«Inagibilità della Coloramondo
dopo anni di noncuranza,
servizi tecnici allo sbando»

POTENZA PICENA - Il deputato del Pd Mario Morgoni risponde all'amministrazione comunale sul tema della chiusura per inagibilità della scuola dell'infanzia. Il gruppo Civico 49 chiede un consiglio aperto «dedicato e presenziato da tutti i soggetti interessati»
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Mario Morgoni

 

«La chiusura della scuola materna Coloramondo di Porto Potenza richiede una valutazione sulle responsabilità degli amministratori che hanno condotto a questo esito disastroso». A dirlo è il deputato del Pd Mario Morgoni, ex sindaco di Potenza Picena. Per Morgoni la chiusura disposta dall’amministrazione Tartabini «è un fatto rilevante che comporta gravi problemi e disagi agli alunni e alle famiglie e richiede soluzioni che garantiscano il ritorno alla normalità in tempi ragionevoli evitando il protrarsi per anni di soluzioni tampone».

Se il problema è di natura tecnica, prosegue il deputato, «compete però senza dubbio agli amministratori di affrontarlo e di individuare le soluzioni idonee. E’ quello che in realtà gli amministratori avrebbero dovuto fare da tempo, da quando nel 2016 un terremoto disastroso colpì il centro Italia e in particolare la nostra provincia. Dopo quel sisma, la giunta (di cui quella attuale è in piena continuità) avrebbe dovuto promuovere un confronto con i tecnici sulla questione della sicurezza delle scuole, sulla base del quale programmare e dare seguito agli interventi necessari per garantire l’incolumità degli alunni e del personale. Se non lo ha fatto vuol dire che ha usato il tema della sicurezza solo come propaganda. Se invece lo avesse fatto senza dare seguito alle indicazioni emerse da quel confronto sarebbe doppiamente responsabile in quanto consapevole dei provvedimenti necessari. La realtà è che per la scuola materna Coloramondo sono trascorsi ormai oltre 4 anni dal sisma senza l’assunzione di alcun concreto provvedimento ed ora il problema deflagra come fulmine a ciel sereno – incalza il deputato Pd -. La stessa noncuranza, o forse in questo caso si tratta di opportunismo, riguarda la scuola media di Porto Potenza per la quale la giunta continua ad omettere di far effettuare la verifica della vulnerabilità sismica richiesta dagli stessi tecnici oltre che dall’opposizione. Eppure quella struttura, oggi addirittura sovraccaricata dalla presenza di ulteriori classi, risale agli stessi anni di quella di piazza Douhet già chiusa per decisione dell’amministrazione comunale pur non essendo inagibile. Il sindaco non può cavarsela con lo scaricabarile, una disciplina per la quale dimostra, insieme alla sua giunta, un grande talento. E se deve avanzare critiche o rilievi agli uffici lo faccia in modo chiaro, trasparente e leale invece di mormorare nell’ombra e ventilare accuse precludendo ai destinatari il diritto di difendersi. La logica padronale e quella dello scaricabarile stanno producendo gravi guasti dentro il nostro Comune. Una giunta che non promuove il merito ma la fedeltà e l’accondiscendenza e che anziché assumersi le proprie responsabilità si copre dietro quelle presunte dei funzionari, pregiudica le capacità operative dell’ente e induce i funzionari ad atteggiamenti di servilismo e di tutela da ritorsioni e da conseguenze piuttosto che ad un protagonismo attivo nel proprio lavoro. Gli esempi non mancano, a partire dall’ufficio tecnico, dove il dirigente Percossi, competente ed esperto, è stato malamente estromesso dal sindaco solo per mascherare l’incapacità e l’ inconcludenza della giunta (e di certi assessori in particolare, basti guardare lo stato di attuazione del piano delle opere pubbliche dell’ultimo anno). Con il risultato che oggi i servizi tecnici sono allo sbando. Per arrivare alle farmacie Comunali, dove ad un validissimo professionista che ha garantito risultati eccellenti come il dottor Mariotti è stato revocato l’incarico di coordinatore solo perché inviso al Presidente, con un evidente danno per l’azienda comunale ed altrettanta soddisfazione delle farmacie private. Pagine tristi per la nostra comunità, scritte da una giunta priva di etica e di dignità, di idee e di rispetto, di competenza e di capacità».

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Edoardo Marabini

Sempre sulla questione Coloramondo interviene il gruppo consiliare Civico 49 che chiede che venga convocato un Consiglio comunale dedicato e presenziato da tutti i soggetti interessati. «La questione dell’edilizia scolastica e della sicurezza nelle scuole deve essere al primo posto del programma di governo dell’amministrazione di un Comune – scrivono in una nota – Certo, il problema è tecnico, probabilmente anche economico, ma riteniamo che possa essere risolto solo se c’è una decisa volontà politica dell’amministrazione di turno e non derubricata come una semplice priorità tecnica. Per questa ragione non possiamo non criticare lo stato di inerzia dell’attuale amministrazione nell’affrontare la messa in sicurezza della scuola dell’infanzia “Coloramondo”, che versa in condizioni precarie da almeno 4 anni a partire dalle prescrizioni Aedes ed il sopralluogo di novembre 2016. Incapacità e ritardi hanno contribuito alla chiusura, “improvvisa” dell’edificio, che peraltro ospita attualmente anche bambini della primaria, creando ulteriori disagi ai bambini e alle loro famiglie, già provati dalla situazione pandemica in corso. Mettere in evidenza la celerità con cui è stata trovata “la soluzione”, non è sufficiente a contenere lo smarrimento e i dubbi delle famiglie, e dei cittadini, di fronte a questa ennesima “emergenza” – prosegue il comunicato -. La mancanza di trasparenza e di comunicazione costante da parte dell’Amministrazione con la cittadinanza, crea inevitabilmente malumore, dubbi e contrasti all’interno della comunità stessa che ancora una volta si trova divisa in fazioni su questioni la cui priorità sembra evidente. Urge quindi che le forze politiche del Comune, si confrontino, insieme ai cittadini e alle famiglie, per concordare e pianificare le attività necessarie a dare la massima priorità e a far fronte a disagi e incertezze sul futuro delle scuole di Porto Potenza. C’è bisogno di responsabilità e consapevolezza da parte della politica così come della cittadinanza. Bisogna decidere il da farsi, chi lo deve fare e quando.. Solo con un dialogo costruttivo tra tutte le forze politiche i tecnici ed i cittadini possiamo superare questo momento di emergenza e potremo adeguatamente programmare altri interventi ed evitare future ulteriori criticità. Se a maggio 2020, quando come forze di opposizioni abbiamo lanciato l’idea di un confronto serrato sull’adeguatezza degli spazi scolastici, avessimo insistito con maggior forza nella nostra richiesta e l’amministrazione avesse accettato il confronto avremmo gettato le basi per un dialogo costruttivo che forse avrebbe evitato l’emergenza che stiamo vivendo».

 

 

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