Nuovi giochi al parco comunale
«E’ una zona d’evacuazione,
incolumità dei ragazzi a rischio»

MOGLIANO - Continuano le critiche dei consiglieri di Mogliano 313 sul progetto dell'amministrazione dopo che sono iniziati i lavori: «Un amministratore attento avrebbe prima di tutto rivisto il piano della Protezione civile con la scuola»
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L’area del parco comunale dove saranno installati i giochi

 

«Nonostante il nostro appello, inascoltato, al sindaco per rivedere il progetto di installazione di nuovi giochi al parco comunale, lunedì scorso sono iniziati i lavori. Questa scelta, oltre ad essere discutibile perché toglie la possibilità di realizzare un campo polivalente come previsto dal documento programmatico dell’amministrazione, tradendo così un preciso impegno elettorale, privando la scuola di uno spazio all’aperto per fare lezioni ed educazione fisica e gli adolescenti di uno spazio aggregante, mette a repentaglio l’incolumità stessa dei ragazzi della scuola media». Continuano le critiche dei consiglieri di Mogliano 313 Marco Petrelli e Corrado Nardi sul progetto dell’amministrazione di realizzare una seconda area giochi per bimbi nel parco comunale. Dopo l’appello caduto nel vuoto a rivedere l’intervento, ora i rappresentanti del movimento tornano all’attacco, soprattutto per denunciare che l’area in questione era stata individuata come zona di prima accoglienza in caso di calamità.  «Proprio lo scorso 21 aprile i ragazzi della media, affiancati dal Responsabile per la sicurezza della scuola – continuano i consiglieri – hanno fatto una prova di evacuazione nello spazio del parco comunale. Queste prove servono a imparare “a memoria” come comportarsi e dove andare per mettersi in sicurezza e come previsto dai piani di evacuazione devono essere liberi di ostacoli che possano creare difficoltà alle operazioni di soccorso. Ma ora, con questi giochi questi “ostacoli” sono stati volutamente installati».

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Il cartello che segnala l’area come zona di prima accoglienza

«Quello spazio, infatti, come da piano della Protezione civile e come da piano di evacuazione scolastica – sottolineano Petrelli e Nardi – è il punto di raccolta in caso di calamità. E lo è non solo per la popolazione scolastica, ma anche per una parte degli abitanti del paese, come si legge dal piano della protezione civile. Eppure il primo cittadino, professoressa, che in quella scuola per anni ha insegnato, avrebbe dovuto conoscerlo il piano di evacuazione, e nel suo ruolo di sindaco e “capo” della Protezione civile comunale, avrebbe dovuto sapere che il piano prevede quegli spazi per il concentramento di persone e studenti in caso di calamità. Un amministratore attento avrebbe prima di tutto rivisto il piano della Protezione civile ed, in collaborazione con la scuola, proporre la revisione del piano di evacuazione, e comunque aspettando il termine dell’anno scolastico, si avrebbe avuto il tempo per rivedere quanto sopra, senza mettere a repentaglio l’incolumità dei ragazzi. Ma in questa, come in tante altre occasioni, la collaborazione è mancata, soprattutto con i soggetti istituzionali coinvolti. E al momento è difficile pensare ad altri spazi intorno alla scuola per una sicura evacuazione, infatti, il Comune aderendo al bando “sport nei parchi” ha previsto l’istallazione di altri attrezzi nell’area verde del parco attualmente libera e nel piazzale antistante la scuola si è prevista la realizzazione di una palestra in luogo dell’ex consorzio. Per l’incolumità dei nostri ragazzi – concludono i due consiglieri – oltre alla calamità di un’amministrazione distratta, dobbiamo solo sperare che non vi siano altre calamità naturali».



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