La trasformazione dell’informazione
alla luce dell’articolo 21:
festival del giornalismo a Sarnano

L'INIZIATIVA dedicata alla memoria del giornalista Leo Birzoli, in programma dal 16 al 18 luglio. Il direttore artistico è Attilio Romita, storico volto del TG1
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La presentazione in Regione del Festival del giornalismo “art.21”

 

Il Comune e le Terme di Sarnano, con il patrocinio della Regione e dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, promuovono il Festival nazionale del giornalismo “art.21” dedicato alla memoria del giornalista, già vicepresidente della Rai, Leo Birzoli in programma dal 16 al 18 luglio ai piedi dei Sibillini. Il direttore artistico del Festival “art. 21” è il giornalista Attilio Romita, storico volto del Tg1 delle 20, mentre l’organizzazione è a cura della Like Partners di Maurizio Tosoroni. L’evento è stato presentato a palazzo Raffaello dall’assessore Guido Castelli, dal direttore artistico del Premio Attilio Romita, dal sindaco di Sarnano Luca Piergentili, dal presidente delle Terme di Sarnano Marco Nacciarriti, dal presidente dell’Istao Pietro Marcolini e dal presidente dell’Odg Marche Franco Elisei.

A Sarnano, per tre giorni, si discuterà di libertà di stampa e reputazione dei cittadini alla luce del dibattito sul reato di diffamazione. Giornalisti, intellettuali ed opinion maker analizzeranno anche il ruolo dell’informazione durante il periodo della pandemia e con Michele Mirabella discuteranno di Covid e divulgazione scientifica. Una sessione centrale del programma prevede uno spazio dedicato alle donne, “giornaliste coraggiose” alle quali è dedicata anche una sezione del premio.

Scopo del Festival è analizzare le trasformazione in atto nel mondo dell’informazione alla luce dell’articolo 21 della Costituzione che così recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Un articolo fondamentale, che fa da architrave della struttura democratica del Paese, perché la libertà di espressione è a fondamento delle società democratiche e i padri costituenti, definendo che la “stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e a censure” hanno teso a designare i paradigmi della nascente democrazia dopo la lunga notte buia della dittatura. Un diritto questo che va salvaguardato in un mondo in rapido mutamento, che rende sempre più complesso il panorama del sistema dell’informazione.

L’obiettivo del Festival, quindi, è quello che analizzare concretamente, la doppia faccia del rapporto tra libertà-democrazia-media dal punto di vista di chi fa informazione professionalmente e dal punto di vista del cittadino, che ha il diritto ad una informazione libera, non manipolata e non manipolatrice. Un rapporto ricco di incognite e di buchi neri che risente di alcuni cambiamenti strutturali e di lungo periodo.

Il Premio prevede incontri con Paolo Borrometi, Francesco Giorgino, Augusto Minzolini, Leonardo Metalli, Giuseppe Brindisi, Marco Mazzocchi, Giampiero Mughini, Lisa Marzoli, Franco Elisei, Piergiorgio Severini, Daniele Rotondo, Paolo Digiannantonio, Asmae Dachan, Maria Pia Ammirati, Francesca Fagnani, Manuela Moreno e Carlo Verna.

Venerdì 16 luglio, alle 21 – La libertà di stampa: un diritto tutelato dalla Costituzione, un dovere deontologico nell’interesse dei lettori. L’evento, coordinato dal giornalista del Tg2 Daniele Rotondo, vedrà la partecipazione di Paolo Borrometi, Giampiero Mughini, Agusto Minzolini, Marco Mazzocchi, Francesco Giorgino, Piergiorgio Severini e Franco Elisei. I relatori effettueranno un’analisi delle trasformazioni in atto nel mondo dell’informazione alla luce dell’articolo 21 e quindi della libertà di espressione del proprio pensiero. L’obiettivo è quello di approfondire le condizioni in cui operano i giornalisti alla luce della rivoluzione tecnologica, della digitalizzazione della società e dalla nascita di nuovi canali informativi che alle volte sfuggono alle regole deontologiche e professionali.

Sabato 17 luglio, alle 10 – Donne coraggiose, giornaliste in prima linea. L’evento intende mettere a fuoco il reale stato delle pari opportunità nel mondo del giornalismo. Sarà coordinato dall’inviato del Tg1 Paolo Digiannantonio ed avrà come protagoniste giornaliste-testimonial dei rischi e delle difficoltà che una donna in prima linea sul fronte del giornalismo d’inchiesta incontra nella vita professionale. All’evento hanno confermato la loro partecipazione: Asmae Dachan, Francesca Fagnani e Sara Lucaroni. Sono previsti crediti formativi per i giornalisti iscritti all’Odg.

Sabato 17 luglio, alle 17.30 – Covid e informazione. Dibattito con Michele Mirabella e gli autori del libro “L’ospite inatteso” Michele Cozzi e attilio Romita.

Sabato 17 luglio, ore 21.15 – Premio giornalistico intitolato a Leo Birzoli, sarnanese, già vicepresidente della Rai, destinato a giornalisti e scrittori che si sono distinti per la loro carriera professionale, che sarà assegnato dal comitato tecnico-scientifico, selezionato di anno in anno.

Domenica 18 luglio, alle 11 – Premio giornalistico assegnato alle testate giornalistiche operanti sul territorio maceratese.

Leo Birzoli nacque a Sarnano il 31 gennaio 1928 e rimase sempre molto affezionato al suo paese, nel quale tornava appena possibile, nonostante i suoi numerosi impegni a Roma, nell’ambito della Rai, dove ebbe importanti incarichi di vertice: caporedattore delle rubriche culturali dal ’70 al ’75, vicedirettore del Giornale radio della terza rete dal ’76 all’81 e direttore della prima rete radiofonica dall’82 all’86. Consigliere d’amministrazione della Rai, venne eletto vicepresidente dell’ente nel 1986. Restò in carica fino al 1993. Fu docente del corso di giornalismo medico-scientifico della II Università di Roma e componente del comitato direttivo della Scuola di giornalismo di Perugia. Nel corso della sua prestigiosa carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Navicella e due Telegatti. Leo Birzoli morì a Roma il 29 gennaio 1998.



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