Leopardi e il degrado dell’Italia:
prima assoluta per il manoscritto

RECANATI - In mostra dal 29 ottobre al 30 gennaio il testo autografo de "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze". Saranno esposte anche sei preziose edizioni della Divina Commedia su cui il poeta ha studiato
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Olimpia Leopardi con il manoscritto "Sopra il monumento di Dante"

Olimpia Leopardi con il manoscritto “Sopra il monumento di Dante”

 

di Francesca Marchetti

Nuova esposizione esclusiva di Casa Leopardi: per la prima volta il pubblico potrà ammirare le pagine del manoscritto autografo originale del canto di Giacomo Leopardi “Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze”, insieme a preziose edizioni della Divina commedia studiate dal poeta recanatese, grande estimatore di Alighieri. L’esposizione sarà aperta al pubblico nella Sala dei manoscritti della Biblioteca Leopardi da venerdì 29 ottobre fino al 30 gennaio 2022 e sarà compresa nel consueto percorso di visita.

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“Sopra il monumento di Dante che si prepara in Firenze”, Leopardi manoscritto autografo, 6 carte

“Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze” fu composto tra il settembre e l’ottobre 1818 a Recanati e pubblicato nello stesso anno, prendeva spunto dal progetto di erigere un monumento al sommo poeta al quale Giacomo Leopardi scrisse idealmente per denunciare il degrado e l’abbandono in cui giaceva l’Italia.

La volontà di esporre il manoscritto e le altre opere raccolte da Giacomo e dai suoi avi non a caso si è realizzata quest’anno. «È l’omaggio della Biblioteca Leopardi in memoria di Dante Alighieri nel settecentesimo anniversario dalla sua morte – ha detto Olimpia Leopardi questa mattina nel corso della presentazione dell’iniziativa –. Insieme alla canzone “All’Italia”, il canto accese i cuori dei giovani italiani, com’era giovane anche Giacomo ma con le idee politiche chiare. Finora il manoscritto è stato esaminato solo da studiosi, tutti i libri sono molto delicati ma abbiamo deciso di mostrarli aperti, sei edizioni antiche della Divina Commedia custodite all’interno della Biblioteca. Giacomo le ha consultate, studiate, commentate, dalla più antica del 1400 a quella curata da Ugo Foscolo, raccolte dal padre Monaldo e dal bisnonno Vito. È un piccolo dono per i visitatori».

«Giacomo scrisse la sua seconda canzone politica scegliendo Dante come interlocutore perché era il massimo poeta in Italia, secondo lui Dante e Omero erano gli ultimi a usare l’immaginazione – ha dichiarato Fabiana Cacciapuoti, curatrice del Fondo leopardiano della Biblioteca nazionale di Napoli e membro del comitato scientifico del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati –. Un’immaginazione forte, profondissima quella di Dante perché dietro c’è un discorso filosofico-politico.

Olimpia Leopardi e Fabiana Cacciapuoti

Olimpia Leopardi e Fabiana Cacciapuoti

Giacomo è un giovane, nel 1818, vicino ai moti rivoluzionari e vede la decadenza dell’Italia preda delle potenze straniere, e lui si rivolge a Dante quasi per dire “Guarda l’Italia come si è ridotta sotto al tuo sguardo, tu che hai combattuto, sei stato in esilio” e spera che siano i giovani a far risorgere il Paese. È un tema molto attuale, al tempo era un tema strettamente politico, ma poi abbiamo visto che il discorso prende una valenza moderna in tutta l’opera leopardiana, quando denuncia prima la corruzione italiana poi, nello Zibaldone, la corruzione dell’Europa che andava verso un sistema utilitaristico votato all’individualismo, l’epoca del nichilismo. Leopardi aveva una visione politica che tendeva a rovesciare un paradigma».

«Per quanto riguarda le Commedie – continua Cacciapuoti – sono degli esemplari rari, perlopiù cinquecentini, importanti per le incisioni e i commenti. Ad esempio l’edizione di Alessandro Vellutello, di cui è presente anche la scheda catalogatoria redatta personalmente da Giacomo, o per essere state curate da Foscolo, a testimonianza del grande successo che ebbe la Commedia».

Sindaco Antonio Bravi Olimpia Leopardi Fabio Corvatta

Antonio Bravi, Olimpia Leopardi, Fabio Corvatta

Presenti all’evento, aperto solo alla stampa, anche il sindaco di Recanati Antonio Bravi e il presidente del Centro nazionale di studi leopardiani Fabio Corvatta. «È sempre un piacere ammirare la scrittura autografa del nostro illustre concittadino – ha detto Bravi – Da diversi anni l’amministrazione lavora per rafforzare l’immagine di Recanati come città della cultura, ci siamo anche candidati nel 2018 come capitale italiana della cultura. Abbiamo preso coscienza del reale livello e del valore della nostra città, e i risultati a livello turistico ci stanno dando delle enormi soddisfazioni».

 

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Dante con l’espositioni di Christoforo Landino et d’Alessandro Vellutello Venezia, Gio Battista e Bernardo Seffa 1596

 

Anteprima stampa Casa Laopardi

Anteprima stampa Casa Leopardi

 

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Sala Manoscritti Biblioteca Leopardi



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