arte dell’Attore, rende omaggio all’impegno e alla profondità degli interpreti italiani, contribuendo a rafforzare la centralità del teatro nel panorama nazionale. Come Regione Marche, crediamo fermamente che la cultura sia un pilastro per il rilancio dei territori e per la costruzione di comunità vive e partecipi».

«C’è chi voleva mettere mano alla pistola, quando sentiva parlare di cultura – le parole del commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Perché la cultura, quella vera, può fare paura. Come la vita. Noi quando sentiamo parlare di cultura sentiamo il profumo della vita, della sua fertile ebbrezza, del suo furore creativo, per usare la parola che guida quest’anno la sesta edizione del Ginesio Fest. Ormai un appuntamento irrinunciabile per chi voglia vivere la cultura, non solo assistere da spettatore alla sua esibizione. Non a caso si parla di teatro. La messa in scena riguarda tutti, chi sta sopra e chi sta sotto il palco. Questo bellissimo borgo delle Marche propone come esempio di rinascita continua: metafora della sorte orgogliosa di questo territorio e di queste comunità che non si sono sottratte alle ferite del terremoto, ma hanno voluto condividerle, per curarle insieme. Senza scappare, restando. Spesso con la voglia di tornare, per chi se ne era andato. Cultura e teatro sono i protagonisti anche quest’anno, coniugando la bellezza dell’arte con quella della natura: non è secondario il luogo, in cui si svolge questo bellissimo festival».



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