Spettacolo gruppo teatro Unimc,
Aida e Callas allo specchio

MACERATA - La prima andrà in scena il 29 luglio in occasione della Notte dell’Opera a Palazzo Ugolini, antica dimora del Conte Conti
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Per il terzo anno consecutivo, il Laboratorio Teatrale dell’Università di Macerata, guidato dalla professoressa Maria Paola Scialdone e dai registi Antonio Mingarelli e David Quintili, è tra i protagonisti della Notte dell’Opera. Giovedì 29 luglio a palazzo Ugolini dalle ore 20 andrà in scena “Ritratto di voce. Studio scenico su Aida”, con repliche alle 21, alle 22 e alle 23. Ingresso gratuito su prenotazione, online all’indirizzo https://bit.ly/NOPritrattodivoce. La rappresentazione si svolgerà all’interno di Palazzo Ugolini in corso Cavour, attuale sede del Dipartimento di Studi Umanistici, un tempo dimora proprio di quel Conte Pier Alberto Conti che, cento anni fa, consacrò lo Sferisterio a tempio della musica per amore della soprano Francisca Solari, allestendo per lei il capolavoro verdiano. “Ritratto di voce. Studio scenico su Aida” segue la storia di una giovane regista indipendente, che, accompagnata dalla sua assistente, riesce ad entrare, di notte, nel teatro dove sessant’anni prima, nel 1951, una giovane ragazza di soli 28 anni, debuttò come Aida. Il teatro in questione è La Scala di Milano, e la giovane ragazza, che rimarrà per sempre legata da una sorta di fil rouge alla sua Aida, è la cantante lirica più famosa del mondo, Maria Callas. La storia di Aida e la vita della Divina sembrano due realtà allo specchio: entrambe regine, Aida dell’Etiopia, e la Callas delle scene, ma anche entrambe schiave, una dell’Egitto, l’altra dello star system; innamorate e profondamente devote alla propria terra nativa; prede di un amore intenso e tormentato dove rivaleggiano con altre donne economicamente e socialmente più potenti. E tutto ciò condurrà entrambe alla morte. Amore, passione, coraggio, devozione per la patria, guerra, rapporto con i genitori, conflitti interiori, figure femminili iconiche, ma soprattutto scelte, di cuore e di testa, che si tramutano in scelte sociali e persino politiche: questi sono i principali aspetti che gli studenti del Laboratorio hanno trattato, lavorando insieme, anche se a distanza a causa della pandemia, trasformandoli in monologhi, dialoghi e scene che costituiscono la drammaturgia dello spettacolo.



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