Dagli scavi dello svincolo
spunta una strada romana

MUCCIA - I reperti sono tornati alla luce a Maddalena. Il sindaco Baroni: «La Soprintendenza ha predisposto di effettuare ulteriori ricerche»
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Lavori a Maddalena di Muccia

 

di Monia Orazi

Una terra ricca di sorprese l’entroterra maceratese: Muccia dopo aver restituito reperti romani all’atto della costruzione della superstrada Valdichienti, insieme alla vicina Serravalle, ora regala la sorpresa dei resti di una strada romana. Sono stati rinvenuti in occasione degli scavi in corso a Maddalena di Muccia, per la costruzione dello svincolo definitivo, che collegherà la Valdichienti alla Valnerina. Spiega il primo cittadino Mario Baroni: «Al momento i lavori di costruzione del nuovo svincolo a Maddalena, sono fermi. Stanno lavorando solamente per evitare criticità ed interferenze con lle linee elettriche, dell’acqua e del metano. Per il resto mentre si effettuavano gli scavi sono venuti alla luce, quelli che sembrano essere i resti di una strada romana. Per questo la Soprintendenza ai beni archeologici delle Marche ha predisposto scavi di approfondimento, decidendo di effettuare ulteriori ricerche, per valutare la presenza di materiale archeologico. L’attuale strada proveniente da Pieve Torina e al confine della zona archeologica della Maddalena anticamente non c’era, abbiamo tuttora in quella zona un terreno vincolato come zona, in cui sono stati ritrovati dei resti risalenti al Neolitico antico, con reperti che erano esposti nella chiesa di Varano fino a prima del sisma. Questi reperti ora per sicurezza si trovano ad Ancona, ma una volta effettuati i lavori contiamo di riportarli in paese». Gli scavi di approfondimento serviranno ad escludere la presenza di ulteriori reperti archeologici, ma la zona di Muccia ha riservato reperti Piceni e dagli scavi degli anni Sessanta, manufatti di epoca neolitica. Conclude il sindaco Mario Baroni:«L’auspicio è quello di trovare reperti interessanti, che possano arricchire la nostra collezione e ci permettano di incrementare l’esposizione archeologica da riallestire in futuro, in modo da migliorare l’attrattività turistica e culturale della nostra zona».

 



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