Una casa per i gatti randagi del cimitero,
il Comune investe 11mila euro

MACERATA - Sarà realizzata una struttura da collocare nel piazzale esterno
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Foto d’archivio

 

di Luca Patrassi

Un loft a cinque stelle all’ingresso del cimitero di Macerata. Certo, la posizione potrebbe far storcere i baffi a qualcuno, ma non a loro che in quelle zone vivono e proliferano da tempo. Sono i gatti del cimitero. Per loro ora è entrato in azione l’assessorato all’Ambiente del Comune di Macerata che ha deciso di rompere gli indugi sul fronte del benessere animale e della tutela sanitaria dei cittadini che frequentano il cimitero. Nel particolare, il dirigente dei Servizi Tecnici, come è scritto nella determina su direttiva dell’amministrazione, ha appena firmato un atto che autorizza una spesa di circa 11mila euro per la realizzazione, appunto, di una struttura per i gatti randagi del cimitero, due box di due metri per due, dotati di tutti i confort, dalle cucce in pannello coibentato, ai divisori, passando per mensole varie, ovviamente una pedana e un tetto oltre allo sbancamento necessario e alla pulizia della vegetazione. In definitiva 1300 euro a metro quadro. Nel dettaglio la determina spiega che si tratta di «un progetto finalizzato al miglioramento della gestione della colonia felina e destinato a diminuire il numero di gatti che si nutrono e trascorrono la notte all’interno del cimitero. Il progetto in questione, nella sostanza, prevede la realizzazione di una struttura, da collocare temporaneamente nel piazzale esterno in prossimità dell’ingresso del cimitero, predisposta per la custodia notturna dei gatti e per l’alimentazione degli stessi da parte dei volontari, la progressiva sterilizzazione di tutti i felini, con conseguente progressiva diminuzione del numero dei soggetti che compongono la colonia, l’accudimento mirato dei gatti, sostenuto da un’alimentazione che, per quantità e per modalità di erogazione, non comprometta l’attitudine predatoria di questa specie animale e non favorisca l’insorgenza di problemi igienici». «La struttura destinata al ricovero dei gatti – spiega ancora il Comune – riveste carattere di provvisorietà poiché, nel momento in cui la popolazione della colonia felina rientrerà entro limiti di tollerabilità, verrà smantellata ed eventualmente utilizzata in altro contesto». Bene, ma il limite chi lo decide?

 



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