Ricostruzione, i sindacati:
«No al modello Genova,
sì al modello Macerata»

SISMA - Cgil, Cisl e Uil lanciano l'allarme per un colpo di mano del governo sulla proroga della sospensione del Durc all’interno del decreto semplificazione e chiedono di incontrare il prefetto Iolanda Rolli. Su come ricostruire preferiscono cioò che è stato fatto in provincia: «Si tutelano sia i lavoratori che le aziende sane e si tengono alla larga le irregolarità»
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Massimo De Luca, Jacopo Lasca, Filomena Palumbo

 

di Mauro Giustozzi

Allarme per un colpo di mano del governo sulla proroga della sospensione del Durc all’interno del decreto semplificazione. Al punto che si chiede udienza dal prefetto Iolanda Rolli e verranno coinvolti anche i parlamentari marchigiani, nonché i candidati alle prossime elezioni amministrative, per prendere una posizione netta in merito. Ma anche attenzione alla congruità sull’eco e sisma bonus, sul badge di cantiere e sull’elemento variabile della retribuzione in edilizia. Cgil, Cisl e Uil provinciali lanciano all’unisono la sfida nazionale dicendo un secco no al modello Genova negli appalti contrapponendo invece il modello Macerata, legato alla ricostruzione, che prevede quattro pilastri che dovrebbero essere presi ad esempio su tutto il territorio nazionale.

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Massimo De Luca

«Quando si parla di semplificazione lo si fa quasi sempre a scapito dei lavoratori e delle imprese che agiscono nelle regole – esordisce Massimo De Luca della Fillea Cgil -, cercando di favorire qualche furbetto o delinquente che sfrutta poi le norme a suo beneficio, magari non paga lavoratori e contributi e poi fa scomparire l’azienda. Così non va. Il ritardo nella consegna delle opere in Italia non è ascrivibile al Durc, un documento che invece regolarizza il quadro e non da spazio ad imprenditori ‘furbetti’ che cercano scorciatoie per arraffare appalti. Il Durc combatte elusione ed evasione ed il danno che arriverebbe nei nostri territori, se il Parlamento approvasse una proroga della sospensione scaduta il 15 giugno, sarebbe quadruplicata per gli effetti che avrebbe sulla ricostruzione post sisma. Invece il maceratese si è finora dimostrata una provincia che ha fatto passi avanti mettendo in fila una serie di strumenti, che vanno dal Durc, da cui tutto parte, alla congruità negli appalti, al settimanale di cantiere per finire al badge di cantiere che potranno usare i dipendenti nell’iniziare la propria giornata lavorativa. Una serie di strumenti, questi sì, efficaci e che andrebbero utilizzati nel resto d’Italia e non solo a Macerata ed in parte delle aree del cratere sismico. A chi propone il modello Genova usato nella ricostruzione del ponte Morandi noi proponiamo invece il modello Macerata che tutela sia i lavoratori che le aziende sane e tiene alla larga irregolarità».

A sottolineare l’importanza e i rischi che si stanno correndo con la possibile proroga della sospensione del Durc è anche Jacopo Lasca della Filca Cisl.

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Jacopo Lasca

«Sospendere il Durc come si è fatto sino al 15 giugno significa – ha detto Lasca – che un’azienda ha potuto non pagare i contributi a Cassa Edile, Inps ed Inail, magari ha concluso il lavoro, incassato i soldi ed è nel frattempo sparita. Va detto che, in attesa della conversione in legge del decreto semplificazione, dal 16 giugno ogni ditta che prende un appalto deve tornare a presentare il Durc, su questo non faremo sconti a nessuno. Nella nostra provincia, a seguito del sisma, l’edilizia è ripartita, ci sono molte aziende che lavoreranno anche in agosto sena chiudere mai, ma c’è bisogno che le regole siano chiare e non diano adito a scappatoie per chi vuol approfittare della situazione agendo nell’illegalità. Anche sul tema dell’eco e sisma bonus è importante che ci sia collegata la congruità, perchè parliamo di soldi pubblici e bisogna avere la certezza che le risorse spese vadano ad aziende che rispettino le regole nei confronti dei propri lavoratori. Il sindacato ha agito anche sull’elemento variabile della retribuzione che ha portato ad avere un aumento retributivo del 4% che ha soddisfatto chi opera in questo comparto. Insomma parliamo nel nostro territorio di un settore che cresce e che proprio per questo ha bisogno di essere presidiato e protetto da possibili infiltrazioni pericolose di chi senza scrupoli vuol lucrare sul dramma delle popolazioni colpite duramente dal terremoto». Filomena Palumbo della Feneal Uil ha posto l’attenzione sul ruolo che svolge la Cassa Edile nel sostegno alla categoria soprattutto in materia di salario che garantisce a chi lavora nei cantieri. «Attraverso il Durc vengono versati in Cassa Edile dei fondi –ha spiegato la sindacalista – che servono per far fronte a malattie, ferie, permessi, salario di anzianità che altrimenti non potrebbe essere percepito da chi lavora in edilizia. Spesso capita che la Cassa Edile fa fatica a recuperare crediti maturati da aziende che, il giorno dopo aver concluso il lavoro, spariscono. Per questo è fondamentale che non ci sia una proroga della sospensione del Durc perché, voglio ricordare, che dal luglio 2019 allo scorso giugno proprio a causa di questa sospensione siamo in presenza di aziende che non hanno effettuato i versamenti contributivi previsti grazie a questo rinvio di cui hanno goduto. Questo porta a distorcere il mercato, con imprese che proprio in virtù di ciò hanno potuto acquisire appalti attuando il massimo ribasso mentre magari chi ha pagato ed ha rispettato le regole si è visto scavalcato». Dunque semplificazione sì, ma non a scapito di saltare ogni regola o annacquare quelle che sono attualmente in vigore. «Quanto accaduto nel nostro territorio dimostra che si può lavorare usando le regole – conclude Massimo De Luca – che non servono a rallentare i cantieri ma ad avere trasparenza e lavoratori non sfruttati. Ricordo che nei prossimi mesi e anni nel maceratese sono previste grandi opere pubbliche come l’intervalliva San Severino-Tolentino, la Pedemontana da Fabriano a Muccia, lo stesso ospedale provinciale alla Pieve. Usiamo il modello Macerata, lasciamo stare il modello Genova che è rischioso e inapplicabile».



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