Un anno di Road:
far fronte al disagio giovanile

INIZIATIVA della cooperativa Il Faro che coinvolge diverse realtà del territorio. Iniziative a Macerata, Civitanova e Fermo. Riguarda giovani che non studiano né lavorano. Elena Cardinali, project manager della coop: «Si rivolge ai ragazzi dagli 11 ai 29 anni, affinché ritrovino nella scuola e nella formazione professionale dei punti di partenza per diventare adulti pro-attivi, responsabili e con una carriera»
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La presentazione dell’iniziativa Road

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

Disagio giovanile, ragazzi che non studiano né lavorano, difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro a causa della contrazione della domanda, dal mancato allineamento tra aspettative professionali e opportunità di impiego.

IlFaro_FF-5-650x434Per far fronte a tutto ciò gli attori del pubblico e del privato vogliono essere al fianco dei giovani per contrastare la povertà educativa. Da qui nasce il progetto Road (ragazzi oggi, adulti domani) ideato dalla cooperativa sociale Il Faro e finanziato dal fondo beneficenza di Intesa San Paolo.

Road ha l’obiettivo di contribuire alla diminuzione del disagio giovanile attraverso interventi volti ad aiutare i giovani a ritrovare nella scuola e nella formazione professionale dei punti di partenza fondamentali per diventare adulti pro-attivi, responsabili e con una carriera lavorativa appagante.

I territori interessati da questa iniziativa presentata nella sede di Confartigianato Imprese sono quelli di Macerata, Fermo e Civitanova. Oltre alla Cooperativa Il Faro, ente capofila, fanno parte della rete di partenariato anche Cds Marche Sud, Red (Rete Educazione Digitale), Human Foundation, Imprendere srl e Wega Formazione, in aggiunta agli Ambiti Sociali Territoriali 14 di Civitanova, 15 di Macerata e 19 di Fermo. Le scuole che invece hanno aderito alla rete di partenariato sono l’Ipsia Corridoni di Civitanova, il liceo Classico A. Caro di Fermo, Isc Bassi di Civitanova, Isc Monti di Pollenza, il Convitto Leopardi di Macerata e l’Isc Da Vinci-Ungaretti di Fermo. Il finanziamento complessivo del progetto Road è di 95.773,46 euro.

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A destra Marcello Naldini

«Road durerà un anno sino ad agosto 2023 – ha spiegato Marcello Naldini presidente della cooperativa Il Faro – e si propone di poter accompagnare i ragazzi in età scolare, oppure appena concluso l’obbligo scolastico e terminato il ciclo di studi, per poter verificare col ragazzo e la famiglia come aiutare questi giovani a trovare la propria strada lavorativa». Il progetto si inserisce in un contesto territoriale (dati 2017 Regione Marche) da cui emerge un disagio giovanile rappresentato da problemi eterogenei che sfociano in un alto numero di ragazzi a rischio di pratiche devianti. A titolo esemplificativo, per ciò che concerne l’abuso di sostanze, i dati indicano che il 9,1% dei giovani (fascia d’età 11-30) è stato preso in carico da presidi, Sert e Dipartimenti Sanitari. 

Con riguardo ai Neet (giovani che non studiano né lavorano), prima della pandemia (dati Eurostat) nel 2019 questi costituivano l’11,5% dei giovani tra i 15 e i 19 anni, rispetto al 19,2% del 2016. Vi è ancora quindi una quota consistente di ragazzi che non trovano la loro strada. Nei distretti di Macerata, Civitanova e Fermo i dati dei fenomeni disgregativi sono allarmanti: depressione, solitudine e senso di isolamento; abuso di alcol e sostanze stupefacenti, disturbi d’ansia; bullismo, autolesionismo nel 33,2% dei casi (fonti Uffici dei Servizi Sociali dei comuni). Con riguardo alla ricerca del lavoro, le principali problematiche derivano, oltre che dalla contrazione della domanda di lavoro, dal mancato allineamento tra aspettative professionali e opportunità di impiego.

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Elena Cardinali

Dal canto suo Elena Cardinali, project manager della cooperativa Il Faro ha illustrato come «il progetto educativo Road si rivolge ai giovani di 11-29 anni, affinché ritrovino nella scuola e nella formazione professionale dei punti di partenza per diventare adulti pro-attivi, responsabili e con una carriera lavorativa appagante. L’obiettivo che si vuole perseguire è quello di contribuire alla diminuzione del disagio giovanile, dei fenomeni dispersivi e degenerativi, favorendo la crescita e la formazione professionale dei giovani per renderli più occupabili, valorizzandone i talenti e stimolando un atteggiamento pro-attivo.

Per farlo, saranno proposte sui territori di Macerata, Civitanova e Fermo, azioni distinte per fasce d’età (11-19 anni e 20-29 anni), riguardanti attività di tutoraggio e affiancamento dei ragazzi con attività laboratoriali, corsi professionalizzanti sui mestieri, percorsi di ricerca pro-attiva del lavoro, corsi di educazione digitale, servizio di ascolto psicologico, educativa di strada». Road fa parte del modello operativo Goals messo in campo sempre da Il Faro, un “welfare di prossimità cittadina”, che ha l’obiettivo di attuare un modello di intervento strutturato di messa in rete pubblico-privato a favore dei giovani per contrastare la povertà educativa.

ElenaCardinali_IlFaro_FF-3-650x434«Il lavoro portato avanti da Il Faro è determinante -ha sottolineato l’assessore ai Servizi Sociali del comune di Civitanova, Barbara Capponi – così come la sinergia con le istituzioni per conseguire obiettivi condivisi. Ascoltare il territorio e cercare di riportare con una ricaduta concreta quelli che sono gli interventi necessari ai bisogni delle famiglie e delle diverse fasce d’età. Non è la prima volta che collaboriamo assieme per questo tipo di intervento che si radica sempre di più. Fondamentale risulta lo sguardo di rete che è trasversale: non solo collaborazioni tra istituzioni ma qui abbiamo anche Terzo settore, mondo dell’impresa, la scuola, il privato, le Fondazioni in cui ciascuno è tessera di un mosaico che si compone e che si guarda solo alla fine. Ciascuno qui per Road ha portato il proprio contributo alla realizzazione di questo progetto». A rappresentare il comune di Macerata il dirigente dei Servizi Sociali Gianluca Puliti che ha ricordato come «il Faro è un punto di riferimento essenziale per tutte le politiche sociali tanto che questa vicinanza esiste da parecchi anni. Soprattutto riconosciamo alla cooperativa questa sua capacità progettuale di intervenire con l’inventiva che serve nella progettualità sociale dei bisogni del nostro territorio. Road è solo l’ultimo esempio di un’iniziativa che coglie le necessità di ragazzi che non trovano lavoro, che non studiano più, dei quali però bisogna occuparsi prevenendo quello che in futuro potrebbe diventare un serio problema sociale poi difficile da risolvere. Questo progetto abbraccia ben tre Ambiti provinciali e copre porzione di territorio rilevante».



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