Nuova piattaforma al largo,
via libera dal ministero

PORTO RECANATI - Tra i sette decreti firmati dal ministro per la Transizione ecologica rientra anche l'autorizzazione a realizzare una struttura inserita nel contesto di una concessione già esistente per l'estrazione di gas. Protesta delle associazioni ambientaliste
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Piattaforma metanifera

 

di Francesca Marchetti

Anche le Marche nell’elenco delle regioni coinvolte nei sette decreti di Valutazione di impatto ambientale (Via) firmati di recente dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Si tratta di rinnovi di concessioni e progetti di messa in produzione di pozzi e di perforazione per metano e petrolio sia in mare che su terra, dal Veneto fino alla Sicilia. I provvedimenti hanno suscitato reazioni negative da parte di molte associazioni ambientaliste ma anche di esponenti politici.

Nonostante si tratti di soluzioni intermedie, cioè rinnovi o nuovi progetti all’interno di concessioni esistenti, in attesa che a settembre si approvi il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, molti dubbi sono stati sollevati sulla reale sostenibilità di tali concessioni. Le proroghe elencate nell’ultimo Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse secondo molti sono prove che per la reale transizione ecologica si dovrà aspettare ancora molto.

Per quanto riguarda il tratto di costa adriatica della provincia maceratese, via libera alla nuova piattaforma Eni Bonaccia Nw molto al largo di Porto Recanati.
Come si legge dal sito del Mite, “Il progetto prevede l’installazione di una nuova piattaforma a 4 gambe (Bonaccia NW), la perforazione, completamento e messa in produzione di quattro nuovi pozzi direzionati e la posa e installazione di due condotte sottomarine di lunghezza 2,2 km per il trasporto di gas e aria da Bonaccia NW a Bonaccia”.

Due i progetti di perforazione Eni all’interno di concessioni di coltivazione di idrocarburi già in vigore: il giacimento Calipso 5dir al largo di Ancona (al quale verrà collegata la nuova piattaforma di estrazione metano denominato Clara) e il Donata 4dir al largo di San Benedetto del Tronto e Alba Adriatica.

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Greenpeace, Legambiente e Wwf in una nota congiunta dichiarano: «Queste nuove autorizzazioni non vanno proprio bene seppur riferite a procedimenti in corso da anni. Ora più che mai ci attendiamo misure e atti concreti dal governo per una emancipazione definitiva dalle fonti fossili del nostro Paese dotandoci da subito di una exit strategy dalle trivellazioni, investimenti per una svolta davvero verde, grazie anche alle risorse del Next Generation Eu, e non lo svincolo di permessi per le fossili».
Le tre associazioni chiedono alle forze politiche di governo una scelta di campo chiara, netta e coerente con l’obiettivo europeo del conseguimento della neutralità climatica entro il 2050.



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