L’amore oltre la malattia,
supera un tumore al seno
e dà alla luce il suo secondo bimbo

LA STORIA - Marta ha partorito il piccolo Carlo all'ospedale di Macerata, dopo la scoperta di una neoplasia durante l'allattamento del primo figlio. Il direttore dell'Area Vasta Maccioni: «Un messaggio di speranza, ha dimostrato come sia possibile riappropriarsi della propria vita»
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Giorgio, Marta e il piccolo Carlo

 

Con grande coraggio ha superato la malattia e con altrettanta forza ha dato alla luce una nuova vita. La storia arriva dall’Ostetricia dell’ospedale di Macerata. Protagonista Marta, giovane mamma che ha da poco partorito Carlo.  Affrontando «percorsi complessi non privi di dolore fisico ed interiore e  – commenta il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni – non arrendendosi ma dimostrando quanto l’amore materno sia tenace e vince su tutto».

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Il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni

Tutto è iniziato quando il primo figlio che Marta e suo marito Giorgio era appena nato. Allattando, la giovane mamma si è accorta una tumefazione al seno. Così ha contattato il suo medico per fare chiarezza ed è arrivata la terribile diagnosi: una neoplasia. Il percorso è iniziato con la chemioterapia e successivamente con l’intervento al seno, un iter che riguarda migliaia di donne ogni anno che vengono colpite da questa malattia. Terapie stancanti e dolorose sia a livello fisico che psicologico, a maggior ragione in una giovane mamma. Marta non si è persa d’animo, ha curato il suo bimbo e la sua malattia e piano piano la routine familiare è tornata a fare capolino. Terminati i controlli è riemerso fortissimo il desiderio di una nuova maternità e, fatti i dovuti accertamenti, è ripartita una nuova gravidanza. La gravidanza è stata portata avanti serenamente con la sua grande forza d’animo. E così è nato Calro. «Era un mio grande desiderio – dice Marta – e non ho voluto fermarmi di fronte alla malattia fiduciosa in chi mi è stato accanto».

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Il primario Mauro Pelagalli

Mauro Pelagalli, primario di Ginecologia specifica che la gravidanza ha presentato «un decorso regolare, caratterizzato da controlli ultraspecialistici ai quali abbiamo sottoposto Marta». E il parto è avvenuto nel modo più spontaneo e sereno possibile, la giovane mamma era assistita dall’equipe di Ostetricia. «Grazie alla serenità data durante il percorso della gravidanza – aggiunge la dottoressa Cirilli – nonostante i serrati controlli necessari, si è concluso portando un buon inizio di vita a Carlo». Nel fare gli auguri alla coppia, al bimbo appena nato e all’equipe che ha seguito la donna, Maccioni lancia anche un messaggio di speranza. «Questo evento, che Marta e il marito Giorgio vogliono condividere con tutti – dice – dimostra come sia possibile riappropriarsi della propria vita quando la forza d’animo di una mamma, la sua tenacia ed un pizzico di fortuna fanno da cornice al momento più importante di una donna. Un messaggio di incoraggiamento alle migliaia di donne che in giovane età vengono colpite da questa malattia e, se non adeguatamente supportate, possono perdere la visione ottimistica della vita sul loro futuro di donne e di madri. È fondamentale quindi – conclude il direttore dell’Area Vasta 3 – fornire alla pazienti un supporto medico, scientifico, sociale e assistenziale fatto da professionisti adeguatamente preparati e umanamente disposti a dedicarsi totalmente all’intera famiglia».



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