Si è spento a 103 anni Lino Fabiani
«Le tante passioni sono state
il segreto della sua longevità»

TOLENTINO - Ex calciatore, imprenditore poi scrittore. La figlia Daniela: «Ha guidato la sua auto fino a 100 anni, ci ha dato le chiavi il giorno del suo compleanno. Era un uomo straordinario». Ha creato lui stesso il suo manifesto funebre

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Lino Fabiani

di Francesca Marsili

L’ultracentenario Lino Fabiani si è spento questa mattina all’ospedale di San Severino. Aveva compiuto 103 anni proprio l’altro ieri, il 29 novembre. Classe 1920, la sua esistenza ha attraversato più di un secolo, superando ostacoli e drammi, come quello della Seconda guerra mondiale a cui ha partecipato. Ma ha anche contribuito alla rinascita della sua Tolentino.

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Fabiani con uno dei suoi libri

Ex imprenditore, era stato co-titolare della pelletteria Anfa dalla fine anni Cinquanta sino al 1983, un’azienda che dava occupazione a circa 60 dipendenti. Fabiani era l’ultimo ex del Tolentino Calcio degli albori, fondato nel 1919, l’anno prima della sua nascita. Dal 1938 al 1941 ha vestito la maglia cremisi in seconda e in prima divisione delle Marche, tanto che nel 2019 ha partecipato attivamente alle celebrazioni per il centenario dell’Us Tolentino. Una tempra rara, di altri tempi, Fabiani era un vero e proprio inno alla vita. Uomo poliedrico con la passione per la scrittura. Diversi i libri pubblicati con lo pseudonimo di Engel Masatti. Come la trilogia “Eleonora”, pubblicata nel 2007, un romanzo con molti tratti autobiografici.

«Papà era un uomo straordinario, dalle molteplici passioni, è stato forse questo il segreto della sua longevità – ricorda la figlia Danielapoco prima della sua morte aveva predisposto tutto, anche la foto del manifesto funebre e ciò che doveva essere scritto. Tutto quello che vedete sul manifesto è opera sua. La sua ultima volontà è stata quella che domani, nel giorno del suo funerale, all’uscita del feretro, venga suonata “A wither shade of pale”, dei Procol Harum. Ed è quello che faremo».

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Fabiani ai tempi della Seconda guerra mondiale

Lino Fabiani è stato indubbiamente un personaggio memorabile, un uomo dalla profonda cultura e dai molteplici interessi. «Ha guidato la sua auto auto fino a 100 anni, poi con la saggezza che lo ha sempre contraddistinto, il giorno del suo centesimo compleanno ci ha messo in mano le chiavi dicendo: “io non guido più” – ricorda ancora la figlia -, fino a quel momento la domenica mattina si metteva alla guida e andava a sciare. Poi, poco tempo fa ha avuto una brutta polmonite, dalla quale non si è più ripreso. All’ospedale di San Severino è stato curato benissimo, con professionalità e umanità».

Un papà eccezionale, sotto ogni punti di vista, esemplare come nonno e marito. «Aveva interessi che spaziavano dallo sport alla cultura. ma la cosa di cui più andiamo fieri è senza dubbio la sua passione per la scrittore, nella sua trilogia  ci sono molti passaggi autobiografici. Aveva un carattere potente e determinato, fino a qualche anno fa era anche attivo sui social. L’aspetto che più ho amato di lui è indubbiamente il suo spiccato senso dell’umorismo».

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Il manifesto funebre creato da Fabiani stesso

Nel primo volume  che aveva scritto, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, prima, dopo e durante il bombardamento di Roma del 19 luglio 1943, raccontava una storia densa di avvenimenti: l’intreccio di orgoglio, idealità e disperazione che coinvolge i giovani protagonisti in un’avvincente saga di amore e di passione accesa sino al fanatismo, nella singolare e universale psicologia di quegli anni e di quel mondo fascista e antifascista in assetto bellico. Nel secondo volume il romanzo Eleonora prosegue, si intreccia e si accorda con il primo. Nel pieno svolgimento e dopo il Secondo Conflitto Mondiale, al quale fa seguito lo scoppio della Guerra di Corea: fra Roma, Inghilterra e Giappone, racconta con la forza e la passione di chi ha vissuto in prima persona quei tempi e quei luoghi, e descrive uomini, aviatori sfegatati, azioni ardimentose, passaggi psicologici, fatti, amori, destini e vicissitudini con il valore narrativo e l’ampio respiro propri della migliore tradizione letteraria universale. Nel terzo parte di Eleonora la guerra è finita, la ricostruzione è cominciata e con essa il tentativo di ognuno dei protagonisti di ricrearsi un presente e un avvenire. Scriveva della liberazione dal passato, l’affrancamento da ogni legame non possono essere conquistati che con un sacrificio totale, facendo di se stessi il principio e la fine di un disegno assoluto.

Il funerale sarà celebrato domani alle 10,30 nella Basilica di San Nicola partendo dalla sala del Commiato Terracoeli. Lascia le figlie Daniela e Sabina.

 



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