Empatia, immaginazione e racconti
A “Io Desidero” carrellata di esperienze

CIVITANOVA - Tra gli ospiti di ieri sera Giorgio Terrucidoro che ha raccontato il suo rapporto con la disabilità, il ballerino Giampaolo Gobbi ha invece parlato dei pregiudizi e di come rischiano di spegnere i sogni
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Prosegue a pieno ritmo la carrellata di storie ed esperienze positive del festival “Io Desidero” in attesa del gran finale di questa sera. L’inizio della serata di ieri è stato scandito dalle note dei giovanissimi musicisti de “Il Palco” che guidati dal cantautore Marco Martellini, si sono esibiti in complessi pezzi musicali.

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Andrea Foglia con Giorgio Terrucidoro

Hanno presto lasciato il palco ad Alessandro Gattafoni che ha parlato della sua storia e del sostegno dell’associazione Lifc, Lega Italiana Fibrosi Cistica, per il progetto “125 miglia per un respiro” un viaggio in kayak dall’Italia alla Croazia: «sono affetto da Fibrosi Cistica e ho deciso di sfidare il Mar Adriatico. La rabbia per la malattia va trasformata in potenza che scaturisce amore e felicità» e quindi un gesto che mira a diffondere consapevolezza e interesse per questa malattia.

Terzo ospite, Giorgio Terruccidoro, affetto da tetraparesi spastica, ci ha dimostrato una forza di volontà sovrannaturale, che negli anni lo ha aiutato a superare i limiti della disabilità, facendolo sentire un ragazzo normale: «ai concerti se i disabili vengono messi in prima fila, la loro disabilità viene messa in risalto, quindi è meglio farli mettere a sedere dove possibile».

Giampaolo Gobbi, ballerino nato a Civitanova ha invece parlato della sua esperienza personale «tutta la mia vita ruota attorno alla danza, mi ha portato da tantissime parti ma non sempre i ragazzi promettenti vengono supportati dalle proprie famiglie. Non fatevi fermare dai pregiudizi» che vengano dall’esterno o dalla propria famiglia «non perdete tempo a fare contenti gli altri».

PH-luigi-gasparroniFLV_8804-325x329Il giornalista Luca Pagliari, ha sottolineato, negli innumerevoli racconti portati durante la serata, la forza dell’empatia, quanto sia importante guardarsi negli occhi e quanto un sorriso, una carezza o un semplice gesto di cortesia possano acquisire un significato enorme nella vita di chi li riceve; un significato che potrebbe travalicare qualsiasi aspettativa da parte di chi lo compie.

Due interventi degli psicologi delle associazioni partner dell’evento: Federico Bollini dell’associazione Glatad onlus e Irene Costantini della Pars che hanno portato le loro esperienze terapeutiche con i ragazzi « il termine desiderare significa letteralmente “mancanza di stelle” e quindi questo verbo ha assunto anche l’accezione di “percezione di una mancanza” e di conseguenza “di ricerca appassionata”. Portiamo avanti eventi come “Io Desidero”, solo dall’unione di tutte le forze, di tutte queste realtà, può nascere qualcosa di positivo».

PH-luigi-gasparroniIMG_8695-325x217In chiusura i ragazzi di Spazio Hip Hop – Zona 14 si sono esibiti in performance di ballo e canto con coreografie ispirate a tematiche sociali attualissime come il bullismo, la sessualizzazione precoce, la nomofobia e la dipendenza da smartphone.

Il terzo e ultimo evento si terrà stasera alle 21 in viale Vittorio Veneto. Anche per l’ultima serata sono previste esibizioni canore, musicali, figurative, teatrali, accompagnate da approfondimenti e racconti. Al centro della serata, l’intervento della giovane scrittrice Alice Gaglio, che parlerà delle pressioni sociali a cui i giovani sono sottoposti al giorno d’oggi.

(Foto Gasparroni)

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