Rischio idrogeologico,
pulizia fluviale e due nuovi ponti

IL PROGETTO ricade interamente nei comuni dell'unione montana Potenza Esino Musone. Sono previsti lavori di pulizia da ponte Sant’Antonio (San Severino) fino alla località Fonte Brescia di Fiuminata, dove verranno realizzati due nuovi viadotti
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Matteo-Cicconi

Matteo Cicconi, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone

 

Sarà presto avviato un importante progetto di sistemazione idraulica destinato alla riduzione del rischio idrogeologico dell’alto Potenza, che ricade interamente nel territorio dell’Unione Montana Potenza Esino Musone e, quindi, in molti Comuni del “cratere” sismico. Il semaforo verde arriva dopo la valutazione di impatto ambientale. «Completata la fase di affidamento lavori, che prenderà il via entro la fine dell’anno, per marzo 2021 – spiega con soddisfazione il presidente dell’ente Matteo Cicconi – potranno partire le opere che interesseranno il tratto del fiume Potenza da ponte Sant’Antonio, nel comune di San Severino, alla località Fonte Brescia, nel comune di Fiuminata. I lavori interesseranno il tratto dell’alveo che passa anche per Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco». Il vasto intervento, ben 44 chilometri di estensione lungo il fiume Potenza, prevede lavori di pulizia fluviale e, insieme, il rifacimento di due ponti a Fiuminata, che attualmente ostacolano il deflusso delle piene, creando situazioni di pericolo per la pubblica incolumità. L’impegno dell’Unione Montana è stato quello di far convergere 2 milioni di euro di fondi comunitari stanziati per il “cratere” e fondi del Commissario straordinario per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, fondi Mattm, all’interno di una progettazione unica per la riduzione del dissesto idrogeologico dell’alto Potenza realizzata dal Genio Civile di Macerata. «Va ringraziato, quindi, il Genio Civile per l’impegno profuso e la disponibilità mostrata sin dall’inizio alla realizzazione di questo importante intervento – sottolinea ancora Matteo Cicconi -. L’attività di progettazione si è svolta nel pieno rispetto delle tutele ambientali, paesaggistiche e archeologiche, grazie anche alla collaborazione di alte professionalità universitarie. Il lavoro svolto dal Genio Civile di Macerata, guidato dall’ingegner Vincenzo Marzialetti, è stato un work in progress con l’Unione Montana che ha partecipato in maniera attiva a tutte le fasi della progettazione».



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