La Macerata del futuro
tra scuola di scenografia
e percorso meccanizzato per il centro

IDEE - Sono solo alcune delle proposte emerse durante il webinar organizzato dall'associazione culturale "Le Casette". Il resoconto del presidente Pierluigi Pianesi
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Piazza della Libertà a Macerata

 

Il futuro di Macerata è stato il tema trattato durante un webinar organizzato nei giorni scorsi dall’associazione culturale “Le Casette”.  E’ il presidente Pierluigi Pianesi a ripercorrere gli interventi degli ospiti dell’iniziativa “Macerata la mia città: ieri, oggi e domani”.

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Pierluigi Pianesi

«Ho aperto i lavori – racconta – ricordando le iniziative promosse negli anni passati per migliorare la qualità della vita lungo corso Cairoli con il concorso di idee per la riqualificazione delle Casette e zone limitrofe ma anche proponendo la ristrutturazione della Fonte del Pozzo con un’area contigua di verde attrezzato. Le due idee furono apprezzate, anche pubblicamente, dalla pubblica amministrazione ma poi “si sono volatilizzate”. In questo incontro ho auspicato il potenziamento dell’asse di mobilità stazione-piazza Mazzini-piazza della Libertà tramite un percorso meccanizzato. Ho sottolineato che sicuramente alberga negli animi di ogni maceratese il desiderio di riportare la nostra città a quel livello di eccellenza che riteniamo meriti. Ho infine ringraziato per aver accettato il nostro invito l’architetto Silvano Iommi desiderando ascoltarlo nella sua veste professionale come in quella di assessore all’urbanistica.
Interessante la prima relazione svolta dal giornalista Ugo Bellesi che ha esordito ricordando le tante occasioni mancate e il fallimento di tante iniziative a partire dalla chiusura della sede della Banca d’Italia, dal fallimento di Banca Marche, dalla Camera di commercio assorbita da quella regionale, dalla Provincia ridimensionata dopo la riforma, dalla scuola dell’aeronautica costretta ad andarsene dalle Casermette, dalla Galleria delle fonti la cui strada si arresta dinanzi ad una villetta privata, dalla Lube costretta a lasciare Macerata per il palasport troppo piccolo, dal progetto Valleverde andato in fumo, dal passaggio a livello di via Roma ancora lì.

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Ugo Bellesi

Il relatore ha poi sottolineato che il futuro per la nostra città non appare roseo anche perché deve competere con città vicine molto più agguerrite sia come popolazione che come potere economico. Ha infine formulato due proposte basate esclusivamente su risorse locali. I premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo potrebbero essere coinvolti in un progetto ambizioso: quello di creare a Macerata, attraverso l’Accademia di belle arti e attraverso lo Sferisterio, una scuola di alta specializzazione in “scenografia teatrale e cinematografica” che porti il loro nome.
La seconda proposta è stata quella di realizzare (come è stato fatto a Forlimpopoli con “Casa Artusi”) una “Casa Antonio Nebbia” oppure “Casa Cesare Tirabasso” con due obiettivi: tenere corsi di specializzazione in scienze dell’alimentazione e valorizzare i prodotti di eccellenza del territorio. In questa “Casa” potrebbero trovare la loro sede le molte associazioni che gravitano nell’ambito alimentare: produttori delle nostre eccellenze, Associazione cuochi, Sommelier, Vitivinicoltori, Accademia della cucina, Slow Food, Agriturismi, Arga, Agrichef, Biologi Nutrizionisti ecc.ecc. E’ da tener presente che tre scuole alberghiere gravitano su Macerata: Cingoli, Sant’Elpidio a Mare e Loreto, e che l’Università di Camerino ha un corso in scienze dell’alimentazione.

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Carlo Carelli

Non meno interessante la relazione di Carlo Carelli il quale ha esordito ricordando una Macerata “bella, pulita, elegante, piacevole, accogliente, dove tutti si conoscevano e si sentivano fratelli legati da vera amicizia”. Dopo aver sottolineato che Macerata ha dovuto subire anche “la speculazione edilizia” ha ricordato come l’architetto Piccinato aveva disegnato un piano regolare in cui la nostra città doveva svilupparsi armonicamente fino ad arrivare a centomila abitanti. Ha messo poi in evidenza che un tempo ogni domenica mattina, sotto il palazzo comunale, la banda cittadina allietava i maceratesi con la sua musica. Ricordate le famose pasticcerie di Pompei e Venanzetti il relatore ha messo in evidenza come un tempo esistevano bei negozi di abbigliamento e boutique. «Abbiamo avuto – prosegue la relazione di Carelli – personaggi famosi in tutto il mondo: poeti, economisti, artisti ed altri protagonisti della vita sociale che hanno fatto grande la città, tanto che è difficile ricordarli tutti». A proposito di Matteo Ricci il relatore cita una frase del giornalista scrittore Rampini che, nel suo libro “Oriente e Occidente”, così scrive: “ E’ un gigante per il ruolo che ebbe nei rapporti tra Occidente ed Oriente, ma non fu mai abbastanza presente nella memoria storica degli italiani”.
Poi, ad un dato punto, Carelli si chiede: «Per quale motivo oggi devo andare in centro? E a che fare? Per salutare i pupi dell’orologio?» Quindi così conclude: «La cultura deve essere un volano del nostro territorio: non bastano Musicultura e la stagione lirica dello Sferisterio. E ciò è possibile coinvolgendo i cittadini in un percorso di riqualificazione in cui gli stessi si sentano attori e non semplici spettatori».

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L’assessore Silvano Iommi

Ricco di spunti e di intuizioni l’intervento dell’assessore Silvano Iommi, il quale ha esordito ricordando che l’architetto Piccinato, incaricato di preparare il piano regolatore di Macerata, aveva realizzato una progettazione urbanistica molto moderna con spazi specifici per le varie attività di un capoluogo di provincia, prevedendo che la città, per le potenzialità che aveva allora, poteva arrivare ad 80.000 abitanti. Oggi, ha fatto presente Iommi, siamo rimasti a 40.000 abitanti, ma l’edificato si è esteso a macchia d’olio capace di ospitare il doppio di cittadini. Questo ovviamente provoca uno squilibrio. Infatti si è creata una città diffusa e quindi policentrica.
L’assessore ha quindi parlato del progetto di rinnovare l’urbanistica della Pace con la demolizione dei nove edifici creati subito dopo la guerra. Ha poi ricordato che anche via Trento ha bisogno di una riqualificazione urbanistica. Non ha mancato però di ricordare che c’è bisogno di giovani preparati che sappiano ragionare guardando al futuro. E’ per questo che Macerata ha bisogno del supporto dell’Università per fare in modo che le menti migliori non fuggano via ma rimangano qui a progettare il futuro della nostra città e del nostro futuro.
L’architetto si è poi soffermato sulla necessità di valorizzare il “corridoio innocenziano” che si trova sotto lo Sferisterio all’altezza di viale Diomede Pantaleoni, ben visibile attraverso le vetrine delle antiche botteghe ma da sempre interdetto al pubblico. Si tratta di una passeggiata di 140 metri progettata e voluta dall’architetto comunale Salvatore Innocenti nel 1819, in onore del quale l’arch. Iommi ha fatto ora apporre una lapide. E’ intenzione dell’assessore destinare questo spazio al ruolo di punto espositivo permanente.
L’arch. Iommi, tra i vari spunti, ha accennato anche all’importanza che avrebbe potuto avere, a suo tempo, la creazione di una politica urbanistica coordinata tra Macerata, Pollenza, Corridonia e Montecassiano. Infine non ha potuto fare a meno di lamentare lo spostamento di due scuole medie dal centro della città alle Casermette, ricordando anche che il piano Piccinato raccomandava di non allontanare mai le scuole elementari e medie dalle abitazioni delle famiglie in modo che fosse più facile portare i bambini a scuola.
In definitiva si può dire che da questo incontro è emerso il desiderio, in sintonia con quanto più volte dichiarato al sindaco Sandro Parcaroli, di rilanciare Macerata, certamente attraverso idee e progetti di sostanziale spessore e significativa ricaduta, anche in termini sociali e culturali, e ci si è dati appuntamento tra un anno per la verifica di quanto sia stato fatto, proposto ed in via di realizzazione.



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