Didattica a distanza, il comitato:
«La Regione segua il modello Toscana
Pronti a organizzare nuovi presidi»

IL MOVIMENTO "Priorità alla scuola" accusa Palazzo Raffaello: «Le indicazioni del nuovo protocollo ministeriale per evitare le quarantene non sono ancora state adottate»
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«La Regione ha sempre risposto con il silenzio. Per il terzo anno consecutivo, nuovamente, si scaricano le inadempienze della politica e delle istituzioni sulle spalle degli studenti e delle famiglie». È l’accusa del comitato Priorità alla scuola Marche, il movimento di genitori, operatori scolastici, docenti ed ex studenti, in difesa degli alunni e della scuola in generale nel periodo pandemico. Il comitato sottolinea i problemi legati al ritorno alla didattica a distanza (dad) e alla circoscrizione di possibili focolai, minacciando infine presidi e diffide formali nel caso di assenza di risposte dalla Regione. «Nonostante i proclami su Facebook dell’assessora Giorgia Latini – si legge in una nota diffusa nelle ultime ore dal movimento -, le indicazioni del nuovo protocollo ministeriale del 3 novembre 2021, che mira ad evitare quarantene indiscriminate e quindi il prolungato ricorso alla dad, non sono state ancora accolte dalle istituzioni regionali, che sono chiamate a pianificarne l’attuazione e fornire le necessarie indicazioni ai dirigenti scolastici. Risultato? Molte classi sono di nuovo in dad per tempi prolungati (10 – 14 giorni), come da “vecchio protocollo”. Non solo: la semplice quarantena imposta agli studenti, senza l’esecuzione di tampone iniziale, non permette di individuare precocemente eventuali ulteriori casi tra i compagni di classe, e quindi il diffondersi ai familiari e alla società tutta».

Le nuove disposizioni, continua il comitato, «puntano invece ad individuare e circoscrivere i focolai e a ridurre i tempi della dad nelle scuole primarie e secondarie. Queste infatti dispongono, al presentarsi di un caso positivo, la “sorveglianza attiva con testing”, ovvero l’effettuazione di un tampone a tutti gli studenti della classe appena riscontrato il caso (t0) e dopo 5 giorni (t5). Nel frattempo: tutti in aula. La quarantena alla vecchia maniera scatterebbe solo al riscontro di un secondo o terzo caso positivo (a seconda dello stato vaccinale dello studente). Solo il 17 novembre scorso, l’Ufficio scolastico regionale ha convocato un tavolo di lavoro alla presenza dei dirigenti scolastici, del servizio Sanità della Regione Marche e dell’Asur Marche per fare il punto della situazione sull’attuazione del nuovo protocollo. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Filisetti in una recente intervista sarebbe in arrivo una piattaforma per facilitare le comunicazioni tra scuole e dipartimenti di Prevenzione nella segnalazione dei casi positivi e dei contatti. Ma perché così in ritardo e quando verrà effettivamente implementata questa piattaforma che consentirebbe l’attuazione del nuovo protocollo?».

Il comitato si appella al modello Toscana. «Mentre nella nostra Regione si brancola nel buio e già si introduce il criterio dello “stato di sopraffazione” – si legge ancora nella nota del movimento -, a indicare che in caso di elevata incidenza non si potrà dar seguito al tracciamento, in Toscana, dopo sollecitazioni e incontri tra il comitato locale di Priorità alla scuola e l’assessorato alla Sanità e l’Asur, è stata messa in piedi una imponente macchina logistica per attuare il nuovo protocollo, con l’obiettivo di alleggerire il carico di lavoro dei dipartimenti di Prevenzione. Il sistema toscano, infatti, consente agli studenti che devono fare i tamponi a zero e cinque giorni, di usufruire di un canale prioritario nelle farmacie, nelle strutture convenzionate, con i pediatri e i medici di medicina generale aderenti. Il tutto anche grazie all’ausilio di app dedicate e di voucher con qr code, trasmessi dalle scuole alle famiglie. Il modello operativo toscano è, al momento, una novità assoluta a livello nazionale, studiato per favorire il più possibile la didattica in presenza e contrastare, nello stesso tempo, la diffusione del virus. È veloce, efficace, sostenibile, equo. Difatti: l’informatizzazione della procedura alleggerisce di molto il carico di lavoro dei servizi sanitari, non ci sono oneri per le famiglie, i test sono ripartiti tra servizi sanitari e sistema privato, potendo così dar risposta anche in caso di incidenza elevata. Un risultato possibile in quanto la Regione Toscana ha deciso di dialogare e di ascoltare le istanze dei cittadini, dimostrando apertura verso la condivisione di politiche pubbliche tanto urgenti ed essenziali per la tutela della salute e dell’istruzione, nell’intento di trovare le soluzioni più efficaci». Commenta infine il comitato: «Ben diversa la situazione nella nostra Regione, dove nonostante le numerose richieste di incontro e di ascolto, la Regione ha sempre risposto con il silenzio. Per il terzo anno consecutivo, nuovamente, si scaricano le inadempienze della politica e delle istituzioni sulle spalle degli studenti e delle famiglie. Priorità alla scuola – Marche chiede pertanto agli assessori Saltamartini e Giorgia Latini un incontro e di riferire in consiglio regionale sul ritardo nell’attuazione del nuovo protocollo sanitario scolastico. In caso di mancata risposta Priorità alla scuola sarà pronto ad organizzare nuovi presidi e inviare una formale diffida alle istituzioni regionali».



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