Edoardo Leo “affabulatore” allo Sferisterio:
risate, riflessioni e “Macerata posse”

SPETTACOLO - L'attore e regista romano "matador" della parola ha accompagnato il pubblico tra racconti, aneddoti e barzellette. Sul palco la piccola maceratese Maria Vittoria per parlare del terribile Pierino
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Maria Vittoria è la piccola maceratese che ha raccontato sul palco una barzelletta di Pierino

 

di Alessandra Pierini (foto di Andrea Petinari)

Edoardo Leo

Un viaggio attraverso le storie della tradizione orale, tra risate intrattenibili, “di cuore” e riflessioni. E’ quello che hanno fatto ieri sera gli spettatori dello Sferisterio condotti per più di due ore da Edoardo Leo, guida d’eccezione tra racconti, aneddoti, barzellette, traduzioni e musica: dalle storie di nonno Checco, passando per Gabriel Garcia Marquez e Baricco, per arrivare al vecchio fax inviato all’assicurazione e perfino Bruce Springsteen. Al suo fianco Jonas Bascir, «musicista dell’orchestra più piccola del mondo» lo ha presentato Leo.
Uno spettacolo empatico quello che il regista e attore romano porta sul palco. Vero matador delle parola, e’ impossibile non immedesimarsi nelle sue parole e provocazioni tanto più che il pubblico è coinvolto a più riprese. Dal maceratese Sergio in prima fila chiamato in causa più volte come “spettatore anziano” che si ricorda sicuramente fatti molto lontani nel tempo alla piccola Maria Vittoria invitata sul palco per raccontare una barzelletta di Pierino, gli spettatori sono stati invitati a cantare e a rispondere a sondaggi.
Edoardo Leo è arrivato sul palco dello Sferisterio dall’ingresso laterale e ha subito sottolineato «Normalmente ci metto un attimo, stasera non arrivavo più», per poi continuare «Mi sono lamentato per il palco un po’ troppo piccolo» e ancora sul finale «Normalmente a questo punto, esco di scena, prendo gli applausi e poi rientro ma qui si tratta di fare una chilometrata».  L’attore non ha nascosto la gioia di tornare a fare spettacoli dal vivo: «Era tanto che desideravo esibirmi allo Sferisterio, mi dispiace che dovete stare così, distanti, con le mascherine. Anche i congiunti, a letto insieme sì a teatro vicini no».

Discorso a parte merita l’accompagnamento musicale mai sopra le righe ma essenziale. Le note del maestro Joans Bascir, sul palco sempre a piedi scalzi, è completamento ideale delle parole che sottolinea e valorizza. Sul finale ha sorpreso gli spettatori intonando “Macerata posse”, indimenticata canzone dei Vincisgrassi, gruppo folk maceratese.
Alla fine dello spettacolo in molti hanno atteso l’uscita di Edoardo Leo dai camerini. L’attore si è affacciato spiegando che per esigenze professionali e nel rispetto delle norme anti contagio non avrebbe potuto concedersi “all’abbraccio” del pubblico e a  fare selfie ma si è comunque prestato per inedite foto a distanza.

 

 

 

 

 

 



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