
di Laura Boccanera
Tonino Maurizi ha spento ieri 85 candeline, ma non ne vuole sapere di appendere “il pennello al chiodo”, a meno che non sia un’installazione artistica alla Günther Uecker.
L’imprenditore ed artista di Montecosaro infatti a dispetto dell’età, sta preparando per il 2025 tre mostre che varcheranno i confini europei per approdare in Libano e a Pechino e Singapore.

Dopo un 2024 che lo ha visto protagonista di alcune personali come quella che si è svolta alla Camera dei deputati con la mostra “Genesis” e che è addirittura poi approdata a Stoccarda, Maurizi vive una nuova primavera artistica. “Genesis” l’alba della creazione” aveva debuttato come antologica nel 2023 a Montecosaro, nel borgo delle radici per poi proseguire a Roma e infine nel capoluogo tedesco. Gli studiosi d’arte che più lo hanno accompagnato in questi anni vanno da Stefano Papetti, Paola Ballesi, Alvaro Valentini, l’amico di una vita e alter ego inseparabile, così come Francesca Maurizi, la figlia che con passione svolge la curatela e pone il suo sguardo d’insieme indispensabile per ogni allestimento.

Sempre lo scorso anno ci sono state una mostra duale con il fotografo Stefano Benazzo sui relitti spiaggiati nel mondo presso l’istituto italiano di Cultura di Belgrado e due altre mostre personali, a Pollenza prima, e Pergola poi, entrambe nelle Marche, che hanno sottolineato altri momenti di una vicenda umana e artistica che è sempre strettamente legata.
Quella dell’imprenditore montecosarese titolare dell’omonima azienda che opera nel settore dell’arredamento è una parabola artistica anomala ed affascinante: dedito all’azienda e alla famiglia, Maurizi, pur avendo coltivato da sempre la passione per l’arte e la pittura, da “senior” viene riconosciuto a livello internazionale per le proprie opere che stanno ricevendo in questi ultimi anni un plauso e un apprezzamento globale.

Tanto che anche ieri, nel giorno del suo compleanno, era nel suo atelier laboratorio per completare le tele che comporranno la selezione di opere che verranno portate a Beirut per l’inaugurazione di una mostra collettiva destinata a scopi benefici “Leap of Joy”. Il ricavato della vendita sarà devoluto al Children cancer center Lebanon e successivamente si terrà una duale con la rinomata artista e curatrice internazionale Lena Kelekian. Dopo Beirut, le opere pittoriche e le sculture di Maurizi saranno ospitate in diverse personali a Mantova e Pechino (Tonino Maurizi. Arte e Design) e in una nuova importante collettiva a Singapore.


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Vera passione, con la capacità di esprimerla in una quarta, quinta esperienza artistica. Che non termina… Si potrebbe dire che ha avuto le basi tecniche di quando si pitturava e si scolpiva. Insieme ai contatti di artisti veri, in una Macerata che pullulava di sale espositive e di mostre. Sto parlando di un’epoca morta e sepolta. Oggi, l’Arte a Macerata sembra defunta, salvo le mostre organizzate ormai da anni dal Caffè Nino a cura di Daniele Taddei, che ripropongono artisti, molti dei quali defunti, che ci insegnarono e che amammo.
Visitare oggi l’atelier di Tonino Maurizi ci riempie il palato mentale di quei sapori antichi, che ormai solo pochi irriducibili, ultimi combattenti “giapponesi” della jungla artistica ce li fanno riprovare.
forse in Libano hanno altro a cui pensare.