A processo per violenza sessuale,
militare assolto scoppia in lacrime
«Ora l’Esercito lo riammetta in servizio»

CIVITANOVA - Il 30enne, caporal maggiore, era accusato di aver palpeggiato e colpito con un pugno una addetta alle pulizie nel bagno del centro commerciale. Oggi la sentenza in tribunale a Macerata. La difesa: «All'epoca papà da appena due mesi, per quell'accusa infamante perse il lavoro e la famiglia»
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Il centro commerciale Cuore Adriatico

 

E’ stato assolto con formula piena il caporal maggiore dell’Esercito accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna al centro commerciale “Il Cuore Adriatico” di Civitanova. Alla pronuncia della sentenza di primo grado in tribunale a Macerata, il militare oggi 30enne è scoppiato in lacrime. Per lui, finito a processo dopo la denuncia della presunta vittima che da tempo non vive in Italia, il pm aveva chiesto una pena di due anni e 5 mesi. Era imputato anche per lesioni. I fatti risalgono al 28 novembre del 2017. Il ragazzo, originario di Messina, era entrato nei bagni delle donne del centro commerciale. In quel momento una ragazza stava facendo le pulizie. Il giovane avrebbe tentato un approccio con la donna, facendole domande personali. La ragazza aveva cercato di sottrarsi dal rispondere. Le cose però, per l’accusa, erano precipitate. Secondo quanto denunciato dalla donna, lui l’avrebbe aggredita alle spalle, dandole un pugno sulla nuca e tirandole i capelli. Poi, stringendola in un forte abbraccio, le avrebbe palpeggiato il seno cercando di trascinarla dentro uno dei box dei servizi igienici. La ragazza, terrorizzata, si era messa a gridare per chiedere aiuto e il militare era scappato. La giovane aveva riportato lesioni con prognosi di 2 giorni. Questa l’accusa, che oggi in aula è caduta. «All’epoca papà da appena due mesi, per quell’accusa infamante perse il lavoro e la famiglia. Confido che ora, fatta luce sulla vicenda, l’Esercito lo riammetta in servizio – commenta all’Adnkronos l’avvocato Giorgio Carta, difensore dell’imputato insieme al collega Francesco D’Andria – Ci riserviamo di leggere le motivazioni, che arriveranno tra 90 giorni, ma credo che molto abbia influito nella decisione del collegio giudicante, tra l’altro presieduto da una donna, la testimonianza del personale di vigilanza del centro commerciale».

(redazione CM)

 

Palpeggia addetta alle pulizie nei bagni del Cuore Adriatico: militare rinviato a giudizio



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