“Esplosione” di coccinelle e moscerini
«Dipende da temperature e umidità,
voraci di pidocchi e richiamano predatori»

NATURA - David Fiacchini, professore dell'Istituto "Da Vinci" di Civitanova e biologo appassionato di natura, spiega alle dinamiche che hanno portato alla insolita invasione a Macerata
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Una delle coccinelle che in questi giorni popolano il centro di Macerata (Foto Fabio Falcioni)

 

Una invasione di moscerini e coccinelle nel centro storico di Macerata ma anche nelle periferie non è passata inosservata ai residenti, né a chi è passato dentro le mura.

«Capita, ciclicamente, di assistere a delle vere e proprie “esplosioni” di insetti – spiega David Fiacchini, docente di Scienze naturali all’istituto da Vinci di Civitanova e biologo appassionato di natura –  E’ il caso di molte specie di “moscerini” (con questo termine fa in genere riferimento a ditteri di dimensioni dell’ordine di pochi millimetri e dalla livrea poco appariscente) che, per alcuni giorni, sembrano letteralmente invadere i centri storici e le periferie di molte città, proprio come sta accadendo a Macerata.
Si tratta di dinamiche di popolazione legate a diversi fattori, in primis quelli meteo-climatici (quindi stagionali, con l’arrivo delle prime giornate calde e umide), e in secondo luogo alla peculiare biologia della specie presa in esame. Generalmente questi fenomeni durano pochi giorni e richiamano un certo numero di predatori (come rondoni e pipistrelli), che ogni giorno “ripuliscono” il cielo sfrecciando sopra alle nostre teste».
Per quanto possano essere fastidiosi, i moscerini vantano record decisamente “imbattibili”, come sottolinea Fiacchini: «Tra i più curiosi vi riportiamo il caso di un Ceratopogonide, piccolo insetto che muove le ali fino alla velocità di mille battiti al secondo (tanto per fare un confronto, la mosca ha una frequenza del battito alare di “appena” 200 battiti al secondo)».

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David Fiacchini

Pullulano anche le coccinelle la cui abbondanza, per chi è scaramantico, può senz’altro rappresentare un buon segno: «Un ciclo simile a quello dei moscerini è evidente in questi giorni anche per questo coleottero molto noto e altrettanto apprezzato da grandi e piccini: la coccinella comune (Coccinella septempunctata). Anche in questo caso l’esplosione di giovani coccinelle può essere associata alle particolari condizioni di umidità e temperatura cui stiamo assistendo, fattori che favoriscono la metamorfosi e l’involo, e anche all’elevata disponibilità delle principali prede di cui si nutre (soprattutto gli insetti appartenenti all’ordine dei rincoti)».
In particolare la coccinella che si nota in centro è molto ben riconoscibile. «Questa coccinella – spiega il docente –  caratterizzata da un corpo fortemente convesso e elitre dal tipico colore rosso, si contraddistingue dalle cugine per la presenza di un totale di sette puntini neri sulle elitre, come del resto ci ricorda il nome latino della specie. Sia nella fase larvale che da adulti questi coleotteri sono voracissimi predatori dei cosiddetti “pidocchi delle piante” (afidi) e dei “coccidi” (cocciniglie). Considerato il prezioso contributo alla riduzione dei fitofagi dannosi per colture orticole, frutteti e roseti, i coccinellidi vengono utilizzati nella “lotta biologica” con veri e propri “lanci” di migliaia di esemplari nei campi e lungo le siepi.
L’esplosione numerica di questi giorni, dunque, è verosimilmente associabile da un lato alle condizioni meteo-ambientali e dall’altro alla disponibilità di cibo: aspetti studiati dall’ecologia, una branca della biologia che si occupa delle relazioni che intercorrono tra la componente biotica (le specie che vivono in un determinato ambiente) e la componente abiotica dei vari ecosistemi».
Fiacchini mette poi in guardia dalle specie esotiche: «Facciamo attenzione, invece, se dovessimo osservare dalle nostre parti una cugina “esotica” della coccinella nostrana, ovvero Harmonia axyridis, meglio nota conosciuta come “coccinella arlecchino”: si tratta di una specie “aliena”, originaria del’Asia e diffusa (incautamente) dall’uomo in tutto il mondo per combattere gli afidi, che sta causando non pochi problemi sia per la biodiversità (competizione con le coccinelle autoctone), sia per alcune colture di pregio. Il perché lo trovate spiegato molto bene in questo articolo firmato dalla biologa Lisa Signorile: http://www.lorologiaiomiope.com/pericolo-giallo-harmonia-axyridis-la-coccinella-cannibale-che-guasta-il-vino/
Chi volesse avere maggiori informazioni su questi e altri insetti può contattare la Società Entomologica Italiana (http://www.societaentomologicaitaliana.it/it/) o i vari dipartimenti di Scienze della Vita/Zoologia delle Università di Ancona, Camerino e Urbino; nel caso di avvistamenti “sospetti” (come nel caso di specie aliene) o di danni alle colture è possibile contattare, nelle Marche, il Servizio Fitosanitario dell’Assam (http://www.assam.marche.it/servizi1/fitosanitario)».

(Redazione Cm)



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