«Ho donato il midollo,
il mio gesto di egoismo
per aiutare gli altri»

MONTECASSIANO - Daniele Principi, 36 anni, racconta la sua esperienza con l'Admo Macerata. «Non so nulla del ricevente ma mi fa star bene sapere di aver fatto qualcosa di così importante per lui o lei»
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Daniele Principi con la moglie Andreea e il figlio Liam

 

di Alessandra Pierini

«Donare il midollo è un gesto di egoismo». E’ la provocazione, ma neanche tanto, di Daniele Principi che, essendoci passato lo pensa davvero. «Sapere di aver fatto qualcosa di tanto grande e importante per un’altra persona ti riempie di gioia e di orgoglio» spiega. Daniele ha 36 anni e vive a Montecassiano con la moglie Andreea e il figlio Liam di 4 anni. La coppia dona il sangue da tempo ma ha scelto di fare un “salto” in avanti e di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo attraverso l’Admo di Macerata.

Come mai si è iscritto?
«Mi sono iscritto nel 2011 e mia moglie qualche anno dopo. Rispetto a donare il sangue, emotivamente il passo da fare è più complicato. Puoi essere chiamato in qualunque momento o mai per tutta la vita. A me è andata bene, ho avuto la fortuna di essere chiamato».

Quante volte si può donare?
«Una sola volta nella vita a meno che non sia per un familiare».

Come è andata? Racconti. 
«Mi hanno contattato a novembre dell’anno scorso perchè ero risultato compatibile con una persona che ne aveva bisogno. Sono quindi andato a fare il secondo prelievo, quello più specifico che accerta la compatibilità. Mi era capitato già in passato ma poi non se ne era fatto niente e per me era stata una grande delusione. Questa volta invece mi hanno detto che ero stato scelto».

Il prelievo è avvenuto immediatamente?
«Niente affatto. Ci sono stati diversi mesi di attesa tanto che avevo temuto che non andasse a buon fine. Il processo è stato ritardato anche dai mesi di lockdown ma poi finalmente ci siamo riusciti. Sono stati mesi di apprensione. Per me è stata una gioia immensa sapere di poter donare e l’attesa di quel giorno è stata snervante».

Il trapianto è stato doloroso?
«Il tipo di donazione che ho fatto io non era particolarmente invasiva, non ho fatto il prelievo dalle ossa del bacino per intenderci. Ho sentito solo l’ago. Poi sono tornato a casa dove sono rimasto per qualche giorno in via precauzionale».

Cosa sa della persona a cui ha donato il midollo?
«Non so assolutamente niente del ricevente. E’ una doppia forma di tutela. Invece sapevo ogni dettaglio su quello che avrei affrontato. L’Admo Macerata mi aveva preparato e assistito, i medici sia di Macerata che di Ancona mi avevano tolto ogni dubbio, sia sui rischi che in realtà sono veramente remoti, sia sulla procedura».

Perché definisce la donazione come un atto di egoismo?
«La donazione è un gesto che dà tanto a chi dona, fa star bene sapere di aver fatto qualcosa di così importante per un altro. Sono anche donatore di sangue ma questa volta la sensazione è diversa o meglio è la stessa amplificata di migliaia di volte».



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