Rebus classi, si cerca la quadra
Ciabocco incarica un avvocato
Due comuni senza prima media

SCUOLA - Lunedì il governatore Acquaroli e l'assessore all'Istruzione Giorgia Latini incontreranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti. Obiettivo non penalizzare l'entroterra e il cratere. Il sindaco di San Ginesio è sul piede di guerra e minaccia azioni legali. La mappa delle sezioni in provincia: chi sale e chi scende nelle iscrizioni

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di Giulia Sancricca

Non c’è ancora pace per le scuole dell’entroterra. I problemi sollevati nei mesi scorsi dagli amministratori locali a seguito della formazione delle classi per il prossimo anno scolastico non sembrano essere risolti. È, infatti, previsto per lunedì un nuovo intervento della Regione: dopo i colloqui con i sindaci, i presidenti di Provincia e il confronto con il ministero dell’Istruzione, il presidente Francesco Acquaroli e l’assessore all’Istruzione Giorgia Latini hanno richiesto un nuovo incontro urgente con il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Marco Ugo Filisetti.
«Nel corso dell’incontro, programmato per lunedì alle 16 – si legge in una nota della Regione – , si cercherà di fare nuovamente il punto sulle questioni che rischiano di penalizzare i territori delle aree interne, delle zone montane e dell’area del cratere e di trovare possibili soluzioni per tutelare le scuole nei piccoli comuni marchigiani». Nel frattempo anche gli amministratori non restano fermi a guardare.

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Il sindaco Giuliano Ciabocco

È sul piede di guerra Giuliano Ciabocco di San Ginesio che ha già incaricato un avvocato del Comune ad intraprendere una azione legale. «Ci muoveremo contro coloro che lo permettono e coloro che non fanno nulla per evitarlo – annuncia -. Con il legale chiederemo un accesso agli atti e verificheremo ogni provvedimento. Dai decreti agli inserimenti nel sistema operativo ministeriale, alle variazioni in corso d’opera delle iscrizioni iniziali, al mancato inserimento di tassi di ripetenza, alla verifica delle classi pollaio in materia di sicurezza, ai singoli provvedimenti adottati per alcune scuole e non per altre».

Punta il dito contro la politica, invitandola alla concretezza. «Che nessuno provi a togliere le classi a San Ginesio – ci tiene a precisare – . È ora che la politica si faccia sentire e che lasci lavorare chi ha voglia di farlo. Siamo stanchi di ascoltare parole e promesse sull’importanza dell’entroterra così come della ricostruzione delle scuole, ma poi non si vedono azioni forti e concrete che ci tutelino». A sostegno dell’importanza che la scuola ricopre per la comunità ginesina, l’impegno del commissario straordinario Giovanni Legnini. «Abbiamo oltre 30 milioni di euro in ballo per la ricostruzione delle scuole – ricorda Ciabocco – . Proprio ora che il commissario è riuscito a sbloccare l’iter per la ricostruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale ci toglie classi e vuole trasferirle in altri paesi. I nostri studenti restano qui – puntualizza Ciabocco -. San Ginesio ha una tradizione scolastica da difendere. Ne va in ballo il futuro di una comunità. Che nessuno si permetta di togliere quello che la storia ci ha dato». Per quanto riguarda San Ginesio, infatti, il problema più grande riguarda l’istituto Alberico Gentili che potrebbe non avere la classe prima del liceo Scienze Umane – Linguistico, né unica né articolata, nella sede della scuola, oltre a non vedersi riconosciute due classi prime (anziché una) alla secondaria di primo grado con alunni diversamente abili.

scuolaMa dai dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale si nota come anche altri comuni registrino la perdita di alcune classi e, in alcuni casi, pare sia difficile anche solo avviare un ciclo di studi. Situazioni che si verificano su tutti i livelli: dalla primaria alla scuola superiore.

Per la primaria, passano da due classi prime a una gli istituti De Amicis di Castelraimondo e il Madre Teresa di Calcutta a Montelupone; da tre a due per la scuola di via Giotto a Morrovalle; mentre pare che non riescano nemmeno a comporre una sola classe prima gli istituti Tortoreto di San Ginesio, l’Alessandro Manzoni a Colbuccaro di Corridonia e il Natali a Sforzacosta di Macerata che risulta sotto l’istituto Monti di Pollenza e per il quale il Partito Democratico di Macerata ha portato in consiglio una interrogazione nei giorni scorsi.
Sul fronte delle scuole medie, Fiuminata e Serravalle dovranno rinunciare alla classe prima.

Il numero delle sezioni scende invece per Apiro, San Ginesio, Camerino (Boccati), Cingoli, Civitanova (Mestica), Corridonia, Potenza Picena (entrambi gli istituti), Tolentino (Dante Alighieri), Pollenza, Treia, Montefano e Recanati (Patrizi). Di contro si registrano alcune situazioni in cui le sezioni aumentano rispetto all’anno scorso: succede a Montelupone, Montecassiano, Montecosaro, Macerata (Mestica), Porto Recanati, Recanati (San Vito). Monte San Martino e Valfornace, invece, che lo scorso anno non avevano la prima classe, quest’anno riescono a formarla.

Dalle iscrizioni alle scuole superiori, invece, è possibile percepire quali siano gli istituti più scelti in provincia per il prossimo anno. In testa alla “classifica” c’è il liceo Leopardi di Recanati che conta il maggior numero di iscritti della provincia: 322. Segue Civitanova con soli due studenti in meno. Il Filelfo di Tolentino perde una sezione rispetto allo scorso anno, passando da cinque a quattro classi. Per trovare dati in peggioramento bisogna andare anche al Mattei di Recanati che conta una classe prima in meno rispetto allo scorso anno. L’Alberghiero di Cingoli perde una sezione, e il Corridoni di Corridonia ne conta due in meno rispetto al 2021. Segno meno anche per il Divini di San Severino che passa da sette a sei classi prime.



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