“Il percorso della memoria”,
riscoperti posti
e personaggi della Liberazione

POTENZA PICENA - E' stato progettato dall'Anpi locale (sezione "Cutini e Scipioni"), col patrocinio del Comune, per ricordare il 78esimo anniversario della liberazione della città dal nazifascismo
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Un momento de “Il percorso della memoria”

In regalo una mappa di riferimento e una spilla a forma di papavero rosso che simboleggia la Resistenza e il 25 aprile. Così si è aperto “Il percorso della memoria” progettato dall’Anpi di Potenza Picena, sezione “Cutini e Scipioni”, col patrocinio del Comune, per ricordare il 78esimo anniversario della liberazione della città dal nazifascismo. Oltre alla presenza dell’appassionato di storia locale Paolo Onofri, da cui sono state tratte molte notizie riguardo al tragitto, in rappresentanza delle autorità c’erano l’assessore Paolo Scocco e il consigliere Edoardo Marabini.

Il cammino per le strade di Potenza Picena ha fatto riscoprire posti e personaggi che hanno vissuto il periodo fascista, la Resistenza e che sono stati protagonisti della Liberazione.

21-325x215La prima tappa, curata da Roberto Marconi, è iniziata alla selva dei frati minori, ricordando la figura di padre Giovanni Pieragostini. Vicario del convento di Potenza Picena dal 1937 al 1948, aiutò i partigiani a nascondere nel bosco viveri, indumenti e armi (come si evince da una lettera da lui dettata) dando spazio per le riunioni clandestine degli antifascisti guidati dal comandante Giuseppe Nazzareno Pastocchi. A conclusione della sosta si è ricordato cosa successe l’8 settembre del 1943 e le conseguenze che portarono alla nascita dei Gap (Gruppo di azione patriottica) e del Cln (Comitato di liberazione nazionale).

La seconda fermata, curata da Cinzia Canale, ha toccato via XXX giugno (giorno della morte di concittadini e sfollati, per mano dei cannoni nazisti) nell’abitazione della famiglia Mazzoni (nell’allora contrada La Concia, numero 3), dove persero la vita Rosa Micucci e Maria Battistelli di 34 e 39 anni (coniugate Mazzoni) e Iolanda Silvestrini di 40 anni sfollata di Sesto San Giovanni (tra i feriti il diciottenne, figlio della signora Maria Battistelli e Alessandro Mazzoni). Cinzia Canale ha sottolineato il contributo che le donne diedero alla Resistenza in qualità di staffette, collaboratrici (per preparare indumenti, portare cibo, ecc.), agenti di collegamento. Come ad esempio la Maria Scortichini, l’unica donna facente parte del Gap potentino, ma anche di combattenti armate interne alle bande.

La terza tappa, curata da Igor Bartolacci, è stata allo stadio comunale, voluto da un gruppo di cittadini organizzati nell’Unione Spor­tiva Potentina e realizzato con i soldati polacchi del quarto reggimento corazzato Skorpion (Pulk 4 Pancerny Skorpion) su di un terreno della famiglia Favale-Scarfiotti (successivamente donato) e intitolato nel ‘58 alla signora Luigia Favale-Scarfiotti moglie dell’avvocato Lodovico Scarfiotti. All’inaugurazione erano presenti le autorità militari polacche al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski (omaggiate dal Comune di una artistica pergamena opera del professor Giuseppe Asciutti), il sindaco di Potenza Picena Antonio Carestia, il parroco della collegiata di Santo Stefano don Marone Cesanelli, il maresciallo dei Carabinieri di Potenza Picena Francesco D’Ischia, i rappresentanti della famiglia Favale Scarfiotti e molti cittadini.

Il gruppo di partecipanti al percorso si è poi fermato nei pressi dell’oratorio “Carlo Acutis”, dove Francesca Morbidoni e Giulio Carlo Principi hanno ricordato i due concittadini Mariano Scipioni e Mariano Cutini, giovani partigiani, catturati, torturati e ammazzati insieme ad altri compagni, dai nazifascisti, a Montalto il 22 marzo 1944. Scipioni a quella data aveva appena 19 anni e Cutini 20. Nell’oratorio c’è una stele a ricordarlo.

11-325x215Poi, salendo per via Bruno Mugellini, il gruppo è transitato accanto alla casa del figlio di Giuseppe Nazzareno Pastocchi, ossia Lucio, anche lui giovanissimo partigiano nelle vicissitudini del padre.

La sesta e settima tappa, curate ancora da Cinzia Canale, prima di arrivare alla piazza principale, è stata svolta nei pressi della casa di Giuseppe Nazzareno Pastocchi e vicino alla sua falegnameria, dove si riunivano i partigiani del Gap. Giuseppe Nazzareno nacque il 17 luglio 1903, protagonista di quasi tutte le azioni di Resistenza nel suolo potentino. Ottenne la carica di primo sindaco di Potenza Picena dopo la caduta del regime fascista. Una dittatura a cui mai aderì e per questo subì molte violenze morali e fisiche (quando ad esempio tentò di spegnere l’incendio appiccato dai fascisti al circolo ricreativo di Potenza Picena, sede della Filodrammatica di cui faceva parte con i fratelli). A lui si deve la prima adunata nella sua abitazione, nel novembre del 1943, in cui si pongono le basi per il futuro Gap, cellula clandestina collegata alla brigata Spartaco. Il 23 febbraio 1944 Giuseppe Nazzareno insieme ai suoi fratelli costituiscono il Cnl (Comitato di liberazione nazionale) di Potenza Picena. Fù in carcere per quasi un mese e solo per poco non fù deportato in Germania. Ricoprì anche la carica di segretario locale alla sezione Anpi, spegnendosi a Potenza Picena il 13 agosto 1978.

Ultima tappa in piazza Matteotti. Marconi ha ricordato quel pomeriggio del 30 giugno 1944, giorno di festa perché si stava aspettando l’arrivo delle truppe di liberazione polacche, ma un colpo cannone nazista centrò la base della torre civica distruggendo la lapide in marmo dedicata ai caduti della Prima Guerra Mondiale e procurando la morte di Maria Carlini (casalinga di anni 29), Alfredo Piccioni (maestro elementare di 39 anni), Antonio Zambruni (farmacista di 74 anni), Ersilio Penco (meccanico di 38 anni, sfollato di Livorno), Elvira Vitelli (casalinga pensionata di 70 anni anche lei sfollata di Livorno e madre di Ersilio Penco) e tra i feriti Alessandro Carlini di 3 anni, nipote di Maria Carlini, Enrico Sbalestra, Secondo Grandinetti, Nazzareno Patacconi, il maestro Renato De Angelis.

41-267x400«Questo progetto – ha concluso il presidente dell’Anpi locale Luca Manzi – è stato un ottimo esercizio di memoria attiva per renderci consapevoli e orgogliosi di come anche Potenza Picena nel suo piccolo ha contribuito alla liberazione dal nazifascismo e alla costruzione di una nuova Italia democratica. Le testimonianze dirette di quel periodo purtroppo stanno man mano scomparendo. Sta a tutti prendere il testimone e portare avanti il ricordo di queste affascinanti storie e gli ideali che le hanno mosse». Posto dei fiori sotto alla lapide che ricorda i caduti delle guerre mondiali, Manzi ha consegnato un libro (“Riconoscersi partigiane e partigiani: costruzione di un’appartenenza”) di Chiara Donati e Marco Biancucci (nato dall’incontro della ricerca storiografica con la fotografia, della prospettiva nazionale con quella regionale, delle storie di vita di partigiani e partigiane più o meno note in cui si parla del concittadino Lucio Pastocchi) al figlio di Lucio, Giuseppe, che ha ricordato nei particolari la figura del nonno.

Vista la partecipazione e l’importanza di un tale evento (gratuito e mai fatto a Potenza Picena) che ripercorre fatti storici, per il prossimo anno e per mezzo delle istituzioni, l’Anpi sta pensando di coinvolgere le scolaresche, anche perché l’associazione ha stipulato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’istruzione per promuovere a scuola la riscoperta dei luoghi della memoria e la divulgazione dei valori fondanti la Costituzione italiana.

Per informazioni sui prossimi eventi o per iscrizioni all’Anpi si può inviare una mail a: scipioniecutini@gmail.com.



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