“Carlo Urbani uomo giusto,
dialogo su una vita straordinaria”

APPIGNANO - L'incontro domani 12 dicembre alle 21 nella sala eventi del Comune. Il sindaco Mariano Calamita: «Un momento per ricordare la memoria del medico marchigiano che diede la vita per salvare il mondo, un esempio di vero eroismo»

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Carlo Urbani

“Carlo Urbani, uomo giusto – Dialogo su una vita straordinaria”. E’ l’evento che si svolgerà domani 12 dicembre nella sala eventi del Comune di Appignano alle 21.

«Sono passati 20 anni da quando Carlo Urbani fermò il contagio della Sars sacrificando la sua vita. – Ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita – Oggi più che mai, dopo che abbiamo vissuto in prima persona una pandemia, possiamo capire quanto l’umanità sia in debito con il medico di Castelplanio, la cui azione salvò il pianeta. Carlo Urbani rappresenta un esempio di vero eroismo, invitiamo la cittadinanza a partecipare all’evento per onorare la sua memoria e conoscere meglio la sua grande opera».

Organizzato dall’Associazione arti e mestieri nell’ambito delle iniziative “Trame di Pace” in collaborazione con il Comune di Appignano con il progetto “Appignano, città che legge”, l’appuntamento pubblico vedrà la presentazione da parte degli autori dei libri dedicati alla memoria del grande medico marchigiano, “L’eredità di Carlo Urbani. Il protocollo che ha salvato milioni di vite” del giornalista Vincenzo Varagona e “Carlo Urbani. Una vita per gli altri” di Ilenia Severini. Per l’occasione sarà presente moglie di Carlo Urbani, Giuliana Chiorrini, in rappresentanza dell’Associazione Italiana Carlo Urbani.

Un incontro per celebrare il medico di Castelplanio che isolò il virus della Sars e salvò il mondo dalla pandemia, donando la sua stessa vita, a 47 anni. «Non sapremo mai quanti milioni di vite ha salvato», disse allora Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, esprimendo la gratitudine dei governi di tutto il mondo e dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), per la quale Urbani lavorava e si era trasferito in Vietnam dal 2000 con la sua famiglia. Nel 1999, come presidente di Medici senza Frontiere Italia, Urbani aveva ritirato il Premio Nobel per la Pace a Oslo. Morì il 29 marzo del 2003 a Bangkok in Thailandia.



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