Inseguimento e sparatoria
con un ferito grave:
fissata l’udienza dal Gup

CINGOLI - Due sono gli indagati, entrambi per tentato omicidio. L'episodio sarebbe legato alla richiesta di restituzione di 3mila euro pagati per una assunzione fittizia che poi non si sarebbe concretizzata. L'udienza il 5 marzo

- caricamento letture

carabinieri-archivio-arkiv-2-650x404Sparatoria in strada dopo un inseguimento tra Staffolo e Cingoli, in due sotto accusa: fissata l’udienza davanti al gup del tribunale di Macerata. Si svolgerà il 5 marzo. I fatti sono avvenuti il 25 novembre scorso e l’episodio sarebbe legato ad assunzioni fittizie di immigrati col decreto flussi e ad una somma di denaro pretesa come risarcimento.

Due sono gli indagati: un pastore di origine sarda di 46 anni Marco Carzedda, titolare di un’impresa agricola a Staffolo, accusato di tentato omicidio e porto illegale di armi, e un tunisino, il 37enne Hamza Guesmi, domiciliato a Staffolo. Tutto è iniziato il 25 novembre scorso quando i carabinieri sono intervenuti al pronto soccorso dell’ospedale di Ancona per un tunisino, irregolare in Italia, con un polmone perforato a causa di un colpo d’arma da fuoco. L’uomo era stato sottoposto ad un intervento chirurgico urgente. Ai carabinieri ha raccontato che mentre era in auto con altri quattro connazionali a Cingoli era stato colpito da un colpo di fucile sparato da un furgoncino in corsa. Così sono partite le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura. Dopo mesi di accertamenti i militari hanno chiuso il cerchio e ricostruito la vicenda.

avvocato-alessandro-marcolini

L’avvocato Alessandro Marcolini

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tutto sarebbe nato dal fatto che uno dei cinque tunisini avrebbe pretesto dal pastore la restituzione di 3mila euro. Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella somma sarebbe stata pagata dal tunisino al pastore per una falsa assunzione di un parente nella sua azienda agricola, assunzione poi non andata a buon fine. Il 25 novembre scorso i cinque tunisini sarebbero andati nell’azienda del pastore a Staffolo e se la sarebbero presa prima con Guesmi, poi con un bastone si sarebbero accaniti sull’auto del 45enne, prendendola a mazzate e danneggiandola. Quindi sarebbero scappati. A quel punto, il 45enne e Guesmi avrebbero preso un furgoncino e si sarebbero messi all’inseguimento dei cinque tunisini. Al volante del furgoncino c’era Carzedda, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, mentre Guesmi aveva il fucile.

avvocato-roberto-regni

L’avvocato Roberto Regni

Una volta incrociata per le strade di Cingoli l’auto, dal furgoncino sarebbero partiti due colpi di fucile sparati da Guesmi: uno sarebbe andato a vuoto, finendo sul parabrezza. L’altro invece ha centrato uno dei cinque tunisini, che secondo gli inquirenti non sarebbe stato neanche l’obiettivo designato di chi aveva sparato. L’auto col ferito sarebbe così andata di corsa in ospedale, mentre il pastore e l’altro tunisino sarebbero tornati indietro. 

A entrambi viene anche contestato un episodio avvenuto circa un mese prima, sempre a Cingoli. In quel caso avrebbero esploso due colpi di fucile danneggiando le ruote dell’auto di uno dei tunisini. Carzedda è assistito dall’avvocato Roberto Regni, Guesmi è tutelato dall’avvocato Alessandro Marcolini.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X