Le Marche puntano
sul mulino di Muccia,
parte del progetto “Made in land”

SVILUPPO - Nel comune è stato allestito un centro turistico informativo per la promozione e l'accesso al sistema dei beni naturali e culturali delle aree interne. L'assessore regionale Castelli: «Stiamo cercando soluzioni contro la desertificazione dei territori»
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Il mulino di Muccia

 

«Un’occasione preziosa per fare il punto sulle potenzialità turistiche e naturalistiche delle aree interne sia delle Marche che della Croazia. L’obiettivo è rendere resilienti questi territori che nel nostro caso coincidono spesso con il cratere sismico, adeguandoli alle nuove grammatiche digitali e ambientali della modernità e contrastando l’inverno demografico». Lo ha detto l’assessore al Bilancio e alla Ricostruzione Guido Castelli oggi ad Ancona alla conferenza finale di “Made In Land”, un progetto transfrontaliero, finanziato dal programma di cooperazione tra Italia e Croazia che vede come capofila la Regione. Sono state attivate cinque azioni pilota in cinque aree italiane e croate, dei vari partner di progetto. Le Marche in particolare hanno presentato il progetto per Muccia “One stop information center”: nell’antico mulino da Varano di Muccia, nuovamente agibile dopo il sisma 2016, è stato allestito un centro turistico informativo, dotato di strumenti e tecnologie innovative, per la promozione e l’accesso al sistema dei beni naturali e culturali dei comuni delle aree interne.

Presenti tra i numerosi ospiti, Massimo Sargolini coordinatore scientifico del progetto e direttore della Scuola di Architettura e design dell’Università di Camerino, Ante Blace dell’Università di Zara, il sindaco di Muccia Mario Baroni e, in collegamento video, il commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini.

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Guido Castelli

«Marche e Croazia sono due realtà che vivono una relazione antica, un connubio naturale – ha proseguito Castelli -. Ricordo per esempio come una parte consistente dell’Ancona antica sia di pietra d’Istria e come Giorgio da Sebenico abbia disegnato numerose nostre chiese e palazzi. Questo rapporto viene oggi rigenerato attraverso una riflessione che tende a stabilire quanto le qualità naturalistiche del nostro entroterra possono creare un’occasione di rilancio per aree che purtroppo stanno subendo quello che è il dramma più evidente e mai sufficientemente evidenziato dell’inverno demografico. I dati dell’Istat sono particolarmente inquietanti se e vero che in assenza di misure che vadano a contrastare il calo demografico, tra circa 50 anni l’Italia potrebbe perdere 10 milioni di persone e le stesse Marche potrebbero scendere da 1 milione mezzo di abitanti a un milione e 100mila con conseguenze drammatiche soprattutto nell’entroterra. Contro la desertificazione ci sono però varie soluzioni che la Regione sta mettendo in campo e anche grazie a questo progetto. Connettere digitalmente i nostri borghi con il mondo rappresenta un asset fondamentale. Siamo qui per ragionarci in relazione con i nostri cugini al di là dell’Adriatico ma convinti, grazie anche ad Unicam, che l’approccio scientifico alla problematica possa rappresentare un utile appiglio per dare una risposta alla grande questione delle aree interne. In questo contesto le zone del cratere sismico rappresentano i cantieri ideali. Lì stiamo per l’appunto cercando di mettere in atto una strategia che potrebbe essere teoricamente esportabile in tutte le aree interne dell’Italia e anche all’estero come testimonia l’interesse dei nostri partner croati. Ci è richiesto un salto di contemporaneità proprio perché la ricostruzione oggi deve essere finalizzata non solo al recupero del patrimonio edilizio ma anche a tenere conto delle due più grandi transizioni che nel frattempo vanno affrontate: quella digitale e quella ambientale».

Nel corso del convegno i relatori hanno illustrato nei particolari il progetto che ha sviluppato una strategia transfrontaliera a sostegno dell’entroterra italiano e croato, basata sulla valorizzazione dei beni naturali e culturali attraverso l’interazione con il proprio contesto e attraverso modalità innovative di utilizzo dei beni stessi. Le azioni pilota mirano a promuovere la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle aree interne, attraverso una proposta di accessibilità integrata, un uso innovativo degli strumenti digitali e il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici e privati del territorio. Oltre all’azione pilota di Muccia le altre quattro sono: MusLeo (San Leo), Virtual Eco Museum, Terra di passo (Riccia), The quest for the 5th Element e Sense Route of Istria Heritage.

Nella seconda sessione è stato attivato l’osservatorio permanente transfrontaliero del Made in-Land, attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra i membri firmatari. L’osservatorio si costituisce come una rete di soggetti interessati alla valorizzazione dei beni naturali e culturali come risorsa per lo sviluppo delle aree interne. Obiettivo della struttura favorire la creazione di sinergie, relazioni e progetti di rete sia tra i membri firmatari che con soggetti esterni, per supportare le azioni pilota promosse da Made in-Land e replicare altri progetti con lo stesso obiettivo. Anche il piano d’azione Made in-Land sarà convalidato nella giornata.

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