
Maurizio Tritarelli, presidente di Cna Macerata
«Non siamo sorpresi di fronte alla scarsa adesione dei ragazzi al Liceo del Made in Italy». Più scarsa, in realtà, nel Maceratese, dove nessuno studente ha scelto il nuovo indirizzo varato dal Governo e lanciato meno di un mese fa nelle Marche, dove in tutto solo otto ragazzi hanno optato per questa novità.
«Una situazione prevedibile considerando la mancanza di coinvolgimento delle realtà imprenditoriali nel processo di progettazione e implementazione di questa iniziativa – afferma il presidente di Cna Macerata Maurizio Tritarelli – mancano poi i regolamenti su questo nuovo indirizzo, la definizione di tutte le discipline e che tipo di profilo professionale potrà uscire con questo diploma. Insomma, una iniziativa estemporanea che aveva altre finalità rispetto a quanto necessario».
Tritarelli rilancia la necessità una collaborazione più stretta tra scuola e impresa. «Non abbiamo bisogno di una nuova scuola dedicata, ma di un rapporto costante tra istituzioni educative e mondo produttivo – tuona il presidente di Cna Macerata – è fondamentale creare percorsi didattici che prevedano esperienze lavorative in azienda, remunerate sia per gli studenti che per gli imprenditori formatori».
Non è un caso, secondo Cna, che il 68% dei giovani trova il primo impiego in una piccola impresa. «Questo non è solo un dato statistico di cui tener conto ma una chiara indicazione per il legislatore su quali debbano essere gli interlocutori se si vuol intraprendere questa strada. Il ruolo degli artigiani imprenditori d’Italia è determinante; le aziende devono essere parte integrante del processo decisionale, in modo da garantire la costruzione di percorsi formativi concreti e in linea con le esigenze del mercato del lavoro».
Riguardo alle nuove iscrizioni alle scuole superiori, la Cna Macerata osserva con interesse l’aumento degli istituti tecnici e professionali: «Questa tendenza conferma la richiesta crescente di competenze pratiche e professionali da parte degli studenti – dichiara Tritarelli – è importante che il sistema educativo risponda a queste esigenze, offrendo percorsi formativi che preparino efficacemente gli studenti per il mondo del lavoro. Il resto può farlo solo l’esperienza».
Cna Macerata ha attualmente in piedi due interessanti progetti con diversi istituti scolastici della provincia che prevedono interventi in classe dei funzionari dell’associazione. «Rimaniamo impegnati a promuovere una stretta collaborazione tra scuole, imprese e istituzioni, allo scopo di dare il nostro contributo affinché si possa arrivare ad un sistema educativo in grado di formare le future generazioni in modo efficace e adatto alle sfide del mondo contemporaneo».

Irene Manzi, deputata del Pd
Lapidario anche il giudizio della deputata e responsabile nazionale scuola del Pd Irene Manzi. «I numeri certificano la sonora bocciatura del Liceo del Made in Italy – rimarca Manzi – nella provincia di Macerata i dati sono ancora più impietosi con zero iscritti ma, più in generale, nelle Marche le iscrizioni si sono fermate a un modestissimo 0,10%. Un record in negativo. Siamo ben lontani dal “risultato importante” riferito dal ministro Valditara. Mi pare, invece, l’esatto contrario con studenti e famiglie che hanno sonoramente bocciato una proposta frettolosa e poco coerente, che non tiene conto degli indirizzi già esistenti. La verità è che ci troviamo di fronte a una riforma fatta senza ascoltare il mondo della scuola secondo il consueto metodo praticato dall’attuale governo in materia di istruzione. Ma non è un caso che la riforma abbia suscitato le critiche di molti collegi dei docenti e un numero così basso di adesioni. Mancano regolamento, definizione delle discipline del triennio e profili post-diploma. Inoltre, la sua previsione mette a rischio l’esperienza del liceo economico sociale, una realtà consolidata che gode del favore di studenti e famiglie, come dimostra l’alto numero di iscrizioni. Il ministro dovrebbe capire che le riforme vanno costruite con il mondo della scuola e non a prescindere da esso. C’è ancora tempo per correggere il tiro: invito il ministro Valditara a riconsiderare l’approccio ad una riforma pesantemente bocciata da chi vive ogni giorno il mondo della scuola».
Liceo del Made in Italy, flop: nessun iscritto nel Maceratese
E si che la pseudo sinistra si caratterizzava per lassiduo ascolto del mondo dellistruzione
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Certo che bisogna definire le materie. Una la suggerisco io visto che veniva applicata in una nota azienda calzaturiera con molto successo e dove abbondavano gli allocchi/e che spendevano cifre sproporzionate per prodotti pessimi dal laccio alla suola. Magari da inserire al primo anno, tanto per far capire che questa scuola un senso ce l’ha, o ce l’avrebbe o potrebbe averlo: ” Trasformazione in Made In Italy”. Materia che da anni viene applicata in ogni luogo dove si vuole che il “prodotto in Italia” corrisponde a sinonimo di qualità. Qualsiasi sia la ciofeca proveniente da qualsiasi parte del mondo, se scarpe come nell’azienda di cui sopra, basta infilare una soletta con la scritta, anche marcata a fuoco o con semplice etichetta autoadesiva. E una materia è fatta. Poi visto che questa scuola nasce da un progetto di questo genialissimo coacervo di menti illuminate che sembrano messe al loro posto più che per scelta popolare da cernita divina che forse li capisce, magari potrebbero suggerire altri corsi di studio. Fatturazioni false e come truffare l’Iva che mi sembrano attività che ben si adattano ai tecnicismi italici, già molto ben rodati e con facilità di trovare docenti molto esperti e via così. Devo dire che non ho ben capito come si è arrivati a creare un nuovo corso di studi senza sapere che cosa e come si sarebbe sviluppato. È già questo un ” Made in Italy”, anzi un miracolo tutto italiano?
Neanche i figli dei patrioti si sono iscritti?
Made in Italy è la lingua latina ( e greca). Tutto il resto è noia e frattaglia.