Cento anni fa, Ivo Pannaggi
inventava la Mail Art

MACERATA - È quanto risulta dalle ricerche dell'omonimo centro studi del capoluogo. L'artista è autore nel 1921 di una particolare lettera ritrovata dal critico d’arte Maurizio Scudiero di Rovereto
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“Collaggio Postale”


Non solo l’Aida: in questi giorni si festeggia a Macerat anche il centenario della Mail Art, movimento che coinvolge un grande numero di artisti in tutto il mondo. Le ricerche condotte dal centro studi Pannaggi di Macerata hanno potuto constatare che lo stesso Ivo Pannaggi fu iniziatore inconsapevole di questo movimento oggi noto ovunque, essendo autore nel 1921 di una lettera ritrovata dal critico d’arte Maurizio Scudiero di Rovereto in piena adesione al movimento.
Diversi anni fa lo studioso, nel corso di una revisione dei documenti appartenuti a Marinetti fondatore del movimento futurista, aveva posto la sua attenzione su una busta, molto particolare per la sua forma e composizione, indirizzata al poeta. La vecchia catalogazione aveva attribuito la paternità della missiva a Gino Severini, perché al verso risultava apposta la firma di quest’ultimo. In verità il pittore toscano non poteva esserne l’autore in quanto il timbro postale di accettazione era quello dell’ufficio di Macerata con la data del 25 luglio 1921 e in quel periodo Severini non risultava aver viaggiato nelle Marche.

Nel 2009 fu organizzata a Gorizia la mostra “Futurismo Filippo Tommaso Marinetti. L’avanguardia giuliana e i rapporti internazionali” e in quella occasione il documento fu esposto per la prima e unica volta al pubblico ed inserito nel relativo catalogo con l’attribuzione a Pannaggi. Solo una attenta analisi ha permesso di scoprirne la firma apposta di Ivo. Infatti l’inconfondibile sigla IP, anche se poco leggibile, è stata scoperta sotto la lettera M ritagliata e messa a comporre il nome di Milano, la città di destinazione. Il montaggio grafico-compositivo si avvalse principalmente di ritagli di carte e lettere di diverso colore e dimensione a composizione del nome e dell’indirizzo del destinatario. L’andamento non lineare dei vari elementi incollati (lettere, numeri, francobolli ecc.) assumono unità nell’insieme. Un segmento a zigzag e una freccia curvata racchiudono un codice molto vicino al dinamismo di Giacomo Balla, ma sono ben chiari anche gli intenti costruttivisti operati da Ivo nello stile di Rodcenko e El Lissitzsky. Una cornice di china scura realizzata a mano simboleggia la conclusione del lavoro artistico, pronto a ricevere gli interventi dei burocrati postali prima della spedizione verso il destinatario. I famosi collaggi postali di Pannaggi sono poi seguiti numerosi con varianti e sperimentazioni interessanti. Oggi se ne conservano alcuni nelle collezioni di Marinetti e di Paladini in Italia, nelle collezioni del MoMa e dalla Yale University negli USA. Delle reali intenzioni artistiche Ivo aveva piena consapevolezza, egli ne parlò nel 1962 in una sua monografia e per questo motivo deve essergli riconosciuta la ragione genitrice della Mail Art. Ecco le sue parole: «Il Collaggio Postale è una trovata di Pannaggi che risale al 1920 e consiste nel combinare l’indirizzo del destinatario con fotografie, elementi grafici e tipografici, francobolli, cifre stampigliate, carte policrome e catramate, garze e tele, in una composizione che poi l’ufficio postale completa a caso con timbri ed etichette di raccomandazione. Il primo collaggio postale fu una lettera di Pannaggi a Marinetti, che oggi si conserva in una di quelle raccolte di ritagli della stampa nelle quali Marinetti collezionava tutto il materiale riguardante la sua persona e il Futurismo. Un altro collaggio postale di Pannaggi (datato 1926) si trova alla Yale University Art Gallery di New Haven (Connecticut)».



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