In quarantena con un positivo in classe:
«Troppi tamponi da effettuare»

COVID - Nonostante la circolare nazionale che prevede la quarantena alla presenza di 3 alunni positivi. Daniela Corsi (direttrice dell'Area vasta 3): «Stiamo aspettando aiuti dal governo per far fronte al crescente numero di tamponi. A Macerata riusciamo a farne 200, trecento a Civitanova»
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di Laura Boccanera

Quarantene e tamponi, classe a casa con un solo positivo. Nonostante il varo del nuovo protocollo scuola da parte del Governo, nelle Marche si attende l’arrivo di una struttura commissariale in grado di aumentare la capacità di somministrazione dei tamponi e consentire di non ingolfare i laboratori.

Questo il problema presente dietro alla decisione adottata dall’Asur di mandare in quarantena le classi scolastiche già in presenza di un solo studente positivo. Una consuetudine che era stata segnalata da numerosi genitori che lamentavano la mancata applicazione della normativa nazionale. Dietro la scelta ci sarebbero però sia motivazioni di carattere sanitario (la crescita dei contagi) che tecniche, la difficoltà di effettuare appunto un numero di tamponi superiore a quello che i laboratori sarebbero poi in grado di processare.

La direttiva varata dal Governo prevede sostanzialmente quanto già deciso ad inizio anno, ossia che l’intera classe vada in quarantena a partire da 3 alunni positivi. Ma nelle Marche non è mai stato così e di fatto basta un positivo per mandare in quarantena tutta la classe.

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Daniela Corsi

Il problema sta appunto nel crescente numero di tamponi che il sistema sanitario regionale deve fare e che sta stressando la gestione fino a renderla insostenibile: «stiamo aspettando aiuti dal Governo, una struttura commissariale che fornisca un incremento di risorse per poter far fronte al numero crescente di tamponi da effettuare – dice la dirigente dell’Asur Daniela Corsi Solo a Civitanova tra adulti e bambini non riusciamo a fare più di 300 tamponi, 200 a Macerata».

La difficoltà sta nella diversa procedura: con la normativa nazionale infatti in caso di un positivo tutta la classe deve sottoporsi al primo tampone il prima possibile e se negativo si torna in classe e si effettua un secondo tampone a distanza di 5 giorni per verificare che nel frattempo non si sia maturato il  contagio. Se invece ad essere positivi sono 3 o più studenti tutta la classe va in quarantena e parte la didattica a distanza. Nella nostra regione però questa distinzione non viene applicata e basta un positivo per far scattare la quarantena di 7 giorni per i vaccinati e di 10 per i non vaccinati.

Una scelta che tuttavia è stata accolta con favore dai dirigenti scolastici che tramite il referente Covid comunicano con l’Asur: «fino ad ora la collaborazione con l’Asur è stata costante e se per caso veniamo a sapere prima noi di possibili positivi abbiamo un numero dedicato per comunicare con il servizio di prevenzione – ha detto il dirigente del Bonifazi Claudio Bernacchia fino ad oggi abbiamo avuto 5 o 6 classi in quarantena scattate per la positività di un singolo studente. Rispettiamo le indicazioni dell’Asur e se possibile cerchiamo di favorirle dal momento che sembra per ora dare risultati positivi e scongiurare la dad per tutti». Stessa valutazione anche da parte della preside dei licei Da Vinci, Valentina Cannizzaro: «dall’inizio abbiamo avuto 5 classi in quarantena su 64 complessive e non sono molte. Abbiamo avuto all’inizio qualche difficoltà ad interpretare le linee guida sulle quarantene, ma seguiamo le indicazioni dell’Asur con cui abbiamo un contatto costante sempre, anche nelle giornate festive e anche il nostro referente Covid scolastico è preparato per agire di conseguenza. La scuola si deve adattare, non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo principale che è quello di avere un apprendimento in sicurezza».



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