Macerata, 2 giugno della rinascita
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CERIMONIA - Prima manifestazione post lockdown. Quest'anno la Festa della Repubblica si è riempita di nuovi significati. Nei messaggi di sindaco e prefetto il grazie agli operatori sanitari. Donata copia della Costituzione a due neodiciottenni
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La cerimonia al Monumento ai caduti di Macerata

 

Il 2 giugno quest’anno sa di rinascita. Festa della Repubblica, festa anche della ritrovata libertà dopo il Covid e gli oscuri mesi del lockdown. Un clima oggi del tutto differente rispetto a quello del 25 aprile quando venne celebrata la Festa della liberazione nel pieno del lockdown con manifestazioni ridotte all’osso. Oggi invece Macerata è apparsa come prima, tra l’altro con la città che intorno alla cerimonia si muoveva con corso Cavour e via Roma pieni di auto. Una cerimonia che ha visto sia il sindaco Romano Carancini e il prefetto Iolanda Rolli ringraziare dai gradini del Monumento ai caduti, dove è stata deposta la corona d’alloro, gli operatori sanitari per il grande lavoro che hanno svolto nell’arco di questi mesi, sempre in prima linea per combattere il Coronavirus.

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Il prefetto Iolanda Rolli

Mesi in cui per diversi sabati le forze dell’ordine sono andati a rendere omaggio davanti agli ospedali della provincia (Macerata, Civitanova, Camerino) dove erano in corso le cure alle persone contagiate. Il sindaco di Macerata discorso ha sottolineato che quest’anno la festa del 2 giugno arriva dopo un periodo difficile, «non è quello della fine della Seconda guerra mondiale ma è il virus» ha detto il primo cittadino. Dalla pandemia non si è ancora fuori e le attenzioni devono continuare per evitare i rischi di una ripresa del virus ma l’aria è diversa oggi. Una città che sembra essersi rianimata, non solo Macerata, ma testimonianza di questo sono state anche le manifestazioni in altre città della provincia e pure quella ch si è svolta ad Ancona.

2Giugno_FestaRepubblica_FF-1-650x433Una festa del 2 giugno che è stata come ritrovarsi d’improvviso in estate, usciti dal lungo e oscuro inverno del Coronavirus. Una festa quella della Repubblica, significativa due volte quest’anno: per il concetto di Repubblica, nata dopo gli anni bui del fascismo, della guerra e della privazione della libertà, e la celebrazione oggi di questa libertà che c’era stata negata dal Covid. Una libertà che non si vedeva, perché la chiamavamo normalità. E poi i gesti, quelli canonici di questa cerimonia con la donazione di una copia della Costituzione a due neodiciottenni (Elena Lisi e Luca Ricciotti) che poi hanno letto dai gradini del Monumento ai caduti, i primi dodici articoli di quel documento che regge il Paese con principi in cui credere e sperare. Tanti poi i presenti alla cerimonia, tutti rigorosamente con la mascherina. C’erano il questore Antonio Pignataro, il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Amedeo Gravina, comandante provinciale della Guardia di finanza, il comandante della polizia locale, Danilo Doria e Mirko Mattiacci, vice comandante dei vigili del fuoco. Ma non c’erano solo militari e forze dell’ordine, c’erano anche tanti cittadini che si sono fermati per osservare la cerimonia, c’era la presidente della Croce rossa di Macerata, Rosaria Del Balzo Ruiti, c’era il direttore dell’Area Vasta, Alessandro Maccioni, c’era il presidente dell’Ordine dei medici, Romano Mari. Con loro anche il rettore di Unimc, Francesco Adornato. E poi c’era la politica: l’onorevole Mario Morgoni, l’assessore Angelo Sciapichetti, il presidente della Provincia Antonio Pettinari. Insomma, oggi è stato com’era una volta.

(Foto di Fabio Falcioni)

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I due neodiciottenni Elena Lisi e Luca Ricciotti con il prefetto Iolanda Rolli

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Il prefetto Iolanda Rolli e il sindaco Romano Carancini con i due neodiciottenni

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A destra il sindaco Romano Carancini

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Da sinistra: l’onorevole Mario Morgoni, l’assessore Angelo Sciapichetti, il rettore Francesco Adornato

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Il sindaco Romano Carancini

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Il questore Antonio Pignataro, il comandante provinciale dei carabinieri Michele Roberti e il comandante provinciale della Finanza Amedeo Gravina

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Da sinistra: Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici, Rosaria Del Balzo Ruiti, presidente della Croce Rossa, Alessandro Maccioni, direttore dell’Area vasta 3

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