
La preparazione della mostra
di Alessandra Pierini
E’ scritta in una trapunta patchwork la storia di Eura Staffolani, civitanovese fondatrice di Libellula Maison a Civitanova. In ogni quadrato del quilt che sta realizzando, c’è una pagina del diario che ha iniziato a scrivere a partire dalla pandemia, quando ha intercettato il bisogno di manualità e creatività di tante donne e ha dato loro spazio nel suo laboratorio. «Per la trapunta – racconta – sono stata ispirata da una mostra che avevo visto. Ho lavorato ore ed ore e continuerò ancora, ognuno dei miei quadrati rappresenta per me un momento, un giorno a partire dalla pandemia in avanti. Quando inizio a realizzare un blocco, lascio traccia della quotidianità mentre la sto facendo».
La coperta di Eura, ancora in fase d’opera, sarà in mostra, insieme a quelle di altre donne, all’istituto Bonifazi a Civitanova in occasione della Giornata internazionale della donna durante l’evento Dear Jane, nome delle coperte stesse.

Eura Staffolani lavora al suo quilt
Il progetto è ispirato alla celebre coperta patchwork creata da Jane Stickle, un’artista americana che nel 1863 ha realizzato una trapunta (ovvero un quilt) in lino e cotone composta da 5.602 pezzi, tutti diversi tra loro che continua ad ispirare i “quilters” di tutto il mondo. Nell’ottobre del 1863 un quotidiano locale riferì che la signora Jane avesse vinto un premio rivelando anche la sua invalidità e che, costretta a letto, desiderasse fare qualcosa per trascorrere il tempo decidendo di mettere insieme questa trapunta. A Jane sono state scritte una serie di lettere circa la vita e le vicende nel XIX secolo, Jane stessa risponde approfondendo argomenti di vario genere tra cui i diritti delle donne e la guerra civile, questa raccolta divenne poi anche un libro.

Questo il primo quilt arrivato, dell’Associazione AD Maiora di Verona
E se Jane iniziò la sua coperta agli inizi della guerra di secessione americana, Eura lo ha fatto invece poco prima del Covid e anche lei ha dato il suo sostegno alle donne in uno spazio di arte e creazione.
«Ho riprodotto a matita ogni elemento della coperta originale – spiega Staffolani – per strutturarla con una combinazione cromatica che richiama l’arcobaleno. Partendo dal centro col giallo, arancio e rosso, i blocchi si diramano a raggio seguendo i colori dell’arcobaleno e le indicazioni del libro di Dear Jane. Nel libro viene spiegato ogni passaggio per la realizzazione».
«È interessante questo intreccio di tessuti e vita personale – aggiunge Martina Staffolani, sorella di Eura che la aiuta nell’esposizione – che molte donne si trovano a cucire con fili invisibili. Io so quante ore di lavoro sono racchiuse in questi quilt magnificenti, quanto sapiente e paziente lavoro nell’elaborare ogni mini pezzettino di una trapunta praticamente matrimoniale».
L’esposizione della selezione di coperte patchwork (saranno sei, oltre ai quadrati di quella di Eura), simbolo di resilienza e creatività, realizzate dall’Associazione Quilt Italia, è solo una delle iniziative proposte dalla Fabbrica delle Idee 2.0 che 8 e 9 marzo proporrà un viaggio nell’universo femminile attraverso l’arte. «Volevamo raccontare l’universo donna – spiega il presidente Alessio Piretti – attraverso un patchwork di arti col territorio e il territorio e siamo veramente uniti da un filo che ci lega tutti e tutte».
L’evento Dear Jane è patrocinato da Consiglio Regionale Marche, Cna Marche, Università di Macerata, Marche Film Commission, Lega del filo d’oro, in collaborazione con Woman is life.

Queste sono tutte le locandine che hanno proposto i ragazzi dell’indirizzo grafica per l’evento. Tra tutte è stata scelta la centrale
«Dear Jane vuole rappresentare il tessuto simbolico della vita femminile – fa sapere l’associazione – intrecciando storie di lotta, rinascita e solidarietà con l’obiettivo di: valorizzare l’arte come mezzo di e inclusione sociale, promuovere la consapevolezza sui temi della violenza di genere, della solidarietà e dell’inclusione, coinvolgere la comunità locale, giovani e associazioni, in un percorso di crescita culturale».
Contemporaneamente sarà fruibile un percorso tattile-sensoriale: un’esperienza dedicata ai non vedenti per esplorare le opere di Claudio Pantana, Claudio Fazzini, Sandro Bertolacci. All’interno dello spazio saranno allestite sculture e installazioni sensoriali che raccontano la forza dell’arte come mezzo di connessione emotiva e sarà possibile partecipare a performance che daranno voce a racconti e testimonianze sul ruolo della donna nella società. L’intero evento viene trasmesso in streaming sul canale youtube della Fabbrica delle idee 2.0 per garantire una partecipazione più ampia possibile e si conclude alle 18,30.


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