Dalla paura di smettere
all’interesse della Ducati:
Baldassarri si racconta da Montecosaro

MOTO - Durante la diretta di GPOne il pilota ripercorre la sua carriera, accende i fari sul presente e immagina il futuro: «Il salto in MotoGp resta sempre il mio sogno e non vedo l'ora che si possa realizzare. Guidare la Rossa di Borgo Panigale sarebbe una bella cosa, perché è italiana e al momento tra le più competitive»
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Baldassarri live su GPOne.com

 

di Michele Carbonari

Dal periodo in cui pensava di smettere alla voglia di tornare presto a correre (la ripresa è prevista per metà luglio da Jerez de la Frontera), passando per l’interesse che su di lui ha posto la Ducati MotoGP. Lorenzo Baldassarri racconta passato, presente e ideale futuro durante la diretta di GPOne.com insieme ad Andrea Rossi e Gianmaria Rosati. Live, dalla sua casa di Montecosaro, prima di tornare definitivamente nel suo appartamento di Rimini, dopo aver abbandonato Pesaro una volta lasciata la VR46 Academy. «Per fortuna va tutto bene. Sono tornato in sella con il fuoristrada e sono riuscito a fare qualche giro con la moto da cross insieme a Dovizioso, Petrucci, Savadori e Rinaldi. Da questa settimana noi professionisti possiamo spostarci anche fuori regione per fare gli allenamenti. Piano piano iniziamo a vedere la luce, speriamo di ripartire il prima possibile – dichiara a caldo il Balda -. Mi mancava il contatto con la società. È stato bello condividere qualche momento con gli altri ragazzi che fanno lo stesso sport. Poi da un paio di settimane lo spazio crossfitt di Montecosaro mi ha aperto la palestra e ho incrementato la preparazione, che finora avevo svolto sempre a casa. La preoccupazione generale c’è sia per noi atleti che per il resto del mondo, ma per il momento si respira aria buona, sento positività intorno».

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Il primo ed unico podio del 2020, in Qatar

Il motomondiale si è fermato dopo appena il primo appuntamento stagionale, in Qatar a Losail, dove il 23enne nato a San Severino aveva già assaporato il podio, dimostrando di avere ancora una volta le carte in tavola per ambire al titolo. Poi lo stop forzato e, come la MotoGp, anche la Moto2 ha organizzato una virtual race: a Jerez il campione di Montecosaro è arrivato primo. «È stata divertente visto che è la cosa che più si avvicina alla realtà. Psicologicamente è stata impegnativa perché io voglio vincere sempre. È stato bello perché mi ha fatto provare delle emozioni simili a quelle del 2019 quando vinsi la gara».

Lorenzo-Baldassarri-3-325x217Ma la realtà racconta che la Ducati abbia messo gli occhi su Lorenzo Baldassarri, che non nega l’evidenza. «Al momento solo voci. So che c’è l’interesse della Ducati ma ancora non è un’affare concreto perché il mio manager non mi ha detto niente. Però penso che a causa del Coronavirus si sia congelato un po’ tutto. Ci sono molti contratti in scadenza e quindi ci sarebbe stato molto fermento in questo periodo – dichiara Baldattack -. Il salto in MotoGp resta sempre il mio sogno e non vedo l’ora che si possa realizzare. Guidare la Ducati sarebbe una bella cosa, perché è una moto italiana e al momento è tra le più competitive. Non è una moto facile e quindi è importante adattarsi, fisicamente è anche provante. Un’altra sella che si adatta molto al mio stile di guida e agli esordienti è la Yamaha, che è istintiva e la si guida senza pensare. La Honda invece è fatta su misura per Marquez, la vedo un po’ piccola e compatta mentre io ho leve lunghe. Comunque le proverei tutte, ma per fare lo step in Moto Gp serve il pilota, per farsi valere si deve andare proprio forte».

Balda-direttaL’attualità, però, vede il centauro di Montecosaro in sella alla Flexbox HP 40, supportata da un motore che Baldassarri apprezza molto. «Con il Triumph abbiamo sfondato il muro dei 300 km/h al Mugello. Si va veramente forte, dobbiamo stare attenti e controllare il gas perché non c’è molto controllo di trazione. La Moto 2 è propedeutica per fare il salto alla classe regina perché ci permette di fare linee più esasperate e più esagerate della Moto Gp, che invece ha più grip e controlli». Dalla top class al salto in Superbike con la Ducati V4. È l’ipotesi e la domanda che fanno i due conduttori al Balda, che risponde: «mi fa strano, ma sarebbe comunque un’offerta da valutare e non da scartare a priori perché è una gran moto per vincere il titolo. Però non rientra fra i miei obiettivi a breve e a lungo termine. Il sogno è la MotoGp, la massima espressione del motociclismo – che resta sempre nel mirino del portacolori del team di Sito Pons -. Dai grandi piloti, a Dovizioso ruberei la gestione della gara e soprattutto degli ultimi giri mentre a Marquez lo spirito combattivo, quello di mollare mai e dare sempre il massimo. Da Valentino Rossi la capacità di rimettersi sempre in gioco e in discussione e alzare l’asticella, ancora oggi all’età che ha se la gioca per la vittoria e per il podio».

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Il primo podio in carriera, in Australia, con il Team Farward

Per arrivare ad un passo dalla MotoGP Baldattack confessa di aver vissuto anche momenti difficili. «Durante l’esperienza al team Forward ci sono stati alti e bassi: sono cresciuto moltissimo ma ho pensato di smettere perché c’erano dei problemi interni e ho avuto infortuni. Il tutto è nato dalla paura di non trovare un’altra moto per il futuro e rimanere a piedi. Poi siamo riusciti a fare anche qualche podio. Da lì in avanti ho avuto tanti contatti. Il 2017 è stato un po’ difficile mentre l’anno successivo Sito ha creduto in me e mi sono sentito a mio agio grazie alla mentalità vincente del Team Pons. Ho fatto un salto di qualità, quindi si è rivelata un’ottima opportunità». Baldassarri si racconta a 360 gradi, arrivando a toccare la sfera più intima. «Emozionalmente la cosa più importante è poter guidare una moto performante e potersi sfogare al massimo in pista e scaricare l’adrenalina. Anche la sensazione della gara è tanta roba, la competizione è altissima. Quando si spegne il semaforo e inizia la corsa dai tutto mentre quando finisce senti che hai dato il massimo. Questo ti fa apprezzare anche la vita, uno si gode la tranquillità che magari non ha durante l’anno. Noi sportivi abbiamo una vita abbastanza frenetica, con spostamenti continui. La mia ex fidanzata mi prendeva anche in giro dicendomi: “chi è la ragazza? Io o tu?”, perché a casa ero veramente lento».

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Lorenzo insieme ai ragazzi del Balda Fanclub

La conversazione spazia dal passato («ammiravo molto Kevin Schwantz, uno molto estroverso e sopra le righe. Sarebbe più interessante provare una 500 che guidare una Formula 1») al presente («tramite VR Simulator e alcuni imprenditori del posto oggi ho ricevuto una bella sorpresa: il simulatore di moto per allenarmi qui a casa. Sarebbe stato bello usarlo durante la quarantena») fino al futuro («con Pecco Bagnaia sono rimasto in buoni rapporti. Era strano perché in pista in Moto 2 ci contendavamo il titolo e abitavamo nello stesso appartamento, tra l’altro con le nostre ragazze. Lui ora è in Moto Gp, speriamo di sfidarci di nuovo nella classe regina per una rivincita»). Nella parte finale dell’intervista svela alcuni particolari. «Ai tempi dell’Academy, a Misano, guidavo la R6. Un giorno ho chiesto a Valentino Rossi di poter fare due giri con la sua R1 e me li ha concessi, poi mi ha fatto tornare subito ai box. Solo che dovevo essere molto conservativo, mi ha detto: “fai il bravo, non ti stendere. Riportamela” – conclude Lorenzo Baldassarri – In caso di vacanza ad Ibiza porterei al massimo qualche amico di Montecosaro, anche se ripensandoci con Arbolino e Di Giannantonio faremo un po’ i matti. Non porterei le ragazze visto che le trovo là. Ma pensandoci…Come facciamo quest’anno senza ombrelline?!?».

 

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