Svastiche, frasi di Mussolini e bestemmie:
l’attacco fascista corre in rete
durante la conferenza del Comune

APPIGNANO - Episodio di zoombombing ieri sera all'evento sulle Foibe e Giorno del Ricordo organizzato dall'associazione Prometeo e patrocinato dall'amministrazione. Il racconto della moderatrice Daniela Zepponi: «Non è stata una ragazzata. E' stato straniante, una vera e propria violenza». Sarà presentata una denuncia alla Polizia postale
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Il professor Angelo Ventrone durante la diretta su Zoom

 

di Alessandra Pierini

Doveva essere una serata dedicata alle Foibe e al Giorno del Ricordo quella organizzata dall’associazione Prometeo e patrocinata dal Comune di Appignano. Il convegno online, in diretta, con il professor Angelo Ventrone si è invece aperto con un vero e proprio attacco di matrice fascista. E’ zoombombing il termine utilizzato per definire questa nuova frontiera dell’azione di disturbo che, causa pandemia, si è trasferita dalle piazze e dagli eventi in presenza, all’online. E’ Daniela Zepponi, responsabile della comunicazione del Comune di Appignano, nonché vicepresidente dell’associazione Red (Rete Educazione Digitale) che moderava ieri sera l’incontro a raccontare quanto accaduto.

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Daniela Zepponi

Ieri sera, proprio all’inizio della diretta dedicata alle Foibe e al giorno del ricordo, una decina di persone sono entrate nella diretta zoom, che era aperta, hanno mostrato la bandiera con la svastica, inneggiato a Hitler e ai forni, mandato in loop bestemmie e discorsi di Mussolini e insultato me e gli altri che stavano ripulendo quello schifo. E’ stato straniante, una vera e propria violenza, che ha lasciato in tanti un senso di malessere e di sgomento». Zepponi, che conosce molto bene gli strumenti del web, non ha fatto partire la diretta Facebook, evitando che quello che stava accadendo avesse risalto anche sui social. «Sono stati 10 minuti veramente brutti, non mi era mai successo – racconta  – Questi ragazzi, perché abbiamo sentito le voci e sono giovani, sono l’evidente dimostrazione che ogni giorno bisogna lavorare per sensibilizzare le coscienze e insegnare la storia. Ma sono anche la dimostrazione che servirebbe maggiore formazione digitale: perché, carissimi – dice rivolgendosi ai responsabili dell’attacco – sarete rintracciati dalla polizia postale, alla quale l’associazione che ha organizzato l’evento si rivolgerà. E mi auguro che la pena sia un corso di storia e uno di educazione digitale. Stavolta giocare al piccolo nazista digitale v’ha detto proprio male». La convinzione è che non si sia trattato di una ragazzata: «Erano giovani ma organizzati e coordinati in precedenza, tanto che sono partiti tutti insieme».

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Il sindaco Mariano Calamita

 

Il sindaco Calamita riprende l’intervento espresso ieri sera al termine del convegno: «Gli uomini di cultura e gli storici con le loro testimonianze dei fatti devono continuare ad aiutarci al fine di evitare l’avvio di spirale di violenza. Come sindaco ci tengo a precisare che il gesto viene condannato da tutto il Consiglio Comunale, oggi infatti ho ricevuto telefonate di solidarietà dai Capigruppo di minoranza che hanno espresso tutta la loro condanna ai gesti compiuti ieri sera. Tutto il Consiglio comunale auspica di continuare sul percorso della diffusione della cultura del confronto e del dialogo caposaldi della democrazia, lavorando a stretto contatto con la scuola, con le famiglie e con le Associazioni del territorio».

Dice la presidente Prometeo Tiziana Tosoroni: «L’episodio di ieri, immotivato e violento, è assolutamente da condannare e non può essere derubricato a ragazzata. E’ proprio per evitare il verificarsi di situazioni come queste e per sensibilizzare tutti che continueremo a impegnarci nella realizzazione di eventi che portino avanti cultura, storia e memoria e allo stesso tempo porteremo avanti una denuncia che permette capire cosa è successo e chi è stato». Anche Ventrone commenta l’accaduto: «Ragazzini che credono di fare gli anticonformisti esaltando il nazismo, senza sapere che i primi a essere ridotti al silenzio, in un regime come quello nazista, sarebbero proprio gli anticonformisti, quelli che oltrepassano il recinto definito dal regime».

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