A Esanatoglia in fuga dal Covid:
«Ha spinto diverse persone
a vivere nel nostro comune»

NUOVA VITA - Angelo Lacchè, storico locale, racconta di chi ha scelto di far rientro nel piccolo centro. C'è chi cerca la pace di ritorno da metropoli e lavori su navi da crociera, e c'è anche chi si è voluto trasferire in un piccolo centro dopo la pandemia: «I borghi tornano ad essere al centro dell'attenzione»
- caricamento letture
IMG-20201114-WA0033-650x366

La troupe del Tg1 mentre intervista Francesca Amboni

 

di Monia Orazi

La casa dei nonni che diventa il trampolino di lancio verso il futuro, all’ombra del campanile di San Cataldo ad Esanatoglia che garantisce distanziamento sociale e sicurezza contro i contagi da Coronavirus che dilagano: sono diverse le storie di chi dalla grande città ha scelto di tornare in paese per la bellezza dell’ambiente, la qualità della vita, la serenità di vivere in un posto a misura d’uomo, in cui le distanze si dilatano e si conquistano scampoli di libertà che la grande città non concede ai tempi del lockdown.

IMG-20201114-WA0032-366x650

Intervista a Francesca Amboni

«Il Coronavirus ha spinto diverse persone a tornare a vivere da noi, perché non ci sono problemi di distanze, ma in questi ultimi anni sono diversi i giovani che hanno scelto di tornare a vivere ad Esanatoglia, dove magari avevano la casa dei nonni – racconta Angelo Lacchè appassionato di storia locale – la mia generazione andava fuori a Milano, Roma o nelle città industriali in cerca di lavoro e prospettive, adesso si sta assistendo al fenomeno inverso, sono i nipoti che tornano nella terra di origine dei nonni, oggi ancora di più ai tempi della pandemia». È il caso di due giovani sorelle di Milano, Francesca ed Ilaria Amboni, che ora vivono nella parte alta del borgo, nella vecchia abitazione ristrutturata ereditata dai nonni. Sono venute via da Milano, da quella vita caotica e piena di tante cose, per abbracciare la tranquillità ed i ritmi lenti del borgo, i loro genitori sono rimasti a Milano, le raggiungeranno ad Esanatoglia una volta andati in pensione. Una di loro lavora in una pizzeria del paese, l’altra si occupa dei nonnini della casa di riposo. «Trascorrevano le estati qua, sono rimaste colpite dalla libertà e dalla qualità di vita di Esanatoglia – spiega Lacchè – qua anche se in piccolo c’è tutto, natura, ambiente, cultura, servizi, piccoli insediamenti produttivi che ancora offrono opportunità di lavoro, con poca strada si raggiunge la montagna ed il mare. Tanto più in un periodo come questo della pandemia, storie come questa sono di esempio per chi vuole vivere in modo più vicino ai ritmi naturali ed in un ambiente che consente una buona qualità di vita».

Anche lo chef Luca Rossi, qualche decennio alle spalle come cuoco in navi da crociera, una catena di negozi di abbigliamento di marchi famosi negli Stati Uniti, alla fine è tornato nel suo paese di origine, dove vive la mamma, iniziando a lavorare in una ditta di Esanatoglia. I mesi passati in una nave da crociera a Manila nelle Filippine, gli hanno fatto sentire ancora di più nel cuore la tranquillità e gli spazi ampi che garantisce Esanatoglia. «Luca ha visto tanti paesi, assaporato tante culture, ma alla fine racconta che solo l’aria del paese natale riesce a dargli carica e serenità, dopo i mesi difficili del lockdown sulla nave da crociera lontano da casa», spiega Lacchè.

received_2490850347862406-650x650

Un nucleo familiare di ben tredici persone è rientrato di recente ad Esanatoglia, seguendo il capo officina meccanica di un marchio di lusso dell’auto, che ha scelto di lasciare la capitale. Andrea Ferro si è trasferito a lavorare a Recanati e la famiglia l’ha seguito. «La moglie ha aperto un negozio di abbigliamento in paese ed i figli vengono a scuola qua, lo hanno seguito anche il padre ed il fratello più giovane, tredici persone in tutto che ora vivono da noi, perché Esanatoglia ha dato loro l’opportunità di iniziare una nuova vita. Sono solo alcune storie, ce ne sono altre simili nell’entroterra. Da diversi anni si stanno riscoprendo i borghi, che da luoghi di emigrazione stanno diventando i luoghi del ritorno. Adesso che la pandemia ci mette a nudo e ci offre l’opportunità di ripensare le nostre scelte di vita, i borghi tornano ad essere al centro dell’attenzione», conclude Lacchè.

Anche Massimo Temperini, campione italiano di ballo, ha girato l’Italia, lavorando come bancario, ma alla fine ha fatto ritorno da dove era partito, aprendo una scuola di ballo con la moglie. I loro volti e le loro storie saranno protagonisti domani sera dello speciale Tv sette del Tg1, dal titolo “Fuga dalla città” in onda alle 22,50 realizzato da Alessandro Gaeta, giornalista da sempre innamorato dell’entroterra. Lacchè ha fatto da guida alle bellezze del paese e traghettatore in queste vite ripartite dal borgo. Non solo Esanatoglia anche Visso sarà protagonista del servizio. In questo caso a raccontare la bellezza di vivere nei piccoli borghi e frazioni della Perla dei Sibillini, è stato un testimone d’eccezione, il rettore Unicam Claudio Pettinari, intervistato nel bel panorama di Cupi di Visso. La montagna ed i luoghi incontaminati offrono spazi ideali per recuperare un po’ di libertà, che le restrizioni anti contagio, rendono a maglie sempre più strette.

Esanatoglia-e1544118079548-650x400

received_431243720870466-650x650

Claudio-Pettinari

Claudio Pettinari



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X