Capitale italiana della Cultura,
si ferma la corsa di Ancona
Procida è la vincitrice

PROCLAMATA questa mattina dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini: «Un dolore dover scegliere. Dovremmo creare un meccanismo affinché anche le altre nove finaliste abbiano un riconoscimento, come agli Oscar»
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Un frame del video di presentazione di Ancona

 

Ancona non ce l’ha fatta. La Capitale italiana della Cultura per il 2022 sarà Procida. La giuria del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha votato all’unanimità per il progetto dell’isola tirrenica (teatro del romanzo L’Isola di Arturo di Elsa Morante), che l’ha spuntata sulle città rivali (oltre ad Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra). Ad annunciare la vincitrice, questa mattina, il titolare del dicastero Dario Franceschini, che ha fatto un plauso anche a tutte le altre in gara: «Un dolore dover scegliere. Dovremmo creare un meccanismo affinché anche le altre nove finaliste abbiano un riconoscimento, come agli Oscar». Ancona si era presentata con un progetto dal titolo ‘La Cultura tra l’Altro’, motivando così la scelta: «a una cultura che oggi è chiamata ad occuparsi della coesione, della differenza, della civiltà, la città offre un terreno fertile di scambio e di produzione di nuovi contenuti e nuove mappe attraverso progetti che guardano all’accessibilità, alla sostenibilità, alla tutela, ai giovani e al dialogo tra le discipline della conoscenza». Purtroppo, non è bastato per vincere il titolo. Lo scorso giovedì, in diretta dal Teatro delle Muse, c’era stata la presentazione (online, in collegamento con la giuria del Ministero)  del dossier, accompagnato dagli interventi degli assessori Paolo Marasca e Ida Simonella e del sindaco Mancinelli.  «Certo, vincere sarebbe bellissimo, ma la nostra vittoria è nel progetto che comunque realizzeremo insieme. Comunque vada è già stato un successo». aveva detto il primo cittadino dopo l’audizione. Nel 2020 e nel 2021 Capitale della Cultura è Parma che ebbe la meglio, fra le altre, anche di Macerata.

(m.m.)

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Dario Franceschini



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