Stalking nell’ente di volontariato,
assolti i due imputati

PORTO RECANATI - Un 54enne di Manfredonia (condannato a 10 mesi in primo grado) e un 57enne di Castelfidardo sono stati prosciolti dalla Corte d'appello. A denunciare i fatti una responsabile dell'associazione
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Assolto in appello dopo la condanna a 10 mesi per stalking: «il fatto non sussiste». Prosciolto con la stessa formula anche un secondo imputato che già era stato assolto in primo grado. Il processo riguardava un presunto stalking avvenuto in una associazione di volontariato di Porto Recanati. Per questo reato erano imputati un 54enne originario di Manfredonia, che vive nella città costiera, e che in primo grado era stato condannato a 10 mesi al tribunale di Macerata e al pagamento di una provvisionale di 8mila euro, e un 57enne di Castelfidardo, che in primo grado era stato assolto. C’era anche una seconda accusa, la diffamazione, da cui entrambi erano già stati assolti in primo grado («per la lieve entità del fatto». Vittima una 48enne di Porto Recanati che all’epoca faceva parte della stessa associazione di volontariato di cui facevano parte gli imputati. I fatti contestati erano iniziati nel 2011 ed erano avvenuti a Porto Recanati.

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L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

Lo stalking è relativo a presunti appostamenti notturni nelle vicinanze del bar che la donna frequentava per motivi di lavoro e in una occasione uno degli imputati avrebbe puntato gli abbaglianti contro il bar, accelerando a folle e poi allontanandosi a tutta velocità. La donna, dice l’accusa, per via di quei comportamenti era stata costretta più volte a chiedere a qualche amico di accompagnarla a casa. La diffamazione riguardava frasi, commenti, vignette pubblicate su Facebook e riferiti alla 48enne con cui sarebbe stata descritta come una donna di facili costumi. Dopo la sentenza di primo grado, i legali dei due imputati hanno fatto ricorso in appello (la difesa del 57enne non accettava l’assoluzione dalla diffamazione per «lieve entità del fatto»). La procura generale ha chiesto di confermare la sentenza di primo grado. Ma i giudici hanno accolto la tesi delle difese e hanno deciso di assolvere entrambi dai reati contestati con formula piena: «il fatto non sussiste». Inoltre dovrà essere restituito quando sin qui pagato di provvisionale dl 54enne alla parte offesa. Gli imputati hanno ringraziato i loro legali, gli avvocati Giancarlo Nascimbeni, Andrea Tuzi e Giacomo Curzi per l’impegno profuso in oltre sette anni in cui è durato il procedimento. Al processo si era costituita parte civile la 48enne, assistita dall’avvocato Gabriele Cofanelli.



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