Una scuola da 10 milioni di euro,
la Provincia vince il bando:
«Risolverà tutti i problemi di spazio»

MACERATA - Sorgerà vicino all'Agraria. L'ente aveva partecipato alla gara indetta dal Miur nel 2014, ieri ha saputo dell'aggiudicazione. Il presidente Pettinari: «Si tratta di realizzare un istituto innovativo. I tempi li comunicherò appena saranno certi. Non ci sarà ulteriore consumo di suolo»
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Antonio Pettinari mostra i documenti del bando

 

di Federica Nardi

Oltre 4mila metri quadrati calpestabili e 9,7 milioni di euro di finanziamento. Due cifre che sottolineano l’importanza del bando del Miur (uscito 6 anni fa) e vinto dalla Provincia per realizzare una nuova scuola a Macerata. Ad annunciarlo oggi il presidente della Provincia, Antonio Pettinari dopo che ieri è arrivata la comunicazione dell’aggiudicazione. La scuola, pensata nel progetto preliminare per l’istituto Bramante e per circa 500 studenti, sorgerà poco prima dell’istituto agrario, in un’area già della provincia di circa 60 ettari.

Una immagine della nuova scuola

«Non sarà consumato ulteriore suolo – spiega Pettinari -. Demoliremo alcune strutture fatiscenti». Il presidente non nega che questa notizia «è una delle più belle di tutti questi anni in cui mi sono impegnato da presidente della Provincia. Quella che era una speranza oggi, anzi ieri mattina, è diventata una certezza. È arrivata la comunicazione del Miur (e Inail che ci mette le risorse) che abbiamo vinto il bando. Il problema dell’edilizia scolastica si compone di tanti tasselli – prosegue Pettinari -. Il primo è avere spazi, sicuri e idonei. Già il sisma aveva messo in evidenza delle criticità. Avere a disposizione edifici nuovi e sicuri e con spazi sufficienti, è la condizione primaria per qualsiasi tipo di riorganizzazione». A Macerata, ricorda Pettinari «tranne l’alberghiero, ci sono tutti gli indirizzi delle scuole superiori. Non abbiamo di fatto nessun edificio inagibile perché erano o nuovi o adeguati sismicamente. Stiamo progettando l’adeguamento sismico per il liceo scientifico, anche se non ha avuto nessun danno per il terremoto». Tornando al progetto di oggi: «Sono risorse che non c’entrano né con il sisma, né con il Covid né con quelle classiche dell’edilizia scolastica. Ma arrivano perché in questi anni abbiamo colto ogni occasione di finanziamento. E questa ne è la prova. Era un bando pubblico del 2014 fatto dal Miur. L’idea era realizzare in Italia alcune scuole innovative. Altra condizione era essere proprietari dell’area. Quindi abbiamo pensato di utilizzare l’area vicino all’istituto agrario, dove siamo proprietari per circa 60 ettari. E poi abbiamo pensato di inserirla non occupando altro suolo ma utilizzando, previa demolizione, alcuni fabbricati fatiscenti. Nella palazzina a mattoni rossi ci faremo gli uffici, il resto demoliamo e sarà sede della nuova scuola». All’inizio erano stati assegnati 4 milioni e mezzo di euro, poi l’impegno della struttura per dimostrare che non bastavano. Ora c’è da capire i tempi, che dipendono anche da chi procederà con la progettazione. «Dirò i tempi quando saranno certi – spiega Pettinari -. Non voglio illudere. Ma poi avremo tutti gli spazi necessari per le scuole di questa città. Recuperando tutto, come in un domino, a partire dal Pannaggi». Il responsabile unico del procedimento è Luca Fraticelli, capo ufficio edilizia pubblica e scolastica, presente anche lui oggi in conferenza.

Antonio Pettinari con Luca Fraticelli



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