L’uncinetto si impara in parrucchieria
«La voglia di manualità è esplosa col covid,
ho trovato tante amiche di cucito»

CIVITANOVA - Eura Staffolani ha intercettato il crescente interesse per la sartoria e per i capi fatti da sé. I suoi corsi si svolgono tra una messa in piega e una tazza di té: «il mio sogno è dar vita al Paradiso delle signore»
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Il corso di uncinetto

 

L’uncinetto non è solo un’arte dal sapore della tradizione che fa pensare alle nostre nonne ma è anche una tendenza di moda. Sono infatti sempre più le star e gli influencer come Chiara Ferragni che scelgono capi fatti all’uncinetto e, perché no?, una calda coperta a quadrettoni per mostrarsi sui social, come ha fatto di recente Jovanotti.
eura_staffolani-3-325x244Ad intercettare il trend, con largo anticipo, è stata Eura Staffolani di Civitanova che, dall’inizio della pandemia, ha capito il crescente interesse per la manualità e per l’uncinetto e ha integrato la sua attività per rispondere a questa nuova esigenza. «Ho ereditato la passione per la manualità da mia madre Ilida, un vero precursore di stile che ci ha lasciato prematuramente. Coltivando l’interesse per il cucito creativo accanto alla mia prima attività, la parrucchieria (professione iniziata a 14 anni, al termine del percorso scolastico – al tempo – obbligatorio), ho avviato gradualmente la sartoria».
Negli anni Eura ha assistito a un incremento non solo nel numero di capi realizzati su misura, ma anche nella voglia delle persone di cimentarsi nel recupero di vecchi indumenti, nelle riparazioni e nella creazione da zero di oggetti ed accessori. Interesse che è esploso con l’avvento della pandemia che ha influito drasticamente sul nostro modo di relazionarci, sui nostri comportamenti sociali e di acquisto. «Quando il mondo si è fermato  – racconta – per iniziare a combattere contro l’ignoto, Libellula, il mio nome d’arte ma anche brand, ha intercettato un trend molto importante: la riscoperta delle tradizioni, della manualità e la voglia di fare in casa, con le proprie mani, abiti e accessori. E in pieno covid ho iniziato ad insegnare ad un pubblico prettamente femminile, le tecniche del cucito sartoriale o creativo, gettando le basi per la realizzazione di qualsiasi capo ed accessorio. Nel pieno rispetto delle regole ministeriali, ho iniziato ad accogliere quelle che sono diventate amiche di “ferri”, cioè dell’uncinetto, nella mia “maison”. Tra una tazza di te e biscottini, ha iniziato ad insegnare la tecnica di cucito creativo che oggi sta letteralmente spopolando. «Hai presente le coperte delle nonne – spiega l’artigiana – quelle con quei quadrotti colorati che avevano sul letto o appoggiate sul divano? Bene, quella è la tecnica granny che è ritornata di moda. E parlando di tessuti, non posso non emozionarmi nel ricordare quando 23 anni fa ho preso la qualifica di modellista sartoriale con la scuola di moda “Le Grand Chic” di Latina che organizzava corsi in quegli anni a Macerata».

eura_staffolani-5-325x244Da una parte, le restrizioni hanno favorito gli acquisti online ma dall’altra tanti hanno centellinato gli investimenti riscoprendo e valorizzando l’antico mestiere della sarta: «Ho iniziato a ritagliare del tempo di qualità nella mia agenda, ospitando – sempre nel pieno rispetto delle norme anti-covid – le clienti nella mia piccola maison. Potendo contare sulla disponibilità di tempo che non era più gravata dal tran tran dei ritmi frenetici di prima, ogni appuntamento si è trasformato in una consulenza estremamente personalizzata. Ora oltre a realizzare capi di alta moda, insegno anche il modellismo sartoriale sia nel mio negozio di Civitanova, con corsi di gruppo e individuali, che a Senigallia e a Marotta».
Così nel suo locale attualmente convivono le due anime: la parrucchieria, che l’ha vista nascere come artigiana, e la sartoria che è la sua più grande passione. «Due anime con un unico spirito – sottolinea Eura –  quello di stare a contatto con le donne e offrire servizi per farle star bene, coccolarle e contribuire a vedersi belle, che sia con un bel vestito, con un capo cucito o un accessorio sferruzzato da sole o una bella piega. Ormai sono più di 30 anni che lavoro a contatto col mondo femminile. Ho imparato ad ascoltare e spesso anticipare esigenze. E sono soddisfatta nel vedere le clienti sferrare spontanei sorrisi guardandosi allo specchio. E il mio sogno più grande? Creare “Il paradiso delle Signore”».

(a.p.)

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