Con il reddito di cittadinanza
al lavoro nell’Archivio di Stato

CAMERINO - Accordo siglato tra Comune e ministero della Cultura, il sindaco Sborgia: «Siamo i primi in Italia»
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È stato siglato l’accordo di collaborazione tra la direzione generale Archivi e il Comune di Camerino, che prevede la partecipazione diretta dei cittadini percettori del reddito di cittadinanza, in attività di supporto del personale della sezione di Archivio di Stato, per garantire il servizio al pubblico e l’apertura in sicurezza. È il primo progetto di questo tipo a livello nazionale avviato dal Ministero. «Siamo molto contenti di poter garantire un servizio importante come quello dell’Archivio di Stato della sezione di Camerino che custodisce documenti storici tra i più importanti in Italia – ha detto il sindaco Sandro Sborgia – per altro Camerino è il primo a siglare un accordo del genere e anche questo ci inorgoglisce. Un ringraziamento particolare alla dottoressa Buzzi».

L’accordo si iscrive nel quadro del progetto “Insieme per l’Archivio di Stato”, che coinvolge il Comune e la direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, e fa seguito alla proficua collaborazione già avviata nel mese di dicembre 2020. «Ringrazio il sindaco per la sensibilità dimostrata – dichiara il direttore generale Archivi del ministero della Cultura Anna Maria Buzzi – Questo è un primo importante modello di collaborazione virtuosa tra una amministrazione comunale e il ministero della Cultura, che spero possa essere presto portato avanti anche in altre realtà territoriali. Grazie a questo accordo sarà possibile mantenere efficiente un servizio importante per la memoria collettiva del territorio, per l’attività di studio e ricerca, ma anche per la consultazione della documentazione necessaria alle pratiche amministrative legate alla ricostruzione».  «Questo accordo – commenta il sindaco di Camerino Sandro Sborgia – aprendo le porte della Sezione di Archivio di Stato di Camerino, permette di mantenere viva l’offerta culturale sul territorio camerte grazie al coinvolgimento diretto della cittadinanza, a conferma di quanto la cultura possa essere strumento di rilancio per un territorio fortemente colpito dal sisma del 2016, quale segno di ripartenza e resilienza».



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