“D la Principessa Diana”
Spettacolo in streaming
per la Festa della donna

IN DIRETTA domani alle 21,15 dal Teatro Comunale del Leone di Santa Vittoria in Matenano. Interpreta Paola Giorgi, regia di Luigi Moretti e testo di Cesare Catà
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Paola Giorgi interpreta Diana

 

In occasione della Giornata internazionale della donna torna in scena lo spettacolo che racconta la storia di una icona contemporanea, Diana Spencer, con in controluce la vicenda di alcune eroine della mitologia, quali Antigone, Arianna, Medea, Artemide. “D la Principessa Diana e la palpebra di Dio” sarà proposto in modalità streaming, l’unico strumento che permette di fare teatro oggi, dal Teatro Comunale del Leone di Santa Vittoria in Matenano, domani alle 21,15. Lo spettacolo, scritto da Cesare Catà, interpretato da Paola Giorgi e diretto da Luigi Moretti, racconta la storia di Lady D nelle sue vicende umane, esistenziali e sociali, dando voce alla sua figura in una sorta di memoriale post-mortem in cui la Principessa, ripensando alla propria vita, narra di sé, dei suoi amori e dolori, dei suoi affetti più cari perduti. Nel monologo Diana dialoga con voci che sente giungere dal regno dei vivi: quelle dei due figli William e Henry, quella della Regina Elisabetta, quella del suo ex-consorte Carlo. Mentre racconta di sé, l’immagine di Diana si sovrappone a quella di alcune eroine della mitologia classica – Medea, Arianna, Antigone e Artemide – e il testo del monologo si interseca con estratti da Euripide, Ovidio, Sofocle, Seneca. Quello che lo spettacolo restituisce è il ritratto, fiabesco e intimo a un tempo, di una delle figure di donna più amate, controverse e celebri del Novecento. Un ritratto dal sapore “neo-shakespeariano”, che getta una luce originale e commossa su uno spaccato della recente storia inglese ed europea. Accompagnano Paola Giorgi Maria Chiara Orlando alla tromba e le voci di Sonia Barbadoro e Giovanni Moschella, la scena e costumi sono di Stefania Cempini, assistente alla regia Oscar Genovese.
«Ho sempre ammirato Diana Spencer  – dice Paola Giorgi – quella sua impronta di donna libera e ho sempre desiderato portarla in scena. Mi interessano le tante sfaccettature di una donna di nobile famiglia, coraggiosa, anticonvenzionale, sposa, ma soprattutto madre. Quando penso a Diana penso ad Antigone, al suo atto di insubordinazione, al suo essere idealista e romantica e decisa ad affermare il primato della libertà. Con questa suggestione mi sono rivolta a Cesare Catà, uno scrittore profondo, tenero e folle che ha fatto sbocciare la mia idea di Diana connettendola alle vicende di Medea, di Antigone, di Arianna; creandone un mito che Cesare ci permette di conoscere attraverso la sua palpebra di Dio. Un lavoro così intimo e potente non potevo che affidarlo alle mani di Luigi Moretti, amico, ma soprattutto regista di profonda sensibilità e raffinatezza. D la principessa Diana e la palpebra di Dio, è la storia di una Donna, con tutta la meraviglia che questo termine racchiude».



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