
Il Buono postale fruttivero
di Gianluca Ginella
Buoni postali scaduti, Poste perde la causa: dovrà rimborsare circa 16mila euro. La sentenza è del tribunale civile di Macerata e riguarda una questione che coinvolge migliaia di risparmiatori in Italia. Il problema riguarda alcuni Buoni postali a termine, di vario taglio, sottoscritti negli anni 2000.
«I buoni non recavano né la data di scadenza né l’interesse maturato – spiega l’avvocato Marco Massei che insieme al legale Gabriele Pacini assiste alcuni matelicesi eredi di chi aveva sottoscritto i buoni -. Poste Italiane all’epoca consegnava un foglio illustrativo con le informazioni sulla scadenza e sull’interesse spettante. Il risparmiatore doveva tenere sia il buono sia il foglio illustrativo. Molte agenzie postali però non consegnarono tali prospetti informativi o comunque oggi non hanno ricevuta (cioè prova) di tali avvenute consegne».

L’avvocato Marco Massei
Quando gli eredi dei sottoscrittori erano andati a incassare i buoni la risposta era stata «che erano scaduti dopo 6 o 7 anni da quando erano stati sottoscritti, tra il 2000 e il 2001 e non avevano diritto né agli interessi né alle somme investite, che erano circa 16mila euro» dice Massei. Gli avvocati a quel punto hanno fatto causa alle Poste e il processo si è svolto al tribunale civile di Macerata.
I legali hanno rilevato come sia arrivato un provvedimento di Agcom nel 2022 «che sanzionava le Poste proprio per questi buoni – continua l’avvocato Massei -. Da questa pronuncia il giudice ne ha trattato un principio ritenendo i buoni non prescritti e dando così possibilità di ottenere un rimborso, circa 16mila euro e ha condannato le poste a rimborsare sia l’investimento che gli interessi».
Il legale allarga poi il discorso: «moltissimi sottoscrittori di buoni postali – soprattutto anziani – hanno tenuto questi buoni per molti anni, credendo di avere diritto ad interessi e, magari, in alcuni casi, sono deceduti. Si pensi che in ambito nazionale risulterebbe tra il 2020 ed il 2021 che i buoni postali prescritti sarebbero 367mila per un controvalore di 404 milioni euro: ora, mi chiedo, si può pensare ad una amnesia collettiva dei risparmiatori che hanno trascurato tutti per dimenticanza di riscuotere i buoni?».
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Una volta sia la posta che le banche, quando c’ erano delle scadenze di documenti o investimenti ti avvisavano per lettera, oggi ci sono anche altri mezzi….non li hanno voluti usare ,così si sono trovati un mare di soldi che nessuno réclamera’…
ora ,alle scadenze non avvisano più nemmeno le banche, fino a poco fa era un continuo di lettere per ricordare di tutto ,non solo i pagamenti da fare ma anche eventuali cambi di investimenti perché quelli scelti scadevano, e ti mandavano anche il conto degli attivi e passivi se c’ erano…..ora a leggere ciò fa pensare che il silenzio premia gli enti, chissà quante persone sono incappate nella dimenticanza , questo articolo ci dice che si può riprendere il dovuto. grazie per l’ informazione.
Complimenti agli avvocati per l’ottimo lavoro!
Un plauso particolare all’avvocato Massei per competenza, umanità e professionalità!