
Vinicio Aristei
di Gianluca Ginella
Incidente con un fuoristrada durante un giro in moto con gli amici, giovane padre morì a 40 anni. Oggi al tribunale di Macerata si è svolta l’udienza preliminare per l’uomo che era al volante dell’autocarro, un 69enne di Bolognola, accusato di omicidio stradale.
La difesa ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato condizionato ad una nuova perizia, il giudice non ha accolto la richiesta e c’è stato il rinvio a giudizio per l’imputato. Il processo si aprirà il 4 marzo.
I fatti risalgono al 22 aprile del 2023. Quel giorno il 40enne Vinicio Aristei, di Foligno e residente a Terni, si trovava in sella ad una moto Bmw e stava percorrendo la provinciale 99 a Valfornace.
Nel tratto in cui è avvenuto l’incidente c’erano una serie di curve strette e il motociclista stava percorrendo la strada in pendenza. Sulla corsia opposta saliva il fuoristrada. Quando era avvenuto l’incidente, secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Barbieri, il conducente dell’autocarro non avrebbe tenuto la destra in modo rigoroso e avrebbe invaso per circa mezzo metro la corsia opposta. Il motociclista era finito contro la parte anteriore dell’autocarro ed era morto sul colpo dopo l’incidente.

L’avvocato Marco Melappioni
Se questa è la ricostruzione della procura in base ad una propria perizia, i legali del 69enne, gli avvocati Marco Melappioni e Claudio Carbonari, hanno a loro volta fatto svolgere una perizia. «Il nostro consulente dice che non c’è stata nessuna invasione di corsia» dice l’avvocato Melappioni. La difesa ha chiesto il rito abbreviato condizionato ad una nuova perizia, del giudice, per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Il gup Daniela Bellesi non ha accolto la richiesta e quindi si andrà con rito ordinario: l’udienza si è conclusa con il rinvio a giudizio per l’imputato. Parte civile si sono costituiti alcuni parenti di Aristei, assistito dall’avvocato Marco Muzi e l’Associazione italiana famigliari e vittime della strada, tutelata dall’avvocato Roberto Nesci. È stata inoltre chiamata in causa l’assicurazione, come responsabile civile, assistita dall’avvocato Massimiliano Fraticelli, oggi sostituito dall’avvocato Marco Referza.
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