Abusi sulla figlia del cugino,
condannato a sette anni

IN AULA - L'uomo, un 60enne di Treia, era accusato di aver compiuto atti sessuali per sei anni sulla ragazza quando questa era minorenne
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L’avvocato Luciano Pacioni

 

Sotto accusa per violenza sessuale sulla cugina di secondo grado: condannato a sette anni un uomo di 60 anni, treiese. I fatti contestati all’imputato sarebbero avvenuti nell’arco di sei anni da quando la ragazza ne aveva 8. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, la ragazza avrebbe subito abusi dal 2009 fino al 2015. L’uomo frequentava la casa della ragazza in maniera assidua e a volte la bambina gli veniva affidata. Secondo l’accusa il 60enne avrebbe compiuto atti sessuali sulla piccola: l’avrebbe toccata nelle parti intime, sul sedere, l’avrebbe baciata sulle guance. I fatti sarebbero avvenuti in un piccolo centro vicino a Macerata dove la famiglia vive. Il pm oggi ha chiesto la condanna a 9 anni e sei mesi. Il Tribunale ha deciso una pena di 7 anni, riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva contestata. Il Tribunale ha stabilito una provvisionale di 8mila euro per la parte civile, si era costituita la famiglia della ragazza, assistita dall’avvocato Luciano Pacioni.  Il 60enne è difeso dall’avvocato Emiliano Carnevali. «Aspetto le motivazioni – ha commentato il legale –  ma all’esito del dibattimento l’impianto accusatorio si era rivelato oltremodo insussistente al punto di ritenere la ricostruzione dei fatti inventata di sana pianta. Le dichiarazioni della minorenne sono infatti risultate contraddittorie non solo tra di esse, ma addirittura sconfessate da quelle dei genitori. Anche a scuola nessuno ha notato nulla nonostante la minore abbia espressamente riferito di averlo detto ai professori».

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A tutela della vittima non viene indicato il nome dell’imputato nè il luogo in cui i fatti sono avvenuti



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