di Alessandro Luzi
Sparatoria tra Staffolo e Cingoli, rinviati a giudizio il titolare di un’azienda agricola e un 37enne (che esplose i colpi). A finire sotto accusa per tentato omicidio e porto illegale di armi Marco Carzedda, 46 anni, e il 37enne Hamza Guesmi, tunisino, domiciliato a Staffolo. Oggi il gup Daniela Bellesi ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi. Il processo si aprirà davanti al tribunale di Macerata il 6 maggio.
Tutto è iniziato il 25 novembre scorso quando i carabinieri sono intervenuti al pronto soccorso dell’ospedale di Ancona per un tunisino, irregolare in Italia, con un polmone perforato a causa di un colpo d’arma da fuoco.
Secondo la versione data ai carabinieri era stato colpito da un colpo di fucile sparato da un furgoncino in corsa. Le indagini dei militari, coordinate dalla procura, avevano portato all’identificazione di Carzedda e Guesmi.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tutto sarebbe nato dal fatto che uno dei cinque tunisini avrebbe preteso dal pastore la restituzione di 3mila euro.
Secondo l’accusa, oggi sostenuta in aula dal pm Francesco Carusi, quella somma sarebbe stata pagata a Carzedda per una falsa assunzione di un parente nella sua azienda agricola, assunzione poi non andata a buon fine. Il 25 novembre scorso i cinque tunisini sarebbero andati nell’azienda del pastore a Staffolo e se la sarebbero presa prima con Guesmi, poi con un bastone si sarebbero accaniti sull’auto di Carzedda, prendendola a mazzate e danneggiandola. Poi sarebbero scappati. A quel punto, il 46enne e Guesmi avrebbero preso un furgoncino per inseguire i cinque tunisini. Secondo l’accusa, al volante c’era Carzedda mentre Guesmi aveva il fucile.
Una volta incrociata per le strade di Cingoli l’auto, dal furgoncino sarebbero partiti due colpi di fucile sparati da Guesmi: uno sarebbe andato a vuoto, l’altro avrebbe centrato uno dei cinque tunisini. L’auto col ferito sarebbe così andata di corsa in ospedale, mentre il pastore e il 37enne sarebbero tornati indietro.
A entrambi viene anche contestato anche un episodio avvenuto circa un mese prima, sempre a Cingoli. In quel caso avrebbero esploso due colpi di fucile danneggiando le ruote dell’auto di uno dei tunisini. Carzedda è assistito dall’avvocato Roberto Regni, Guesmi è tutelato dagli avvocati Alessandro Genovali e Paolo Cognini.
Inseguimento e sparatoria con un ferito grave: fissata l’udienza dal Gup
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