
La frana di un anno fa lungo la provinciale 34
di Marco Pagliariccio
Un anno fa, di questi tempi, Marco Camerlengo era fuori di casa da poco più di una settimana. La frana che aveva fatto scivolare parte del versante della provinciale 34, quello su cui poggia l’abitazione in cui viveva con la sua famiglia era ancora piuttosto fresca. Ma un anno dopo nulla è cambiato per lui e per le altre nove persone, divise in quattro nuclei familiari, costrette allora a trovarsi un’altra sistemazione e che tutt’ora non sanno quando, ma soprattutto se, potranno rientrare nelle loro case.

La frana vista da sopra, dal giardino dell’abitazione evacuata
«Eppure quella situazione non venne fuori dal nulla, segnalavamo la situazione di quel versante dal 2016 – afferma Camerlengo, che quella palazzina rialzata di qualche decina di metri dal piano della strada l’ha lasciata il 18 maggio 2023 – abbiamo chiamato Vigili del fuoco e Provincia per anni per ribadire che serviva un intervento di contenimento della scarpata perché era evidente che la situazione fosse pericolosa. A un certo punto non ci rispondevano neanche più al telefono». Il problema trova la sua origine decenni addietro, quando per realizzare l’attuale strada provinciale che collega Corridonia con la Macina e da lì arriva fino a Francavilla d’Ete ed ampliare progressivamente tutto il quartiere circostante venne di fatto sventrata una collina. «Col passare degli anni e degli agenti atmosferici, la terra ovviamente si è mossa ed evidentemente gli interventi che erano stati pensati in origine per sostenere le fondamenta, in primis il muretto che costeggia la provinciale, non erano più sufficienti – continua l’ormai ex residente – non chiedevamo che si rifacesse il muro da zero, ma ci era stato promesso che si sarebbe valutata l’opzione di una rete metallica di contenimento. Il Comune ha realizzato alcune opere per il marciapiede e a quel punto i due enti si sono fatti scaricabarile l’uno con l’altro per eseguire questo intervento. Finché l’anno scorso non è successo quello che tutti temevamo».

Un anno dopo, non si è mossa una foglia. I teloni neri che da allora coprono quella porzione di una decina di metri di lunghezza per evitare che nuove infiltrazioni d’acqua peggiorino le cose sono sempre lì e i 10 residenti si sono dovuti trovare una nuova sistemazione, nonostante le promesse dell’epoca della sindaca Giuliana Giampaoli, che nell’immediato si disse pronta «per dare una mano a trovare una soluzione, anche perché prima bisogna capire se siamo di fronte a una situazione di qualche settimana o a qualcosa di più prolungato nel tempo».

«Fu una pioggia eccezionale – dice Camerlengo –, per primo franò l’altro lato della strada, chiamammo la Provincia immediatamente ma ci dissero di non preoccuparci perché il muro avrebbe fatto il suo lavoro. E invece la mattina successiva franò tutto anche dal nostro lato. Io dal 18 maggio scorso vedo casa mia solo quando ci passo davanti andando al lavoro. Tante promesse, ma da allora nessuno ha mosso un dito né per sistemare la frana, né per aiutare noi: ci hanno fatto sgomberare e nessuno si è preso la responsabilità di fare nulla. Noi ci siamo sistemati in una casa di campagna che era di mio padre, ma abbiamo dovuto fare 30mila euro di lavori per renderla abitabile, mentre le altre tre famiglie hanno dovuto trovare degli appartamenti in affitto, spendendo centinaia di euro al mese. Il sostegno che tutti sbandieravano ai giornali noi non l’abbiamo visto, non si è visto mai nemmeno un progetto. E se arrivasse un nuovo terremoto? Quella casa è poggiata sul nulla al momento».

prossime elezioni ? forse
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Chi non è coinvolto nel problema non fa niente
Una volta insediati in comune o in provincia o in parlamento è fatta e se i cittadini vogliono il santo se lo pregassero.
Lo scaricabarile è un classico della politica italiana.
Eppure tra poco si voterà per le Europee e…tra tre anni per le Amministrative…